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Cantieri sicuri: bisogna ancora lavorare

«La prevenzione degli incidenti sul lavoro che continuano a causare troppe vittime innocenti, deve ormai costituire un fondamentale impegno condiviso». Queste le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per  la Giornata cittadina della sicurezza del lavoro celebrata a Napoli lo scorso 5 marzo. E’ vero, nel primo semestre del 2009 nel Mezzogiorno si è avuto il – 7,9% di infortuni  e l’11,5%  di infortuni mortali rispetto allo stesso periodo del 2008 . Ma è anche vero che c’è di mezzo la crisi che ha ridotto il numero degli occupati.  Il settore delle costruzioni ha registrato nel 2009 un calo di infortuni del 15,8% e uno molto più modesto del 3,9% rispetto al 2008. Dunque nei cantieri  i rischi sono ancora tanti, troppi. Basti pensare che qui si registra un terzo di tutti decessi che avvengono sui luoghi di lavoro. Ovvio quindi investire in prevenzione e sicurezza, « a tutela del diritto di sicurezza dei cittadini», come ha detto il sindaco Rosa Russo Iervolino, nella cerimonia di apertura della giornata.

cantiere

Proprio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro  abbiamo parlato con Franco Polemio, medico specializzato anche  in medicina preventiva dei lavoratori  e attualmente Direttore Sanitario della Asl Bat , ma con alle spalle una intensa attività al servizio della tutela dei lavoratori; è stato infatti  anche componente del Nucleo di Valutazione per le invalidità civili su incarico della Regione Puglia e delegato della Regione Puglia in due commissioni nazionali per la stesura del nuovo Testo Unico in tema di igiene e sicurezza sul lavoro.

<p>Il direttore sanitario dell’ASL BAT, dott. Franco Polemio</p>

Il direttore sanitario dell’ASL BAT, dott. Franco Polemio

Gli infortuni sul lavoro: quale  è la situazione attuale dopo l’entrata in vigore del D.L.vo 81/2008 e quali sono i limiti della normativa?

Una valutazione complessiva, riferita all’Italia, evidenzia una progressiva riduzione del numero degli infortuni sul lavoro, di circa il 25%/anno. Tale riduzione riguarda un po’ tutti i settori produttivi, mentre è lievemente inferiore in edilizia. L’entrata in vigore del D. Lgs 81 non sembra aver modificato in maniera visibile l’andamento del fenomeno infortunistico. Anzi sembra invertire la produzione legislativa in materia degli ultimi anni, avendo previsto la depenalizzazione delle più importanti violazioni compiute dai datori di lavoro.

Il sistema informativo nazionale per la prevenzione potrà essere utile per le azioni di monitoraggio? Quali effetti sta fornendo? Qual è l’efficacia degli interventi per la prevenzione degli infortuni sul lavoro? Non vi è dubbio che l’impegno messo in campo dall’INAIL in questo settore può avere grande utilità per il monitoraggio del fenomeno infortunistico. In particolare è utile a individuare i settori produttivi dove maggiore è la criticità e quindi ove bisogna rivolgere, in prevalenza, le attenzioni degli organi di vigilanza.

<p>sicurezza lavoro: un operaio sta su un tetto senza le oppotune misure di sicurezza</p>

sicurezza lavoro: un operaio sta su un tetto senza le oppotune misure di sicurezza

Sicuramente l’attività di vigilanza ha svolto un ruolo assolutamente rilevante nella riduzione degli eventi infortunistici. Di rilievo è anche il ruolo delle attività formative.

C’è sempre più sensibilità sul rischio di esposizione ai campi elettromagnetici. Con l’espansione delle città, molti elettrodotti aerei sono ora nelle periferie prossimi alle residenze o attraversano aree a servizi e verde. Quali sono i reali rischi per la popolazione?

Sui rischi per la salute provocati dai campi elettromagnetici si discute, ovunque, da anni, senza che studi pur di rilievo scientifico abbiano prodotto risposte certe. A mio parere vale comunque, in casi come questo, ove la validazione scientifica non è certa, ma non è nemmeno in grado di rassicurare la popolazione, il principio di precauzione, ossia che bisogna puntare al rischio zero, non conoscendo quale sia il livello di rischio tollerabile.

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