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In Calabria la Conferenza dei geoparchi italiani

La Conferenza nazionale dei geoparchi italiani, dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, si terrà dal 3 al 7 luglio nel Parco Nazionale del Pollino. All’importante evento si ritroveranno delegati e presidenti provenienti dai siti di tutto il territorio nazionale ed internazionale, aderenti alla Rete europea e globale dei Geoparchi. La conferenza offrirà la grande opportunità di conoscere i geoparchi italiani, che rappresentano un aspetto caratteristico dell’immenso patrimonio ambientale italiano da riscoprire e tutelare con la salvaguardia geologica del territorio e lo sviluppo del geo-turismo.

Il Pollino, di recente riconosciuto patrimonio dell’umanità, è entrato a far parte della Rete europea dei Geoparchi nel settembre dello scorso anno ricevendo il riconoscimento alla convention tenuta a Rokua in Finlandia e successivamente della Rete globale dei Geoparchi, che rappresenta attualmente un progetto prioritario dell’Unesco denominato “Programma Internazionale Geoscienze e Geoparchi”.

Il Parco del Pollino

Il Parco del Pollino, sede della Conferenza nazionale dei geoparchi 

E’ stato un grande lavoro, di cui si raccolgono già i primi frutti. «Il Pollino – ha dichiarato Domenico Pappaterra, presidente del Geoparco Unesco del Pollino – ha individuato, cartografato e caratterizzato 69 geositi ricadenti all’interno del territorio protetto per promuovere e conquistare la candidatura alla rete internazionale dei Geoparchi. I geositi individuati sono stati organizzati in sistemi territoriali omogenei dal punto di vista geologico e geografico e correlati con le altre peculiarità paesaggistico-ambientali e storico culturale presenti sul territorio. E’ presente una preziosa ed unica banca dati sulla geodiversità nel Parco Nazionale del Pollino che si connette con le altre peculiarità paesaggistico – ambientale dell’area». Il workshop italiano dei geoparchi sarà una grande occasione per mostrare e raccontare ad un vasto pubblico di specialisti del settore il territorio montano con le sue peculiarità geologiche ed ambientali e la sua caratteristica antropizzazione rispettosa della ricchezza ambientale che ha investito le sue risorse sul turismo responsabile e sull’agroalimentare di qualità.

Si tratta di un grande privilegio per l’Italia, nel cui territorio ci sono ben 10 siti di questo tipo. Il Paese è tra i primi a conservare una ricchezza di questo genere La Cina è prima con 29 siti e nel mondo ce ne sono 120, di cui 69 in Europa.

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