Cambiamenti climatici: anche Sailele contro le grandi potenze

Il Presidente delle Samoa prende posizione nel grande dibattito sui cambiamenti climatici. Contro il parere di USA e Australia

Nella ormai annosa questione dei cambiamenti climatici prende parola e dice la sua anche il Presidente delle Isole Samoa, Tuilaepa Sailele.
La sua è una presa di posizione chiara e decisa, e conferma come i cambiamenti climatici esistano, stanno modificando (in negativo) la morfologia del pianeta Terra e sta compromettendo il futuro delle generazioni che verranno.

Cambiamenti climatici, “minaccia esistenziale”

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Il presidente delle Samoa Sailele, a colloquio con Papa Francesco nel 2015

È forte il commento di Tuilaepa Sailele, che non usa giri di parole per affermare che è una «minaccia esistenziale per tutta la nostra famiglia del Pacifico, e qualsiasi leader mondiale che negasse l’esistenza del cambiamento climatico dovrebbe essere portato in un ospedale psichiatrico».
Il discorso del primo cittadino del Paese del Pacifico trova – pur andando a stemperare i toni – illustri consensi; a cominciare dall’Unione Europea, prima sostenitrice degli Accordi di Parigi di dicembre 2015, incentrati sul clima.
Soprattutto trova riscontro nel Papa Francesco: in un incontro – sempre nello stesso anno, durante i convegni a Parigi – si è avuto modo di conferire della vita sociale, economica e del ruolo che la Chiesa cattolica ha nel quotidiano samoano, ma è stato anche motivo di convergenza di punti di vista nel dibattito sui cambiamenti climatici.

Dito puntato contro le superpotenze mondiali per cambiamenti climatici

Ma allora a chi è rivolta la dichiarazione aspra del Presidente delle Samoa? Il primo nome che balza nei pensieri dei più è – naturalmente – quello di Donald Trump. Del Presidente americano si è detto e scritto tanto.

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Le ultime rilevazioni scientifiche lanciano l’allarme per lo scioglimento dei ghiacci in Antartide a causa dei cambiamenti climatici

Non sono esenti, tuttavia, anche le posizioni in materia di altri colossi mondiali come la Cina, l’India e soprattutto l’Australia. Se le prime due, tra inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici, si trovano in una situazione quantomeno delicata, in equilibrio tra tentativi di dar spazio al fotovoltaico e altre fonti rinnovabili e le ancora enormi quantità di emissioni di CO2, più controversa è la posizione dello Stato oceanico.
Anche la terra dei canguri sta mostrando un certo scetticismo sull’esistenza del fenomeno climatico, in linea con il governo USA.
Eppure molti scienziati affermano che l’Oceania con le sue isole sarà probabilmente il primo continente a subire gli effetti dei cambiamenti climatici sulla propria pelle con l’innalzamento delle temperature.
Sebbene le Isole Samoa siano da sempre alleate e – per certi versi – dipendenti da Stati Uniti e Australia, Sailele stavolta se ne distanzia, chiedendo ai leader politici maggiore coraggio e assunzione di responsabilità per quello che sta succedendo.
Una disputa – quella sui cambiamenti climatici – destinata a prolungarsi. E intanto la Terra aspetta.

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