Carta e imballaggi da alghe: la nuova frontiera della sostenibilità

La società anglosassone DS Smith sta sviluppando un sistema per utilizzare le alghe marine al posto del legno

 

Per la prima volta nel settore, DS Smith potrebbe utilizzare le alghe in tutta la sua rete di imballaggio come fonte di fibra alternativa al legno. L’azienda, leader mondiale nel packaging sostenibile, sta anche esplorando il potenziale delle alghe marine di giocare un ruolo significativo nell’eliminazione della plastica, realizzando rivestimenti barriera usati per proteggere i prodotti alimentari.

Data la sua vasta gamma di usi, l’uso di alghe marine potrebbe crescere in maniera consistente nei prossimi anni. Secondo l’associazione Seaweed for Europe, si prevede che l’industria europea delle alghe valga circa 9 miliardi di euro entro il 2030, generando circa 115.000 posti di lavoro.

Il progetto fa parte del programma di investimenti in ricerca e sviluppo da 100 milioni di sterline che la società londinese ha annunciato all’inizio di quest’anno.

Il suo lavoro sulle fibre naturali comprende anche altri materiali naturali innovativi come la paglia, la canapa, il miscanto e il cotone, così come alcuni materiali agricoli di scarto, come i gusci di cacao o la bagassa – scarto di lavorazione della canna da zucchero.

L’economia circolare è al centro della strategia “Now and Next” dell’azienda che fornisce cartone ondulato in tutto il mondo, che si concentra sulla realizzazione di una vera e propria economia circolare attraverso principi di ecodesign, una maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse naturali, la riduzione dei rifiuti e dell’inquinamento. Entro il 2023, DS Smith produrrà il 100% di imballaggi riutilizzabili o riciclabili e il suo obiettivo è che entro il 2030, tutti i suoi imballaggi siano riciclati o riutilizzati.

Articoli correlati