Cartone ondulato: il settore reagisce alla crisi

Il cartone ondulato è un materiale robusto, duttile ma soprattutto ecosostenibile: esso è infatti 100% riciclabile ed a sua volta ottenibile dal riciclo; ideale per gli alimenti, ne trattiene la loro carica batterica.

In Italia, il comparto del cartone ondulato si conferma un settore importante dell’industria manifatturiera: sono stati prodotti oltre 3 milioni e mezzo di tonnellate di imballaggi. A renderlo noto, GIFCO (Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato) facente parte di Assografici e del sistema Confindustria. Il Gruppo ha fatto il punto sulla salute del comparto in un momento storico per il Paese, in cui la crisi economica si ripercuote sul rendimento delle industrie.

Meno merci vendute significa meno imballaggi prodotti. A influire negativamente sul sistema, l’aumento del costo della carta che ha consolidato incrementi di prezzo che sfiorano il 20%.

Questo fenomeno accomuna quasi tutte le filiere dell’imballaggio, alcune delle quali risultano più colpite di altre. Il settore del cartone ondulato, infatti, sembra reagire meglio di altri comparti dell’industria italiana. Negli ultimi quattro anni, la produzione di imballaggi in cartone ondulato registra performance migliori rispetto ad altre filiere, perdendo solo qualche punto percentuale: nel 2012, sono stati prodotti in Italia oltre 6 milioni di imballaggi in cartone, con una flessione rispetto all’anno precedente del 3,3%. Gli iscritti a GIFCO hanno limitato meglio le perdite del 2012 rispetto alle aziende non associate, che hanno registrato invece una flessione dell’8,4%.

«Negli anni passati abbiamo provato a ipotizzare quando il settore sarebbe potuto tornare ai livelli pre-crisi – dichiara  il presidente di GIFCO, Piero Attoma – Se nel 2010 eravamo arrivati a poche migliaia di metri quadri dall’ottenere livelli simili, il 2011 prima e il 2012 dopo hanno raffreddato le speranze delle aziende, che hanno visto nuovamente allontanarsi il traguardo dei 6,5 miliardi di metri quadri di produzione nazionale. Tuttavia il nostro comparto continua a reggere meglio di altri e non solo. I dati del primo quadrimestre del 2013 hanno un segno appena negativo, non si arriva al -1%. Questo ci fa ben sperare in una ripresa e in un nuovo sviluppo del settore entro il 2015».

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