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Cantieri scuole a Bari, i soldi ci sono

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cantieri liceo scacchi
I lavori al Liceo Scacchi di bari

Per il prossimo anno scolastico saranno ancora aperti i cantieri in dieci scuole baresi? I finanziamenti a favore dell’edilizia scolastica e la necessità di un piano di manutenzione

Il primo dei cantieri è partito lo scorso 30 gennaio al glorioso Liceo scientifico  “Scacchi” di Bari e andrà avanti per almeno 4 mesi. Poi partiranno gli altri e, se non ci saranno intoppi, col prossimo anno scolastico buona parte delle 10 scuole baresi prescelte saranno a norma: cioè con infissi finalmente decenti, ovvero finestre senza spifferi, palestre col parquet al posto giusto, laboratori funzionanti e spazi comuni a misura di studenti, facciate che restituiscono dignità all’istituzione scolastica che rappresentano. Sono i risultati della programmazione di interventi di messa in sicurezza e ristrutturazione, finalizzati a migliorare l’attrattività scolastica, predisposti dalla Città Metropolitana di Bari in dieci istituti superiori del capoluogo. Per un importo complessivo di 4 milioni di euro. Si tratta di somme che provengono in gran parte dai fondi CIPE (messi, cioè, a disposizione dal Comitato Interministeriale Programmazione Economica da utilizzare per interventi strategici), in parte da fondi regionali rivenienti da un accordo di programma 2015 e in parte dai Fondi della Città Metropolitana.

Lavori in corso

cantieri liceo scacchi
I lavori al Liceo Scacchi di Bari riguardano il risanamento interno ed esterno, per un importo di 250 mila euro

Nel dettaglio le scuole interessate sono lo “Scacchi” (interventi di riqualificazione e risanamento interno ed esterno, 250 mila euro); il Liceo scientifico “Salvemini” – Polivalente: 850 mila euro  per la sostituzione degli infissi e la sostituzione pavimentazione dell’auditorium; l’ITAS “Elena Di Savoia” – Polivalente: 880 mila euro (per la sostituzione infissi, rifacimento campo di pallavolo e grate di protezione); l’ITC “Lenoci” – Polivalente: 900 mila euro (per il rifacimento del campo sportivo polivalente, la sostituzione infissi, la sostituzione del parquet della palestra coperta); l’ITIS “Marconi”: 40 mila euro (per la riqualificazione del laboratorio di meccanica); l’IPSIA “Santarella”: 20 mila euro (per il risanamento degli spazi comuni); il Liceo classico “O. Flacco”: 110 mila euro (per la messa in sicurezza dei solai lignei delle aule, il risanamento della controsoffittatura e del solaio auditorium); l’ITG “Pitagora”: 280 mila euro (per il risanamento delle facciate esterne e per il risanamento degli spazi comuni); l’IPSSAR “Perotti”: 200 mila euro (per la messa in sicurezza e il risanamento degli esterni); l’ITC “Vivante”: 800 mila euro (per il risanamento del prospetto e la sostituzione degli infissi). Per ora si è guardato a Bari ma un’altra decina di cantieri interesseranno altrettante scuole dell’area metropolitana, in parallelo alla  progettazione e la programmazione dei nuovi interventi.

Un piano di manutenzione dopo i cantieri per scuole sicure

«Si tratta principalmente di fondi Cipe e fondi regionali – spiega il consigliere metropolitano delegato all’edilizia scolastica, Vito Lacoppola -, dal momento che non disponiamo di sufficienti risorse finanziarie per le nostre funzioni fondamentali, quali edilizia scolastica e viabilità. In questi due anni la Città metropolitana, su delega della Regione e dello Stato, ha continuato, infatti, a svolgere funzioni non più fondamentali, quali le politiche sociali e la formazione professionale, senza che ci sia stato corrisposto un rimborso, sebbene più volte richiesto. Per questo il sindaco Decaro, in sede di Anci, ha avanzato al Governo la richiesta di sottrarre ai vincoli del Patto di stabilità le spese di investimento per edilizia scolastica e viabilità al fine di poter utilizzare le risorse che abbiamo già in cassa». Da sottolineare che la parte del leone nella concessione dei fondi va al Polivalente (2milioni 630mila euro per tre soli istituti) che probabilmente, malgrado la più giovane età di costruzione (risale ai primi anni ’70) è ben più malandato delle altre scuole di Bari. Di questo degrado sarà importante chiedersi il perché per non ricadere in futuro nelle stesse problematiche, auspicando poi un vero piano di manutenzione fatto non di carta ma di programmazione vera e di disponibilità certa di risorse economiche annualmente disponibili in bilancio, come prevede la legge per tutti gli interventi pubblici.

 Altri soldi a favore delle scuole

Da Roma intanto il governo Gentiloni ha confermato la Struttura di Missione  contro il dissesto idrogeologico per la riqualificazione dell’edilizia scolastica fino a termine del mandato governativo. I dati sembrano lusinghieri: oltre 4 miliardi già disponibili per gli Enti local;, oltre 6.500 cantieri già aperti e conclusi i lavori in più di 4.500 (l’elenco  di lavori è sul sito www.cantieriscuole.it ). Entro il 20 febbraio gli Enti locali dovranno comunicare la richiesta di spazi finanziari per opere di edilizia scolastica (fonte: Orizzonte scuola).

Questo atto del governo precede di poco il decreto del ministero dell’Istruzione di autorizzazione agli enti locali a stipulare contratti di appalto per interventi sulle scuole grazie a risorse a valere sul mutuo istituito al Mit. Le risorse autorizzate ammontano a 40 milioni di euro l’anno. Il decreto assegna alla Puglia (soprattutto alla provincia di  Lecce) oltre 7 milioni di euro. Un aiuto significativo alla indiscutibilmente disastrata situazione dell’edilizia scolastica (cui, nelle regioni colpite dal sisma prima e dall’ondata di maltempo poi, ha dato il colpo di grazia)? Non proprio, perché lo stanziamento dei fondi non significa che quei fondi siano immediatamente disponibili né che, ove disponibili possano venire utilizzati, per il semplice fatto che magari non ci sono i progetti per l’adeguamento e/o la ricostruzione. E davanti all’urgenza di mettere a norma le scuole  arriva il decreto Milleproroghe, che rinvia i tempi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e per l’adeguamento alle norme antincendio. Una decisione gravissima, afferma il M5S , anzi “ancora più sconsiderata e miope alla luce di un’emergenza sismica che proprio in questi giorni continua a mettere in ginocchio i nostri territori”, affermano le senatrici M5S Michela Montevecchi, Enza Blundo e Manuela Serra. «In Italia il 58% delle scuole italiane è ancora privo della certificazione antincendio  – spiegano – eppure di anno in anno si continuano a rimandare i termini per completare i lavori e per presentare le relative certificazioni. Con il decreto, inoltre, viene rinviata di un anno anche la scadenza per utilizzare i 100 milioni di euro messi a disposizione dall’Inail per la messa in sicurezza delle scuole» .

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