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Carbone nemico del clima

«L’Italia non aveva bisogno del nucleare e non ha alcun bisogno del carbone, ma deve muoversi velocemente per stare al passo della rivoluzione energetica basata su fonti rinnovabili ed efficienza energetica». Lo ricorda il WWF in occasione della recente manifestazione contro la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, con iniziative e presidi a Vado Ligure, La Spezia, Saline Joniche e Brindisi. «Secondo l’Agenzia internazionale per l’Energia (Iea), – prosegue il Wwf – il settore energetico è responsabile del 41% di tutte le emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dall’uso di combustibili fossili nelle attività umane. Il carbone è il più ricco di carbonio di tutti i combustibili fossili. La combustione del carbone produce fino al 70% di CO2 in più rispetto al gas naturale per ogni unità di energia prodotta. Più in generale: il 43% di tutte le emissioni da combustione di combustibili fossili è da attribuire all’uso del carbone (oltre 12,5 miliardi di tonnellate di CO2 annue)». Per questi motivi il carbone è additato dall’associazione ambientalista come «un vero killer del clima». Guardando invece all’Italia il WWF chiarisce che «non ha bisogno del carbone: oggi ci sono troppe centrali che lavorano per un terzo della loro potenzialità».

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