Buste di plastica biodegradabili: il Consiglio di Stato dice sì ai bioshopper da casa

Il Consiglio di Stato chiarisce le regole per l’imballaggio di frutta e verdura sfusa con i “bioshopper”: i consumatori possono portare i propri contenitori a patto che siano buste di plastica biodegradabili

Buste di plastica biodegradabili: gennaio era partito con un generale grido di allarme sull’obbligo di pagare le buste di plastica bio (i bioshopper) che servivano a imbustare frutta e verdura sfusa. Febbraio e marzo sono passati senza apparenti novità, tranne il fatto che il Ministero della Salute aveva richiesto un parere ufficiale al Consiglio di Stato per sapere se ai consumatori fosse permesso l’uso di sacchetti di plastica portati da casa e a quali condizioni ne fosse consentito l’uso.

LEGGI ANCHE: Sacchetti bio, prime rilevazioni

Buste di plastica biodegradabili: buone notizie per l’ambiente

Il Consiglio di Stato (n. 859 del 29.03.2018) è andato oltre una semplice risposta alle domande del Ministero della salute. Nel parere di 13 pagine, i giudici dichiarano che, nel valutare le richieste del Ministero, non si può prescindere dal fine ultimo che il legislatore si era prefissato, introducendo il pagamento delle borse di plastica in materiale ultraleggero: combattere la dispersione nell’ambiente del materiale plastico.

supermercato
Le confezioni di frutta e verdura preconfezionate sono rapidamente cresciute dall’inizio dell’anno

Inoltre, visto che i sacchetti devono essere pagati individualmente, sono a loro volta dei beni autonomamente commerciabili, e quindi non possono essere sottratti alla logica di mercato. In questa prospettiva, è dunque possibile per il legislatore che i consumatori utilizzino sacchetti reperiti al di fuori degli esercizi commerciali nei quali sono destinati ad essere utilizzati. Secondo la medesima prospettiva, di conseguenza, gli operatori del settore alimentare non possono impedirlo, a condizione che le borse soddisfino i requisiti previsti per legge, cioè che si tratti di buste di plastica biodegradabili.

Tuttavia, l’obbligo di pagare i sacchetti mira anche a ridurre l’uso di materiali inquinanti, incentivando – ad esempio – l’uso dei sacchetti di carta. Inoltre, sempre secondo gli standard ad oggi applicabili, determinati alimenti non richiederebbero neppure l’uso di sacchetti.

Buste di plastica biodegradabile: continuano le polemiche

Tutto ciò, sottolinea il Consiglio di Stato, è subordinato al fatto che le imprese sono responsabili dell’integrità e della sicurezza dei prodotti che sono venduti all’interno di un esercizio commerciale. L’operatore del settore alimentare deve sempre e comunque garantire che gli alimenti soddisfino le disposizioni della legislazione alimentare inerenti alle loro attività in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione, nonché verificare che tali disposizioni siano soddisfatte. Quindi ogni esercizio commerciale sarà tenuto a verificare l’idoneità e la conformità alle norme dei sacchetti utilizzati dal consumatore, secondo le modalità ritenute più appropriate, indipendentemente dal fatto che questi siano messi a disposizioni dall’esercente stesso o reperite in autonomia dai consumatori.

Che cosa significa questa decisione?

Innanzitutto non sussiste il “dovere di acquistare il sacchetto” – frutta e verdura come meloni, banane o gli asparagi, possono essere acquistati sfusi. Secondo, è permesso portare i sacchetti da casa, l’importante è che siano conformi agli standard previsti: devono essere, ad esempio, sacchetti di carta appositamente realizzati per uso alimentare o buste di plastica biodegradabili.

Come spiegano dal Centro Tutela Consumatori Utenti, la situazione è più complicata per eventuali altri tipi di contenitori riutilizzabili, come ad esempio le retine: qui dipenderà molto dalle decisioni discrezionali del rivenditore. È auspicabile dunque che la protezione dell’ambiente – come sottolinea il Consiglio di Stato – sia più importante dei cavilli burocratici. E che con questa decisione scompaiano dagli scaffali frutta e verdura preconfezionate, rapidamente cresciute dall’inizio dell’anno.

Articoli correlati