Cambiamenti climatici e malattie delle piante, uno studio internazionale

Peronospora Vite
La peronospora della vite è una delle malattie affrontate nello studio internazionale curato da Agroinnova

La Xylella tra le malattie esaminate in una review scientifica voluta dalla FAO e dal Comitato dell’Anno Internazionale della Salute delle Piante nel 2020 e curata da Agroinnova

Quale è attualmente la relazione tra i cambiamenti climatici e le malattie delle piante? Cosa possono insegnarci nomi come “xylella” o “punteruolo rosso”? Le risposte sono in uno studio che ha coinvolto 11 ricercatori provenienti da tutto il mondo, chiamati a fare il punto sulle ricerche condotte fino a oggi sulla relazione tra malattie delle piante e cambiamenti climatici e a disegnare una strategia che venga adottata dai decisori politici per prevenire e mitigare i rischi connessi.

Lo studio fortemente voluto dalla Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) che ha coinvolto 10 autori provenienti da tutto il mondo (Spagna, Iraq, Brasile, Australia, Stati Uniti, Sud Africa, Germania, Libano, Cina e Jamaica) è stato ufficialmente presentato il 1° giugno attraverso una conferenza online indetta dalla FAO, ed è stato coordinato dalla Prof.ssa Maria Lodovica GullinoDirettore di Agroinnova, il Centro di Competenza per l’innovazione in campo agro-ambientale dell’Università di Torino. Il Centro da oltre 18 anni opera a livello internazionale sui moltissimi temi con cui la patologia vegetale si interseca. Negli ultimi 15 anni  Agroinnova ha investito 6 milioni di euro (risorse arrivate dall’Unione Europea, da Ministeri e dalla Regione Piemonte) in studi sugli effetti del cambiamento climatico sulle malattie delle piante, anche realizzando importanti investimenti in strutture.

Clima e piante, il caso Xylella

Lo studio è stato realizzato in occasione nel 2020 dell’Anno Internazionale della Salute delle Piante (IYPH2020), promosso dall’International Plant Protection Convention (IPPC), una grande occasione per valorizzare e promuovere il ruolo della salute delle piante nella vita di tutti i cittadini e per ragionare su cosa ci riserva il futuro e su quali azioni saranno necessarie per mantenere le piante sane e avere cibo sano e sicuro per tutti.

Le ricerche svolte in tutto il mondo sull’impatto che i cambiamenti climatici hanno sulle malattie delle piante non sono, infatti, ancora sufficienti, ma già rappresentano un buon punto di partenza per trarre delle conclusioni ed elaborare delle strategie di prevenzione e mitigazione efficaci.

xylella
Lo studio mostra chiaramente che l’impatto del cambiamento climatico è una delle maggiori sfide che chi opera sulla salute delle piante sta affrontando (nella foto un ulivo colpito nel salento dalla Xylella)

Tra i casi studio presi in considerazione dalla review anche il temutissimo punteruolo rosso delle palme, che ha colpito non solo l’Europa mediterranea ma anche tutto il medio oriente, la ruggine del caffè, la Xylella fastidiosa, che ha distrutto gli uliveti in Puglia, la peronospora della patata e della vite, e alcune specie di funghi che producono micotossine. A essi si aggiungono anche alcuni nematodi ed erbe infestanti.

Il Comitato direttivo dell’IYPH2020 ha così raccolto le competenze e le esperienze di patologi vegetali, entomologi, botanici, climatologi e analisti da tutto il mondo, con l’obiettivo di prevenire e mitigare i rischi legati ai patogeni vegetali e ai cambiamenti climatici.

«Le conclusioni fondamentali di questo studio dovrebbero allertare tutti noi su come i cambiamenti climatici possono influenzare il modo in cui i parassiti possono diventare infettivi, diffusi e gravi in tutto il mondo», ha affermato QU Dongyu, Direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO. «Lo studio mostra chiaramente che l’impatto del cambiamento climatico è una delle maggiori sfide che chi opera sulla salute delle piante sta affrontando».

La politica deve rispondere

Oltre allo studio approfondito è stato elaborato un documento sintetico che evidenzia i messaggi chiave, una panoramica dei problemi connessi ad alcuni dei principali patogeni vegetali nel mondo e le strategie di prevenzione e mitigazione che andrebbero attuate. Alla politica internazionale così vengono trasmesse delle indicazioni molto precise su che cosa è necessario fare a livello normativo, mentre alla ricerca internazionale il messaggio è quello di accettare un approccio sempre più multidisciplinare anche in questo ambito.

 

I futuri studi coordinati dal Centro Agroinnova saranno sempre più orientati a un approccio di Salute circolare, che prenda in considerazione il ruolo della salute delle piante e dell’ambiente in relazione alla salute degli animali e dell’uomo, con l’aiuto delle nuove tecnologie, intelligenza artificiale in primis.

 

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