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Casa di campagna in città? Si può…

La nuova frontiera per una casa in città, a dimensione d’uomo, è il green design. In altre parole, adottare una serie di misure per intervenire sulla casa stessa e adattarla all’”abitare verde”, perchè anche nel cuore di una città è possibile costruirsi un piccolo polmone ecologico e illudersi di essere in campagna, tra prati, fiori, alberi e persino un orticello.
Ad applicare in maniera particolarmente efficace questo nuovo modo di “pensare la casa” è stato il professor Fabrice Leclerc, che ha trasformato il suo appartamento, in uno stabile antico nel cuore di Milano, in una vera e propria casa di campagna. Sono sufficienti dei piccoli accorgimenti nell’utilizzo dei materiali per la ristrutturazione e prestare grande attenzione alle soluzioni per gli impianti, e il gioco è fatto.

particolare della scala di casa Leclerc

particolare della scala di casa Leclerc

 

<p>l'interno della casa del co-designer Leclerc</p>

l'interno della casa del co-designer Leclerc

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Innanzi tutto è opportuno usare vernici e malte atossiche, che limitino al massimo l’inquinamento indoor, facilmente reperibili nei negozi specializzati. Per i pavimenti, inoltre, sono caldamente consigliati materiali naturali come legno e pietra.
Resta da risolvere il problema della climatizzazione degli ambienti, che può essere garantita da un attento studio della ventilazione naturale, senza dover ricorrere ai ben più inquinanti e rumorosi inverter. Molto bella, oltre che efficace, la soluzione adottata da Leclerc per il riscaldamento: una grande stufa finlandese, un monolite di pietra ollare, che con pochi ciocchi di legno al giorno sostituisce l’impianto tradizionale. Nelle stanze è in funzione anche un sistema di controllo domotico grazie al quale si possono regolare le luci, che rimangono accese solo quando necessario.

hotel di lusso ed ecologico a Vienna

hotel di lusso ed ecologico a Vienna

Coloro che fossero così fortunati da potersi permettere di realizzare un giardino pensile, su un terrazzo, sarebbero protetti anche dalle soprastanti aiuole con manto erboso che fanno da isolante termico. Oltre a questa funzione, il tetto-terrazza si può strutturare come un vero e proprio giardino botanico, con diverse specie di piante, fiori e alberi da frutta che consentono un raccolto di prodotti freschi e “bio” quasi tutto l’anno.
E’ certamente un impegno gravoso gestire un giardino praticamente in casa, ma come migliora la qualità della vita!

news - Orto_Japigia

L'orto nel quartiere Japigia di Bari

Il crescente interesse verso questo genere di bioarchitettura è determinato anche dalla crisi economica che ha ridotto sensibilmente il budget a disposizione di molte famiglie. Allora, perchè privarsi di un piccolo orto casalingo, che consenta di avere verdura fresca e genuina, con un considerevole risparmio sulla spesa quotidiana?  Il piacere di concimare, seminare, curare i germogli e trapiantarli nel momento migliore, in attesa di raccoglierne i frutti è un piacere che molti stanno riscoprendo, anche perchè si vuole conoscere da vicino quel che si mette in tavola.

Lo stesso Salone del Mobile, già nell’edizione del  2009, ha proposto eventi e installazioni verdi: Orto d’artista ai Giardini dell’Umanitaria, incontri a tema coi designer e workshop per studenti improntati – è il caso del Politecnico – ai servizi per gestire l’orto in modo comunitario.

Non si tratta di casi isolati: gli “ortisti” sono in crescita. Basti pensare che Michelle Obama, moglie del presidente degli Stati Uniti, ne ha inaugurato uno alla Casa Bianca;  in America sono ormai diffusissimi gli orti di quartiere condivisi; e ultimo in ordine di arrivo, l’Orto sociale nei pressi dell’Ipercoop del rione Japigia a Bari.

la semina nell'orto d'artista al Salone del Mobile 2010

la semina nell'orto d'artista al Salone del Mobile 2010

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