Cambiamento climatico: a Milano la Conferenza delle Green City

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A Milano il 16 luglio la 2° Conferenza  nazionale delle Green City. Si parlerà di adattamento climatico e delle strategie per rendere le città veramente green. La Dichiarazione per l’adattamento climatico nelle città.

Maggio piovosissimo, giugno caldissimo, luglio torrido. Il tutto alternato a piogge torrenziali, bombe d’acqua, alluvioni dal sapore tropicale. È questa la panoramica degli ultimi mesi nel passaggio dalla primavera all’estate. Eventi estremi che, ad esempio, hanno visto il giugno più caldo da che esistono le misurazioni e luglio con temperature al sud superiori anche di 12 gradi rispetto alla media del periodo. Sono attrezzate le città a fronteggiare i 3-4 gradi in più che si registrano nelle loro strade? Riescono a contrastare il consumo di suolo, la cementificazione selvaggia, la scarsità di verde? E soprattutto, esiste una linea comune per affrontare le emergenze del clima che cambia ed elaborare una strategia di adattamento? A queste domande risponderà il prossimo 16 luglio a Milano la Seconda Conferenza Nazionale delle Green City. Tema di quest’anno, “Green City e adattamento climatico” (ore 9.30 – 18.30, Politecnico di Milano, Piazza Leonardo Da Vinci 32).

Il programma

Cambiamento climatico: Città protagoniste della “rivoluzione verde”

La Conferenza è organizzata dal Green City Network (il network promosso dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile) in collaborazione con il Comune di Milano e il Politecnico di Milano, e fa il punto sull’attuazione delle Linee Guida per le Green City a distanza di un anno dalla loro presentazione durante la prima Conferenza nazionale  delle Green City.

Quattro gli obiettivi generali delle Linee Guida per le Green City (assicurare un’elevata qualità ambientale, utilizzare le risorse in modo efficiente e circolare, adottare misure per contrastare il cambiamento climatico, promuovere l’eco-innovazione, la green economy e il miglioramento della governance) organizzati 15 linee guida “puntellate” da misure concrete per realizzare la “rivoluzione verde” delle città. Numerose le città (oltre alle associazioni), che vi hanno aderito, tra cui Roma, Milano, Palermo, Napoli, Firenze, Bologna; molte altre, però, non hanno la vision e gli strumenti adeguati a fronteggiare la situazione di questi ultimi mesi.  Questo spiega il tema centrale della Conferenza, ossia la promozione e l’aggiornamento dei piani e delle misure per l’adattamento climatico delle città, integrate con quelle di mitigazione.

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Molte città non hanno la vision e gli strumenti adeguati a fronteggiare la situazione di questi ultimi mesi

Fondamentale è la “manutenzione” delle informazioni disponibili, ad esempio aggiornando quelle relative alla valutazioni dei rischi e le misure sia di emergenza, sia di medio e lungo termine, valorizzando le ricadute positive, promuovendo anche gli investimenti privati e la contabilizzazione dei costi dell’assenza di tali misure. La conferenza (cui parteciperanno gli amministratori di parecchi comuni che porteranno la loro esperienza) richiamerà con forza anche alla necessità di migliorare la governance e le capacità adattive delle città per ridurre la vulnerabilità e i rischi delle precipitazioni molto intense e delle ondate di calore, puntando di più sulle soluzioni basate sulla natura.

Una Dichiarazione per l’adattamento climatico

Il cuore della 2° Conferenza sulle Green City sarà la Dichiarazione di Milano per l’adattamento climatico nelle città, che verrà presentata in questa occasione.

Elaborata dal Green City Network col contributo di esperti di fama internazionale e basata sulle esperienze delle città già impegnate su questo fronte, la Dichiarazione è articolata in 10 punti che vogliono rilanciare, aggiornare e migliorare l’impegno delle città italiane per l’adattamento al cambiamento climatico

Questa Dichiarazione prevede indirizzi e criteri per aggiornare i piani e le misure per l’adattamento e per integrarle con quelle di mitigazione; per aggiornare la valutazione dei rischi, le misure di emergenza; per valorizzare i vantaggi di tali misure e contabilizzare quelli della loro assenza; per sviluppare le capacità adattive, puntare di più sulle soluzioni basate sulla natura, ridurre la vulnerabilità e i rischi  delle precipitazioni molto intense e affrontare le ondate e le isole di calore; per promuovere gli investimenti e migliorare la governance di tali misure.

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Il “decalogo” dell’adattamento climatico che sarà presentato a Milano e che è già stato sottoscritto da numerosi comuni italiani, spinge le città ad affidarsi di più a “rimedi naturali”. Le soluzioni di adattamento basate sulla natura (Nature-based Solutions) vanno tenute ben presenti, infatti, sia nella pianificazione urbanistica sia nei piani di incremento, gestione e finanziamento del verde urbano.

Le alberature stradali, i giardini pubblici e privati, i parchi, i tetti e le pareti verdi, gli orti e le aree agricole periurbane, contribuiscono in maniera rilevante all’adattamento climatico, e sono utili a ridurre le ondate di calore.  Contro il rischio alluvioni, le reti e le infrastrutture verdi hanno grande importanza sia come moderatore microclimatico, sia per assorbire e trattenere maggiori quantità di acque piovane. Piazze o aree verdi abbassate rispetto al livello stradale, ad esempio, possono contribuire all’accumulo di acque piovane nel caso di eventi estremi. Ma è necessario anche fermare l’impermeabilizzazione e il consumo di nuovo suolo

 Per questo da Milano partirà anche l’invito alle città italiane di condividere la Dichiarazione e di impegnarsi ad attuarla.

 

 

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