Carnevale ed ecologia, tra coriandoli di carta riciclata e uomini albero

Il Carnevale entra nel vivo. Sfilate in maschera, carri allegorici, tradizioni e riti, ma con un occhio alla sostenibilità ambientale. Ecco alcune delle iniziative in giro per una delle feste più divertenti dell’anno.

A Carnevale la differenza la fanno i bambini. Coriandoli di carta riciclata, recuperata dai piccoli alunni delle scuole di Putignano e lavorata dalle abili mani di un maestro coriandolaio locale, coloreranno la 626esima edizione del Carnevale di Putignano che si conferma all’insegna dell’ecosostenibilità.

Coriandoli di carta riciclata

Coriandoli di carta riciclata a Putignano

L’iniziativa organizzata da Navita, il gestore del servizio di igiene urbana, in collaborazione con il Comune di Putignano ha permesso la realizzazione di circa 10mila sacchetti di coriandoli da distribuire in occasione delle quattro sfilate e durante la festa della pentolaccia. «Un’iniziativa – dichiara Elisabetta Romanazzi, assessora all’Ambiente – in linea con il tema dell’edizione 2020 del Carnevale di Putignano dedicato alla Terra e nata con la finalità di coinvolgere i bambini delle scuole in un’operazione di sensibilizzazione sui temi del riciclo, della raccolta differenziata e della sostenibilità ambientale. Perché già dai banchi di scuola, divertendosi, è possibile educare i più piccoli a rispettare l’ambiente».

Raccolta e riciclo carta, valore aggiunto del Carnevale di Putignano

In questi giorni gli alunni delle scuole elementari di Putignano hanno incontrato “Cartolina”, personaggio carnascialesco di fantasia che ha spiegato loro che anche un vecchio quotidiano o una rivista possono tornare a nuova vita, invitandoli a raccogliere rimanenze di giornali, riviste, carte e cartoncini. La carta recuperata dai bambini è stata poi trasformata in coriandoli che saranno distribuiti durante il 16, 23, 25 e 29 febbraio nelle tre postazioni, allestite con installazioni artistiche, ubicate alla Fondazione LAB (via Matteotti angolo via Roma), a Porta Nuova e Porta Barsento. In programma anche un laboratorio creativo dal titolo “Il cappellaio matto” a cura di Navita (domenica 23 febbraio, ore 10:00-12.00, piazza Aldo Moro) in cui verranno realizzati copricapo di carnevale con materiale di recupero.

Inoltre «per tutta la durata del Carnevale – dichiara Francesco Roca, Amministratore unico di Navita – potenzieremo il servizio di raccolta differenziata installando, ai varchi di accesso al percorso e all’interno dello stesso, isole ecologiche appositamente dedicate alla raccolta delle diverse tipologie di rifiuti. In più, per la prima volta i nostri operatori durante la manifestazione cercheranno di svuotare i cestini gettacarte così da agevolare il conferimento dei rifiuti».

Tutti a Putignano in treno o in bus

Per evitare di portare troppe auto a Putignano, vantaggi per gli abbonati di Ferrovie del Sud Est che quest’anno andranno a vedere il Carnevale. Mostrando al botteghino l’abbonamento FSE e un documento di identità avranno uno sconto di 3 euro sul biglietto di ingresso alle sfilate (7 euro anziché 10). Ferrovie del Sud Est (Gruppo FS Italiane) è vettore ufficiale del Carnevale di Putignano. Domenica 16 e 23 febbraio ci saranno 22 bus in arrivo da Bari, Taranto e Martina Franca. Domenica 23 febbraio un treno speciale Putignano – Bari farà tutte le fermate intermedie (partenza alle 19.50 e arrivo alle 21.18). Nelle giornate di Martedì grasso e della Pentolaccia arriveranno 21 treni da Bari e da Martina Franca. I dettagli della nuova offerta sono consultabili sul sito fseonline.it e sulla pagina Facebook ufficiale.

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La Foresta che cammina degli uomini albero

Si terrà il 22 e 23 febbraio 2020 il Carnevale di Satriano in Basilicata organizzato dall’associazione Al Parco con il patrocinio del Comune di Satriano di Lucania, del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, della presidenza del consiglio regionale di Basilicata e con la collaborazione di associazioni e volontari.

carnevale satriano di lucania
A satriano di Lucania si rinnova il suggestivo carnevale dei Rumita, con la Foresta che cammina

In questo paesino del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano da secoli si ripete una tradizione suggestiva e singolare: le persone si vestono da alberi. La maschera tipica è denominata Rumita (da “eremita”) ed è un uomo completamente ricoperto di edera, tanto da essere irriconoscibile, che tiene tra le mani un bastone con all’apice un ramo di pungitopo. L’ultima domenica prima del Martedì grasso, quest’anno il 23 febbraio, i Rumita escono dal bosco e girano tra le strade del paese bussando alle porte delle case: portano un buon auspicio per la primavera che sta arrivando e in cambio ricevono doni.

Dal 2014 l’associazione Al Parco insieme ai giovani satrianesi, prendendo spunto dalla cine-installazione “Alberi” di Michelangelo Frammartino proiettata al MoMA di New York, ha caricato di nuovi significati la maschera e organizza una Foresta che cammina composta da 131 alberi vaganti, simbolicamente uno per ogni paese della Basilicata. Chiunque può prendere parte all’invasione verde, diventare uomo albero per un giorno e farsi portavoce del messaggio ecologista di cui il Rumita è diventato ambasciatore: ristabilire un rapporto antico con la Terra. Info www.carnevaledisatriano.it oppure la pagina FB Carnevale di Satriano.

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Il Carnevale arriva al Museo dei Pompieri

Il Carnevale arriva anche al Museo dei pompieri

Domenica 16 febbraio, il Carnevale arriva anche al Museo Storico dei Pompieri e della Croce Rossa Italiana di Manfredonia (FG), dove tutte le famiglie potranno accedere a prezzo ridotto e i bimbi potranno venire vestiti in maschera, per trascorrere una giornata all’insegna dell’apprendimento e del divertimento.

A partire dalle ore 9.30, difatti, sarà possibile lasciarsi sorprendere dai 2.500mq di esposizione del più grande e suggestivo Museo dei Pompieri al mondo, grazie ad una visita guidata che porterà adulti e piccini alla scoperta di oltre 3.000 pezzi che raccontano come abbia funzionato nel tempo il servizio di soccorso in caso d’incendio. Visitare il Museo significa anche compiere un’esperienza totalmente immersiva, grazie alla realtà virtuale che simula la presenza di un incendio lungo tutto il percorso espositivo.

Dopo un break nella caffetteria del Museo, i bambini potranno sfilare in maschera lungo gli spazi del Museo. Una giuria selezionerà il bimbo e la bimba che indosseranno gli abiti più belli e divertenti, per premiarli con un ricco dono offerto dal Museo. Al termine della sfilata, i bambini potranno cimentarsi in piena sicurezza in una reale prova di spegnimento del fuoco, oltre ad accedere a un’area ludica loro riservata, ricca di giochi e videogiochi a tema, per giungere in seguito all’area giochi gonfiabili, dove i più piccoli potranno vivere emozioni da vero pompiere per un giorno. Info 0884 541995 e info@museostoricopompieri.it.

Il Carnevalone di Montescaglioso

Natura protagonista anche nel Carnevalone di Montescaglioso, espressione tra le più sentite della identità locale, sono presenti figure giunteci quasi intatte dal passato e comuni anche ad altre manifestazioni analoghe. Il Carnevale celebra i riti propiziatori della fertilità e del risveglio della natura e le figure tradizionali dell’evento rimandano a simboli arcaici provenienti dal mondo greco-romano e medievale. Nel corso degli anni il corteo di Carnevale si modifica e cambia per vie misteriose, conservando, però, la memoria di figure ben codificate che ogni generazione consegna alla successiva.

Le figure più importanti. Carnevalone il vecchio destinato a finire sul rogo per propiziare il nuovo ciclo stagionale. Carnevalicchio l’anno nuovo e i riavvio del ciclo naturale. Sarà partorito durante il rogo di Carnevalone. La Quaremma moglie di Carnevalone. La malannata, il digiuno, la penitenza. ‘U fus’ figura di origine greca. Tesse e regge il filo del destino e della vita. La femmina prena altra raffigurazione della moglie di Carnevalone. Il nuovo che preme. Chiede le offerte per Carnevalicchio. La carriola l’offerta chiesta per Carnevale con Carnevalicchio disteso nella carriola. ‘U zembr’ il caprone, ovvero il demonio o meglio ancora le forze primordiali della natura. I campanacci sbattute da maschere coloratissime per scacciare il malanno o forse per ricordare il ritorno delle greggi e delle mandrie. Il Cucibocca per ricordare l’imminente arrivo della Quaresima. I cortei nuziali (‘u zìt e la zìt’) il corteggiamento, lo sposalizio e le danze in cerchio.

Un altro rito propiziatore della fertilità della terra. Il medico, il frate, ‘u mamòn’ i personaggi che accompagnano Carnevalone al rogo ed assistono la vedova nell’atto di partorire Carnevalicchio sulla pubblica strada.

Carnevale in Italia e in Europa

Carnevale, nelle sue innumerevoli sfumature di colori e stravaganza, concede una volta all’anno la possibilità di indossare una maschera ed essere liberi di andare. Esattamente come il viaggio in van, espressione di libertà di partire e lasciarsi trasportare ovunque la strada conduca. Così Yescapa, portale europeo di condivisione camper, ha selezionato alcune feste tipiche tra Italia e Europa per un weekend all’insegna della goliardia, della cultura, in una sola parola del Carnevale.

Il Carnevale di Bagolino, Brescia – 24 e 25 febbraio

Il Carnevale di Bagolino

Tra le montagne bresciane della Valle Sabbia, il piccolo borgo medievale di Bagolino si anima ogni anno per festeggiare il Carnevale Bagosso: un’antica tradizione, immutata nei secoli, che rivive nelle due giornate del lunedì del martedì grasso, con maschere, balli e musiche tipiche del folklore locale. I Balarì (i ballerini), vestiti con ricchi costumi adorni di drappeggi, monili d’oro e maschere d’avorio, si esibiscono in danze dalle eleganti movenze sulle note dei Sonadur (i suonatori) che con chitarre, violini, mandolini accompagnano i danzatori lungo le strade del paese. Nel frattempo i Maschèr (le maschere), abbigliati in modo grottesco, si aggirano tra la folla, animandola con scherzi e spaventando i passanti al suono sibillino degli zoccoli chiodati.

Karrasegare Osinku, il Carnevale di Bosa

Con il termine Karrasegare, s’intendono i tre giorni conclusivi dei festeggiamenti carnevaleschi: domenica, lunedì e martedì grasso. A Bosa in provincia di Oristano, miti e rituali arcaici si fanno largo lungo le strade del paese per riaffermare, di anno in anno, la potenza delle antiche tradizioni del mondo contadino. Protagoniste della scena sono le Attittadoras, maschere vestite a lutto che sin dalle prime ore del mattino invadono le strade intonando il “s’attittidu”, lamento funebre per la morte di Gioldzi, il simbolo del Carnevale. Al tramonto del sole le maschere delle vedove scompaiono per far posto alle anime del Carnevale morente: una sfilata di figure rivestite di bianco scivolano nella notte, alla ricerca di Gioldzi. I festeggiamenti si concludono con il rogo dei Gioldzi, inno alla fine del Carnevale.

Mentre in Europa…

Centoquaranta tonnellate di agrumi arrivano a Mentone, piccola perla della Costa Azzurra. La Fête du Citron quest’anno sarà caratterizzata dal tema “Le feste del mondo”, in un tripudio di colori sfavillanti, carri allegorici e sfilate, in cui gli agrumi saranno i protagonisti assoluti. Per ammirare le sculture e le composizioni più sorprendenti basterà recarsi ai Jardin Biovès che quest’anno ospiteranno anche i Giardini di Luce, nelle tre serate del 15, 21 e 28 febbraio, in cui musica e giochi di luce si fonderanno in uno spettacolo inedito. La Promenade du soleil sarà invece il palcoscenico da cui poter ammirare i Corsos des fruits d’or, parata di carri allegorici che si svolgeranno nelle domeniche del 16, 23 febbraio e 1 marzo.

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