Capitale italiana cultura 2022, Bari ci prova

Il lungomare di Bari durante la festa patronale di San Nicola. Credits foto Anna Piscopo

Manca poco alla decisione del ministero della Cultura. Ci sono anche Bari e Taranto tra le 10 finaliste

La macchina organizzativa del Comune di Bari è nel pieno delle sue attività per far comprendere l’importanza del prestigioso riconoscimento per la città e rendere partecipi tutti i cittadini. Come? Uno strumento alla portata di tutti è facebook. Ogni giorno, infatti, la pagina ufficiale della candidatura di Bari a capitale italiana della cultura, viene aggiornata con contenuti che riguardano eventi e manifestazioni che animano il capoluogo pugliese durante tutto l’anno (alcuni di questi si sono svolti anche nel 2020 nonostante l’emergenza pandemica): dalla Fiera del Levante al Bif&st, dal Bari piano festival al Word press photo, passando per la celebre festa di San Nicola.

Stessa cosa per Taranto. Inoltre dal sito www.baricapitale2022.it è possibile scaricare l’estratto del dossier della candidatura. Chi sarà dunque la prescelta? Noi pugliesi, sia che si tratti di Bari, con la tradizione nicolaiana, sia che si tratti di Taranto, con i suoi Comuni della Grecìa salentina, saremmo felici.

Le altre città in lizza sono: Pieve di Soligo (Treviso), Verbania (Verbano-Cusio-Ossola), Ancona, Cerveteri (Roma), L’Aquila, Volterra (Pisa),  Procida (Napoli) e Trapani. Che vinca la migliore.

San Nicola e i sei archetipi

Il culto nicolaiano è uno degli assi portanti della candidatura del capoluogo pugliese insieme con i sei archetipi collegati alla storia del vescovo di Myra: il sacro, la luce, il mare, l’oriente, il dialogo e il femminile.

Il programma “Bari2022” prevede circa 300 fra concerti, mostre ed eventi distribuiti in citta, che coinvolgerebbero alcuni tra i luoghi simbolo della rinascita culturale del capoluogo negli ultimi anni: dai teatri Piccinni, Petruzzelli e Margherita al castello Svevo al fortino di Sant’Antonio, solo per citarne alcuni.

“Anche se dovesse vincere Taranto saremmo felici”: intervista all’assessora alla Cultura del Comune di Bari, Ines Pierucci

Assessora Pierucci, cosa rappresenta questa candidatura per Bari?

«Abbiamo candidato Bari a capitale italiana della cultura cercando di perseguire uno dei requisiti richiesti e cioè l’effetto di completamento, uno degli obiettivi raggiunti dalla città già con l’abbattimento di punta Perotti e poi negli ultimi anni della consiliatura di Antonio Decaro».

Perché avete scelto san Nicola?

«Abbiamo scelto il tema del culto nicolaiano che è quello che ci rappresenta da mille anni. La riteniamo un’occasione per poter raccontare tutto il resto. Bari, infatti, ha quattro teatri, tante realtà private, possiede una delle 28 prestigiose pergamene, l’”Exultet”.

Sono tante poi le manifestazioni che attirano cineasti da tutto il mondo. Questa estate alla 13esima edizione del Bifest era presente Roberto Benigni, uno dei tanti nomi che frequentano la nostra città negli ultimi anni».

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L’assessora alla cultura del Comune di Bari, Ines Pierucci

A proposito di cultura, quali sono i prossimi passi?

«Stiamo per pubblicare un bando per due info point turistici: uno nei pressi della stazione e uno di piazza del Ferrarese (un accordo quadro di quattro anni) con la richiesta di riposizionare il brand di Bari nella città con un piano di comunicazione ad hoc pensando a nuovi percorsi turistici alternativi ai classici.

I prossimi passi fino al 14 gennaio (data prevista per la decisione del ministero della Cultura, ndr) sono orientati verso una comunicazione forte sui social. E poi abbiamo costruito questo dossier, consultabile da tutti, con 300 sigle, abbiamo svolto dieci tavoli prima della pandemia con associazioni e agenzie, e coinvolto realtà regionali come l’Autorità portuale e Aeroporti di Puglia. Abbiamo, inoltre, siglato un accordo con la Regione Puglia che prevede che chiunque sarà a vincere, riusciremmo a completare una parte di questo dossier. Se vincesse Taranto saremmo felici perché anche Bari ne beneficerebbe, com’è stato per Matera capitale europea della cultura».

Bari è maturata molto negli ultimi anni. Secondo lei i cittadini sono consapevoli di questo percorso?

«I cittadini hanno bisogno di essere stimolati ed è compito della politica far sì che questa consapevolezza cresca. Vorrei stimolare  di più questa consapevolezza».

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