Canosa: un luogo, un centro storico e un territorio da riscoprire.

Basilica di San Leucio (Canosa – BA), mosaico a croce 

 

Fondata dall’eroe omerico Diomede, Canosa (Canusium) è stata tra i più importanti luoghi abitati della Daunia. Le sue fertili terre hanno conservato, come uno scrigno ben custodito, tracce dell’uomo dal Neolitico ad oggi. Gli Illiri prima e i Dauni dopo, svilupparono l’abitato arcaico di Toppicelli, sul lato sud dell’Ofanto, costruendo edifici e tombe aristocratiche ricchissime di corredi, appartenenti ai Principi Dauni, attori protagonisti dell’attivissimo sviluppo dell’artigianato ceramico, sino all’influsso della cultura ellenica del IV secolo a.C., assumendo come modello urbanistico la polis greca; più tardi, nel 318 a.C., Canusium fu alleata di Roma, accogliendo gli stessi anche dopo la disfatta ad opera di Annibale nel 216 a.C. a Canne e nell’88 a.C. diventando Municipio di Roma, legando il suo sviluppo alla produzione di lana pregiatissima.

Gli interventi urbanistici romani insediarono nel territorio l’acquedotto di Erode Attico nel 141 d.C. a seguito del tracciato della Via Traiana nel 109 d.C.; la città venne così elevata al rango di Colonia Romana con il nome di Aurelia Augusta Pia Canusium, sotto l’imperatore romano Antonio Pio. Nel III secolo divenne capoluogo della Apulia et Calabria e dal IV secolo sede della più importante Diocesi di Puglia, costruendo dentro di sè la Città dei Vescovi, un grande quartiere episcopale con superbi luoghi di culto che raggiunsero il loro apice sotto l’episcopato di San Sabino (514-566); poi, divenne sede di Gastaldo, ed in età Longobarda tra il VII e VIII secolo, subì una forte devastazione ad opera dei Saraceni, riacquistando dignità e rilievo tra il XI e il XII secolo sotto il dominio dei Normanni, sino ad arrivare ai giorni nostri nello stato in cui la viviamo.

Tra i vari ipogei che punteggiano il territorio di Canosa, molto importante è il complesso degli Ipogei Lagrasta (nella foto)

Questo forte percorso storico, urbanistico, architettonico ed artistico ha lasciato moltissime tracce nell’abitato di Canosa (Canusium) e nel suo Territorio, tracce importanti che costituiscono un patrimonio da leggere con molta attenzione per comprendere il ricchissimo passato dell’abitato nei luoghi a cielo chiuso, come l’Ipogeo del Cerbero e dell’Oplita, gli Ipogei Lagrasta e Monterisi-Rossignoli, l’Ipogeo Scocchera e l’Ipogeo Varrese nonchè i luoghi a cielo aperto, come il Ponte Romano, il Mausoleo Bagnoli, l’Arco di Traiano, il Tempio di Giove Toro, le Terme Lomuscio, il Mausoleo Torre Casieri, il Mausoleo Barbarossa, le Terme Ferrara, il Battistero di San Giovanni, gli scavi di San Pietro, la Basilica di San Leucio, il Castello, la Basilica di Santa Lucia, la Cattedrale di San Sabino, il Mausoleo di Boemondo. 

Resti della Basilica di San Leucio (Canosa): particolare

A supporto di tale patrimonio esistono spazi espositivi e musei come l’Antiquarium, il Museo Civico Archeologico, il Palazzo Iliceto, il Lapidario ed il Palazzo Sinesi, luoghi in cui sono stati raccolti moltissimi reperti archeologici portati alla luce dalla ricerca e dalla volontà di conoscere il proprio passato, supportati da studiosi e cittadini attenti alla propria storia.

Bibliografia Essenziale:

Luigi Di Gioia, Canosa Archeologica – guida al percorso archeologico, Canosa (BT), 2013.

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