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Bucce di Banana, un sostituto del petrolio

Elif Belgin

“Perdersi in un bicchiere d’acqua”. È quello che noi adulti facciamo spesso quando andiamo alla ricerca di soluzioni. Questioni economiche, fisiche e metafisiche seguono lo stesso iter problematico. Per non parlare delle autorità ai vertici che hanno la responsabilità, rappresentativa, di provvedere alla salvaguardia del nostro Pianeta. A volte basta osservare le cose semplici e quotidiane che la natura ci mette a disposizione oppure seguire l’intuizione spensierata dei più piccoli. E proprio da una sedicenne giunge un’idea geniale per contribuire alla tutela della Terra che, come un uomo incancrenito, lotta per la propria sopravvivenza aggrappandosi a bagliori di sanità. Elif Belgin, di Istanbul, ha vinto il 2013 Science in Action award – organizzato annualmente da Google con lo scopo di premiare le idee migliori dei ragazzi di varie fasce d’età, dai 13 ai 18 anni -, 50.000 dollari offerti dalla Scientific American come parte del contest Google Science Fair, per aver scoperto che dalle bucce di banana si può produrre la plastica.

Ogni giorno, chi più chi meno, consumiamo frutta e cestiniamo ciò che per noi sembra superfluo come la buccia. Elif ha scoperto, invece, che gli amidi e la cellulosa contenuti nello strato esterno delle bucce di banana potevano essere utilizzati anche per creare materiali in grado di isolare i fili o per protesi mediche. Dalla teoria la giovane è passata alla pratica: ha sviluppato un processo chimico in grado di trasformare le bucce in una bioplastica resistente, con la speranza di poter contribuire alla diminuzione dell’utilizzo di petrolio, uno degli argomenti chiave dell’inquinamento del Pianeta.

Gli amidi e la cellulosa contenuti nello strato esterno delle bucce di banana possono essere utilizzati anche per creare materiali in grado di isolare i fili o per protesi mediche

Il mio progetto è sull’utilizzo di bucce di banana per la produzione di bioplastica in sostituzione della tradizionale plastica a base di petrolio – ha spiegato Elif Bilgin sul sito ufficiale del concorso -. In questo progetto ho sviluppato un metodo per fare la plastica utilizzando le bucce di banana e ho trovato nuove aree per l’uso della plastica che ho fabbricato, utilizzando la bioplastica per la realizzazione di protesi estetiche e per l’isolamento dei cavi”.

Tutto questo è possibile grazie alla consapevolezza che la plastica che usiamo contiene derivati dal petrolio e questi stanno causando l’inquinamento ambientale.

La bioplastica potrà essere prodotta con l'uso di bucce di banana

Se la plastica (un materiale con una tale vasta gamma di utilizzi nella vita quotidiana) potrà essere prodotta con l’uso di bucce di banana (un materiale che viene gettato via ogni giorno), allora diventerà una valida rivale per la plastica a base del conteso “oro nero”. Una ricerca ampiamente ricompensata dal primo premio conquistato, diventando così una delle finaliste del Google Science Fair. D’ora in poi sarebbe meglio analizzare le potenzialità di tutti gli elementi che esistono in natura. Basti pensare che la decomposizione di una buccia di banana richiede 3 mesi, quella di un giornale richiede fino a 12 mesi, di un fiammifero richiede 6 mesi, di un chewing 5 anni, di una lattina di alluminio richiede 100 anni e così via. Impariamo a rispettare la biodiversità, badando a non “cadere su una buccia di banana”.

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