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Carburante dall’agricoltura: un’impresa possibile

Sono 18 milioni le tonnellate di scarti agricoli che, ogni anno in Italia, potrebbero essere convertiti in bioetanolo di seconda generazione. Una conversione che porterebbe a produrre di 4,5 milioni di tonnellate di carburante: una bella porzione se si pensa che annualmente vengono consumati nel nostro Paese circa 10 milioni di benzina. I dati sono stati resi noti nel corso dalla Giornata nazionale del bioetanolo organizzata dal gruppo Mossi & Ghisolfi, in collaborazione con l’Università di Firenze e Veronafiere. I biocarburanti di seconda generazione – è chiarito nel corso dei lavori – utilizzano biomassa ottenuta da materie prime che non entrano nel ciclo alimentare. Una tecnologia che sarà impiegata, già nell’estate prossima, a Crescentino (Vercelli), dove entrerà in funzione il primo impianto al mondo di bioetanolo di seconda generazione, che userà come materia prima la paglia di scarto e la canna di fosso. Come carburante pulito, il bioetanolo all’interno dell’Unione europea rappresenta il 15% del mercato, con un valore che complessivamente supera i 5 miliardi di euro.

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