Input your search keywords and press Enter.

CARPI contro l’aumento del costo dell’energia elettrica: «Molti oneri, pochi onori»

Possono i sistemi di tassazione gravare sulle iniziative imprenditoriali, anziché creare condizioni per il rilancio dell’economia? La risposta degli operatori del CARPI (Consorzio Autonomo Riciclo Plastica Italiana), è purtroppo positiva.

Il costo dell’energia elettrica nell’ultimo anno è aumentato per le imprese di riciclo, così come per tutto il comparto industriale, del 20%; ciò è significato, per alcune realtà, una voce di costo che addirittura supera quella del personale. Questo nonostante gli imprenditori possano contrattare nel libero mercato, ricavando condizioni di fornitura particolarmente vantaggiose in periodi – come quello attuale – in cui i consumi si riducono.

Le imposizioni statali sui consumi, tuttavia, non seguono affatto l’andamento dei mercati: eclatante è il caso della cosiddetta Componente A3, ovvero la componente di copertura alla promozione di produzione di energia da fonti rinnovabili. Essa viene definita in funzione del gettito complessivo da incassare a livello nazionale e delle previsioni di consumo e viene conseguentemente spalmata in modo omogeneo sull’impiego di energia attiva da parte delle utenze. In sintesi, dovendo incassare 100, se diminuisce l’uso di energia il singolo kWh dovrà essere tassato in misura maggiore, a discapito del sostegno alle imprese in difficoltà.

L’attuale sistema di tassazione dell’energia risulta dunque quantomai paradossale e contraddittorio: si pensi, ancora, al controverso meccanismo Cip6, nato nel 1992 per facilitare la costruzione di centrali elettriche da fonti verdi e progressivamente dirottato su aiuti a produzioni che di verde hanno ben poco, dalla combustione di scarti petroliferi agli inceneritori di rifiuti.

Le considerazioni del CARPI vogliono pertanto dimostrare come un comparto energivoro come quello del riciclo, oltre a doversi confrontare con i normali problemi di mercato, vede la propria principale voce di costo oggetto di continue variazioni, rigorosamente in aumento. È assurdo – secondo il CARPI – sostenere rinnovabili vere o presunte, senza poter riscontrare il raggiungimento di quegli obiettivi per cui sta pagando cifre da capogiro.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *