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Cartucce scariche, che fare

Nessuna cartuccia più da sparare sul fronte del riciclo e del riuso, le cartucce di toner esauste attendono nuove mosse dal Ministero dell’Ambiente. Ai tempi del Decreto Ronchi, il Consorzio Ecoqual’It ha proposto al Ministero dell’Ambiente un Accordo di Programma per la raccolta e il recupero delle cartucce toner, ink jet e bubble jet esauste via posta. L’accordo, modificato e sottoposto all’attenzione del Ministero in diverse occasioni, non è ancora stato firmato.

Il consorzio Ecoqual'It nasce il 1994. Nella sua mission accompagnare il ciclo di uso, smaltimento e recupero delle componenti della tecnologia elettronica

Il Consorzio Ecoqual’It, fondato nel 1994 dalle maggiori imprese del comparto della Information Technology (quali Canon, Epson, Hp, Ibm, Nrg, Oki, Tally, Xerox e altre), affronta da sempre i problemi riguardanti l’uso, lo smaltimento e il recupero dei consumabili nel settore della tecnologia informatica, dedicando particolare attenzione alle direttive RAEE (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e RoHS (restrizione dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche) ed analizzando quanto è allo studio nell’ambito Reach (Valutazione, Registrazione e Autorizzazione dell’uso di sostanze chimiche) ed EuP (per l’efficienza energetica).

Le tematiche più specifiche connesse al rifiuto elettronico (raccolta, trattamento e riciclo) sono ampliamente trattate, non solo sul sito del Consorzio, ma anche all’indirizzo web www.ecorepertorio.it. L‘EcoRepertorio nasce infatti allo scopo di consentire la ricerca analitica degli eco-operatori in base alle attività e ai servizi cercati, alla localizzazione e all’area d’intervento, alla tipologia dei prodotti e alle modalità di trattamento. Tutto questo al fine di portare alla miglior dismissione possibile di apparecchiature RAEE e altri beni tecnologici a fine vita.

In Italia non si è ancora sviluppata l'attenzione al recupero delle cartucce a fine vita

Secondo i dati elaborati da Ecoqual’It e da Anitec (Associazione nazionale aderente a Confindustria che si occupa di Industrie di Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di Consumo), sono 6,5 milioni i toner e oltre 19 milioni le cartucce ink e bubble jet immessi nel mercato, ad esempio, durante l’anno 2008. L’obiettivo è quindi quello di limitare progressivamente lo smaltimento finale di questi prodotti, favorendone piuttosto il riutilizzo, grazie al riciclaggio e al recupero delle materie prime di cui questi oggetti sono composti. Infatti, le cartucce rigenerate (o, nel gergo, anche “ricostruite”) altro non sono che cartucce originali, ormai esauste, che tramite appositi programmi di raccolta vengono recuperate: i livelli di inchiostro vengono ripristinati e, se necessario, le spugne interne vengono sostituite. Una volta testate, vengono così reimmesse in commercio nei normali canali di vendita al pubblico.

Attualmente però in Italia, il ritiro delle cartucce a fine vita è iniziativa di alcuni produttori e rivenditori, mentre sembrerebbe già realtà nel resto d’Europa la possibilità di spedire e raccogliere le cartucce toner esauste tramite posta.

Cartucce ricaricabili

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