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Campania: compostaggio per emergenza-rifiuti

É il WWF a sollecitare la realizzazione immediata di impianti di compostaggio per far fronte all’emergenza rifiuti di Napoli. Ad oggi la Campania continua a dominare le prime pagine della cronaca per un’emergenza ambientale già tristemente nota. Eppure anche qui è possibile individuare esempi virtuosi: in alcune realtà della Regione – compresi alcuni quartieri di Napoli per un totale di oltre 130mila abitanti coinvolti – il sistema porta a porta produce già ora risultati sorprendenti che arrivano al 90%. Tuttavia questo non basta: «La risoluzione del problema rifiuti in Campania e a Napoli richiede soluzioni veloci e in armonia con gli obiettivi posti dalla UE – sottolinea il WWF -. Una pianificazione come quella attuale basata su impianti complessi e costosi come gli inceneritori non risponde a nessuno dei due requisiti. E aggiunge: «In Campania mancano impianti per il trattamento dell’umido. Occorre colmare velocemente questo vuoto e si può fare. Si deve inoltre incentivare i Comuni a spingere sulle raccolte differenziate». Tutto questo perchè l’umido smaltito in discarica o STIR Stabilimenti di Tritovagliatura ed Imballaggio Rifiuti insieme al resto dei rifiuti indifferenziati costa 100 euro a tonnellata; invece, se virtuosamente separato e portato fuori dalla Campania, ha un costo più che raddoppiato. Un gap di primaria importanza se si pensa che la frazione umida rappresenta il 40% del totale dei rifiuti prodotti.

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