Calabria, mare inquinato: intervento a tappeto dei Carabinieri

Vasta operazione coordinata con altri enti nelle province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia contro i reati ambientali

 

Vasta operazione coordinata dei Carabinieri nelle province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, su iniziativa del Comandante della Legione Carabinieri “Calabria” e di concerto con il Comandante della Regione Carabinieri Forestale, in materia ambientale.

L’operazione “Deep” ha visto la partecipazione anche dei Cacciatori di Calabria, NOE e Nucleo Elicotteri, per la perlustrazione di aree impervie e acquitrinose.

L’iniziativa trae origine dalla constatazione che ciclicamente il mare è inquinato. Per accertare l’inquinamento, sono state eseguite numerose analisi che hanno confermato il dato. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale colloca la Calabria tra le ultime Regioni per produzione e trattamento di fanghi provenienti da acque reflue urbane, rapportata alla popolazione residente: nel 2019, in Calabria sono state dichiarate 34.072 tonnellate di fanghi regolarmente trattati a fronte di una popolazione di 1.860.000 abitanti mentre in Sardegna sono state dichiarate 90.660 tonnellate per 1.600.000 abitanti, e in Puglia sono state dichiarate 299.814 tonnellate di fanghi trattati a fronte di quasi 4.000.000 abitanti.

Il fenomeno del degrado e dell’inquinamento ambientale di acque e suolo ha ripercussioni estremamente negative sull’intera società per i potenziali rischi alla salute umana e animale, la conservazione degli ecosistemi presenti sul territorio, l’impatto sul sistema economico con particolare riguardo al settore turistico, il costante pericolo d’infiltrazione della criminalità comune e organizzata nella gestione del ciclo dei rifiuti, in ragione dei rilevanti interessi economici.

Nel corso dell’operazione, sono stati controllati un centinaio di obiettivi, tra cui 58 siti di depurazione, 15 pompe di sollevamento, aree palustri e canali di scolo in prossimità della costa, con annesse attività produttive limitrofe. Eseguiti anche campionamenti di acque reflue, allo scopo di intercettare eventuali flussi inquinanti e sviluppare ulteriori attività di accertamento utili anche in prospettiva futura per acquisire informazioni sul fenomeno e pianificare ulteriori mirati controlli. Controllati anche i fiumi dalle sorgenti fino al mare.

Al termine dell’operazione, 13 persone sono state denunciate per reati ambientali, sono stati sequestrati 5 siti tra impianti di depurazione, vasche di contenimento fanghi e attività produttive inquinanti. In ben 22 siti sono state riscontrati illeciti penali e irregolarità ammnistrative, nei restanti obiettivi controllati proseguono le verifiche in relazione all’esito dei campionamenti effettuati su acque e terriccio. Sono state elevate sanzioni amministrative per un totale complessivo superiore a 500.000 euro.

Nel dettaglio, in provincia di Vibo Valentia, sono stati sequestrati due siti di depurazione, in quanto in un caso si è riscontrata la presenza di bypass, fanghi oltre la soglia limite, pompe di sollevamento non in funzione e l’autorizzazione allo scarico scaduta, mentre nell’altro si è accertato un ciclo di depurazione non conforme alla norma, vasche di decantazione non alimentate e quella dei fanghi è risultata collegata a quella di ossigenazione. In altri sei impianti sono state riscontrate, a vario titolo, ipotesi di violazione di carattere penale con particolare riferimento al mancato smaltimento dei fanghi, alla gestione non autorizzata di rifiuti, allo scarico di acque reflue non autorizzato, all’abbandono e smaltimento illecito di rifiuti. Violazioni di carattere amministrativo, consistenti in gran parte nello scarico di acque reflue non autorizzato, sono state riscontrate in altri tre impianti.

Nel catanzarese, il titolare di un’azienda operante nel settore dello smaltimento di rifiuti e inerti è stato denunciato per ipotesi di mancato smaltimento dei fanghi derivati dal trattamento delle acque di prima pioggia e, nella circostanza, è stata sequestrata la vasca di contenimento dei fanghi. Sempre in provincia, è stato sequestrato un depuratore per ipotesi di malfunzionamento delle linee di depurazione e gestione non conforme alla normativa vigente della struttura.

In ultimo, nel cosentino, un impianto è stato sequestrato per ipotesi di sversamento illecito di liquami causato da malfunzionamento della pompa di sollevamento, mentre in altri 7 siti sono state elevate sanzioni amministrative per scarico di acque reflue non autorizzato.

Sono state anche riscontrate irregolarità in 15 siti, ritenuti potenzialmente inquinanti, tra cui 1 depuratore, 2 centri di raccolta di rifiuti, 2 lavanderie industriali, 2 officine e 6 esercizi commerciali. In tali occasioni, le irregolarità più frequentemente riscontrate sono state la violazione di norme generali poste a tutela dell’Ambiente, con particolare riferimento all’abbandono illecito, lo smaltimento e il traffico di rifiuti speciali, la gestione non autorizzata di rifiuti, lo sversamento di liquami inquinanti che hanno portato alla denuncia di 36 persone ritenute responsabili della condotta offensiva verso il patrimonio ambientale.

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