Burian, il killer della Xylella? Parlano gli esperti

foto archivio

Burian, il vento gelido che dalla Siberia ha messo in ginocchio la Puglia potrebbe essere la soluzione per debellare la Xylella fastiodiosa. Il parere di Giorgio Greco

Dita incrociate in Salento contro la Xylella. E una mano d’aiuto potrebbe venire proprio da questa ondata di gelo solo ora pare stia concedendo una tregua ma che sta imperversando sul sud della Puglia in maniera davvero inconsueta.  Responsabile  del freddo percepito ben oltre le temperature reali è Burian, il vento gelido che proviene dalla Siberia con bufere di vento e neve. Le temperature sono molto rigide, al di sotto dello zero per tutta la notte e gran parte del giorno; secondo le previsioni meteo questa situazione si è relativamente conclusa il 12 gennaio.  E, stando ai calcoli, l’eccezionalità di questo evento climatico storico, forse unico negli ultimi 50 anni è la durata: 168 ore consecutive

ulivi e burian
Gli ulivi nell’uliveto “La scelta”, curato da Giorgio Greco. (Foto Anastasia Greco)

di freddo intenso.

Parlano gli esperti

Dunque ore contate per la Xylella a causa del freddo che dovrebbe essere il killer del batterio (con la Sputacchina, suo insetto vettore) che ha causato la peste degli ulivi. Per capire qualcosa di più vale la pena di sentire l’analisi di Giorgio Greco, “appassionato e amante della natura e degli ulivi”, come ama definirsi, che ha avviato da due anni in Salento, una lotta alla Xxylella tutta basata su rimedi naturali e dei cui progressi ha sempre informato Ambient&Ambienti.

«Come è noto la Xylella, – spiega Greco –  prolifera nelle zone climatiche caratterizzate da inverni miti; il Salento è una di queste. Da studi scientifici mondiali emerge, però, che il batterio è molto sensibile al freddo continuo e prolungato; gli stessi insetti vettori sono destinati a morire. Se da una parte è vero che l’ulivo soffre condizioni di gelo persistente con conseguente ulteriore danneggiamento della pianta, dall’altra potrebbe essere proprio Burian a sferrare l’attacco decisivo alla pestilenza».

Certo i danni provocati da Burian nel Brindisino su tanti ulivi secolari spezzati dalla neve e tanti ulivi che rischiano di seccare a causa del gelo persistente., sono un prezzo da pagare volentieri, se può servire ad annullare gli effetti della Xylella. A questo proposito alcuni esperti hanno dato le loro valutazioni, come  Pio Federico Roversi, ricercatore entomologo del Centro ricerca di Difesa del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), e Rosario Centonze, presidente dell’ordine degli agronomi della provincia di Lecce.  Come sintetizza Greco, «il Dott. Centonze non crede che ad oggi siano rimasti molti esemplari di insetti vettori ancora vivi: gli studi hanno dimostrato che già nel mese di dicembre gli insetti adulti sono ormai molto pochi. Il loro ciclo di vita riprenderà a marzo con la schiusa delle uova e la comparsa di nuove larve. Egli punta l’attenzione, invece, sui germogli di piante malate che potrebbero non resistere alle basse temperature e quindi, una volta arrivato l’inizio dell’estate – periodo in cui le sputacchine adulte cercano cibo “succhiando” dagli alberi – i rischi di assumere il batterio da parte dei vettori si riduce.».

Diversa è, secondo Greco, l’opinione di Roversi.  «Il Dott. Roversi – continua Greco – afferma che gli insetti vettori, perlopiù le cosiddette sputacchine, non vanno in letargo, vivono all’aperto e non cercano rifugi e soprattutto non sono abituati ad andare incontro a inverni rigidi. Negli anni si sono acclimatati al Sud e proprio per questo potrebbero essere decimati dal gelo e dal crollo delle temperature. E tanto più questa popolazione andrà incontro a mortalità, tanto più in primavera si potrebbe circoscrivere l’area contaminata dalla Xylella fastidiosa. Se è vero – continua Gerco – che il batterio della Xylella fastidiosa non teme la neve né l’inverno rigido perché vive tranquillo nei vasi dove circola la linfa delle piante, di fatto protetto dalle intemperie, è pur vero che, come dice lo stesso Ricercatore, il gelo eccezionale di questi giorni può uccidere gli insetti vettori».

La soluzione viene dal freddo

Ecco una possibile soluzione alla peste degli ulivi, così come la propone Giorguo Greco. «Questo significa che, a primavera, se si riuscisse a non far avvicinare agli alberi quei pochi esemplari sfuggiti alle intemperie con l’attuazione a tappeto dello sfalcio delle erbe infestanti, si potrebbe frenare in maniera importante l’avanzata della malattia, limitare il suo raggio d’azione».

Insomma, incrociamo le dita.

Articoli correlati