Canapa industriale, prima semina nel Salento

Nuova vita per la canapa. Nel Salento è partita la corsa alla sua riappropriazione da parte dei cittadini. E domenica scorsa ha avuto luogo a Castiglione la prima semina ufficiale. Sarà il primo campo, da anni inutilizzato, di sperimentazione della coltivazione di canapa industriale. L’obiettivo è raggiungere i 5 ettari.

L’evento, intitolato “Canapa, ritorno al futuro”, ha suscitato grande interesse e partecipazione; è stato ideato dall’associazione Casa delle Agricolture Tullia e Gino di Castiglione, assieme al Comitato Notte Verde, in collaborazione con Assocanapa Puglia, associazione regionale inaugurata per l’occasione – che promuoverà una serie di iniziative volte alla sensibilizzazione sull’utilizzo della canapa industriale, coordinamento nazionale per la canapicoltura – e South Hemp Tecno, il centro di prima trasformazione di Taranto. «La canapa – spiega Felice Giraudo, presidente nazionale di Assocanapa – è la pianta ecologica per eccellenza: grazie alle sue profonde radici consente la rigenerazione dei terreni, anche inquinati, e favorisce la rotazione delle colture. Inoltre, non ha bisogno di acqua, né di concimi e diserbanti».

Tessile, bioedilizia e alimentazione –  E’ sempre più ampia la gamma di applicazione della canapa industriale. «L’associazione – sono parole di Rachele Invernizzi, responsabile del centro di prima trasformazione South Hemp Tecno di Taranto – è costituita per gestire sul territorio pugliese la re-introduzione della canapa sativa e relativa filiera. Questo per favorire, partendo dal rispetto della pianta, ogni possibile sviluppo, dando appoggio a progetti etici e sostenibili, in collaborazione con le Università di Bari e di Lecce per la ricerca».

Nel salento, oltre a Castiglione, nella piccola frazione di Andrano, si sta procedendo alla riconversione delle terre incolte e altri campi, a Miggiano, Vaste e Otranto, saranno interessati dalla sperimentazione (foto Antonio Cavallo)

Canapa industriale, una realtà viva in Italia – Sono circa 140 le aziende che la coltivano su una superficie complessiva di 400 ettari. Ma l’obiettivo è ambizioso: 1000 ettari nel 2014. Nel Salento, parliamo di una storia secolare. Proprio nel Leccese, a Monteroni, il Cra-Car (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura – Unità di ricerca per l’individuazione e lo studio di colture ad alto reddito in ambiente caldo-arido) ha da tempo avviato un progetto di ricerca sulla coltivazione della canapa in ambienti meridionali. Nonostante la sua dimensione e densità abitativa (appena mille abitanti), Castiglione è riuscita nel tempo a conquistarsi il titolo di “punto di riferimento” del pianeta-canapa. Nella piccola frazione di Andrano, si sta procedendo alla riconversione delle terre incolte da decenni e concesse dai proprietari, solo tramite forme di comodato d’uso gratuito, all’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino. Sono ormai due anni che attraverso metodi naturali, si coltivano piante biotipo, con la piacevole riscoperta anche dei cereali antichi. Dieci ettari sono stati coltivati, quest’anno, a farro e varietà di grano Cappelli, Capiniura, Timilia e Russello. La rinascita della canapa è dunque in corso. Come Castiglione, anche altri campi, a Miggiano, Vaste e Otranto, saranno interessati dalla sperimentazione della coltivazione.

 

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