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Canale di Pirro, la sorpresa della grotta

La cavità naturale in agro di Monopoli è stata scoperta dal Gruppo Archeologico e Speleologico

Un ritrovamento speleologico in agro di Monopoli, in una Regione come la Puglia nella quale si stimano oltre 2000 cavità naturali e 1200 cavità antropiche, può ancora oggi creare stupore naturalistico e interesse scientifico. La cavità naturale, da poco scoperta grazie al legame del Gruppo Archeologico e Speleologico (Gasp) col proprio territorio, per le sue caratteristiche geometriche – un vuoto che dalla superficie sviluppa il suo lungo percorso con pozzi verticale e gallerie orizzontali per centinaia di metri nel sottosuolo calcareo delle Murge Basse di Sud-Est – potrebbe diventare un laboratorio di estrema utilità, sia per meglio conoscere gli aspetti geologici e idrogeologici del grande serbatoio idrico costituito dalle Murge, sia per definire le buone pratiche dell’uso consapevole del suolo e del territorio in ambienti carsici.

Nel tratto meridionale del confine comunale di Monopoli, a poche decine di metri dal confine con Alberobello, grazie allo spirito di osservazione del proprietario del fondo si è trovata un’articolata e profonda cavità carsica proprio lì dove trova la sua massima espressione naturalistica, geologica e paesaggistica il Canale di Pirro, la grande depressione carsica che si sviluppa per circa 12 km di lunghezza. Le ingenti piogge nel 1996 e il racconto degli anziani, che ben ricordano lo stato del territorio, hanno fatto supporre – a ragione – che quell’area, dove sorge una depressione profonda appena 3 metri capace di assorbire gli allagamenti, potesse nascondere un sistema carsico molto esteso.

Le perimetrazioni del PAI evidenziano come l'area, per la sua conformazione geomorfologica, è soggetta ad allagamenti.

La cavità che  può essere affrontata solo da esperti speleologi non è stata esplorata per tutta la sua estensione e il rinvenimento di “venute” d’acqua nel sottosuolo, oltre ad un vero lago sul fondo dell’ultimo pozzo, non esplorato per difficoltà tecniche sicuramente superabili, potrà permettere di analizzare i tempi di ricarica della falda oltre ad un monitoraggio chimico-fisico delle acque del sottosuolo per mettere in relazione le acque superficiali, l’uso del suolo e del territorio e la qualità dell’acqua sotterranea.

Il Canale di Pirro presenta sul fondo notevoli spessori di sedimenti che impediscono il ritrovamento di altri condotti carsici; e così è anche per la Grave di Masseria Rotolo (così è denominata la cavità scoperta): è stato necessario lavorare diversi mesi per liberare l’accesso da terra e rocce portate verso l’abisso dallo scorrere inesorabile delle acque. In questo caso la scoperta è stata possibile poiché la cavità si è sviluppata sul bordo del Canale di Pirro dove i sedimenti sono meno spessi.

Si spera di sottoscrivere entro i primi mesi del 2013 un protocollo d'intesa per sviluppare il processo di conoscenza scientifica dei luoghi

L’importanza del ritrovamento, che in una prima fase ha subito suscitato più curiosità turistica che interesse scientifico, non è passata inosservata alla Regione Puglia che ai sensi della L.R. 33/2009 ha in atto una convenzione con la Federazione Speleologica Puglia per l’aggiornamento del catasto delle cavità naturali e antropiche. Un primo incontro di approfondimento del ritrovamento speleologico, promosso dall’Assessore alle OO.PP e alla Protezione civile Fabiano Amati si è svolto alla Regione Puglia lo scorso 8 novembre, ed è emersa la necessità di definire con tempi rapidi gli approfondimenti dei rilievi speleologici che permetteranno di meglio capire come si sviluppa la cavità; la volontà è quella di arrivare entro i primi mesi del 2013 a sottoscrivere un protocollo d’intesa tra la Regione Puglia, l’Autorità di Bacino, l’Arpa, i comuni interessati e gli speleologi per sviluppare il processo di conoscenza scientifica dei luoghi. Gli aspetti da affrontare saranno di tipo geologico strutturale e idrogeologico e serviranno a definire i fenomeni di circolazione e ricarica della falda, i delicati equilibri tra l’uso del suolo e del territorio e la qualità dell’acqua sotterranea; interazioni spesso trascurate in punti come questi dove la falda presenta la sua massima vulnerabilità.

Ora con la scoperta speleologica al Comune di Monopoli non resta che ripensarci e far rientrare nel Parco regionale del Barsento l’area del ritrovamento e tutta la fascia di una delle paesaggisticamente rilevanti forme di carsismo superficiali come il Canale di Pirro. Intanto il prossimo 23 novembre all’Hotel Savrano di Alberobello verrà presentata ufficialmente la scoperta.

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