Canapa, pianta farmaceutica e sostenibile

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Da vegetale mille usi, a sostanza psicotropa vietata, a soluzione farmaceutica, a simbolo di sostenibilità

La canapa non è solo uno stupefacente, ma è una pianta che da migliaia di anni viene usata dall’uomo nella medicina, per realizzare tessuti e carta, corde, mangime, cosmetici, saponi e persino nell’industria. Negli anni Trenta del ‘900, venivano realizzate auto con carrozzeria in fibra di canapa, mentre con l’olio di canapa si realizzavano vernici e carburante per auto. Vista la sua facilità di crescita anche su terreni difficili, la canapa per secoli è stata un’importante alleata dell’uomo. Ma a causa dell’avvento del petrolio, delle fibre sintetiche e delle sostanze psicoattive provenienti dai fiori femminili, la marijuana, e dalla loro resina, l’hashish, che hanno portato gli Stati a emanare leggi contro la sua diffusione, la canapa è considerata principalmente una sostanza stupefacente.

Ma oggi questo concetto è cambiato. Anche se le leggi condannano ancora l’uso della canapa come stupefacente, ci sono anche altre leggi che ne promuovono l’uso per scopi diversi, come la medicina o l’industria.

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Negli anni ’40 del ‘900 l’Italia era il secondo produttore al mondo di canapa, dopo l’Unione Sovietica, con 100mila ettari. Poi petrolio e fibre sintetiche hanno preso il suo posto. Ora, dopo la sentenza dell’UE che ne ha autorizzato la coltivazione per usi legali, l’Italia sta recuperando l’antica tradizione. In Puglia, per esempio, grazie ad una legge del 2017, le aziende sono aumentate di 10 volte in 5 anni. Secondo Coldiretti, ci sono 230 aziende e 400 ettari per coltivare la canapa. Oggi viene prodotta soprattutto per la birra, la ricotta, gli eco-mattoni isolanti, l’olio antinfiammatorio, le bioplastiche, semi e fiori per tisane, pasta, taralli, biscotti e cosmetici e ancora vernici, saponi, cere, detersivi, carta o imballaggi e pellet per il riscaldamento, che assicura una combustione pulita.

Secondo Coldiretti Puglia, per la coltivazione e vendita di piante, fiori e semi a basso contenuto di principio psicotropo (Thc), il giro d’affari potenziale stimato supera i 40 milioni di euro con un rilevante impatto occupazionale per effetto del coinvolgimento di centinaia di aziende agricole.

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Qualche giorno fa, in IV Commissione alla Regione Puglia hanno discusso su alcune importanti informazioni scientifiche sulla canapa. Le sue proprietà farmaceutiche possono essere molto efficaci nella cura dei sintomi di malattie cardiovascolari, ma anche per curare Alzheimer, alcuni tipi di cancro e sclerosi multipla. A darne notizia è il consigliere regionale M5S Cristian Casili. «Inizieremo a lavorare con tutti i consiglieri interessati – spiega Casili – per elaborare una proposta innovativa, anche con la costituzione di una cabina di regia composta dal Prof. Giuseppe Cannazza che da anni guida il  gruppo di ricerca  dell’istituto CNR NANOTEC di Lecce, noto anche fuori dall’Italia per le scoperte di nuovi principi attivi, l’Ordine dei Medici e l’Ordine dei Farmacisti.  Lavorando di squadra potremo arrivare a un testo che  valorizzi  il lavoro dei ricercatori del CNR NANOTEC, aiutare i pazienti in trattamento con la cannabis per uso terapeutico e permettere alla Puglia di creare nuove opportunità nella coltivazione della canapa medicinale».

Per il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia Domani, «la Regione può e deve sostenere la filiera della canapa farmaceutica. Inoltre la canapa può essere determinante per la ripresa dell’agricoltura salentina dopo la Xylella».

Insomma, da millenni l’uomo ha utilizzato la canapa per tanti scopi leciti e utili, prima che il proibizionismo e le sue caratteristiche psicotrope la trasformassero in sostanza stupefacente. Ma ora riscoprendo le sue caratteristiche naturali è possibile tornare ad utilizzarla per svariati usi legali, soprattutto medicali e sostenibili. Se è utile per curare alcune malattie, se è utile nell’edilizia e se è utile come carburante bio, perché non investire in questo campo? Potremmo passare rapidamente ad un’economia sostenibile e la Puglia, con progetti ad hoc, potrebbe diventare un modello di sostenibilità grazie alla canapa.

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