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Bruciata l’Oasi di Alanno

In fumo pressochè l’intera Oasi WWF della Diga di Alanno, in provincia di Pescara. Un vasto incendio ha provocato gravissimi danni sia all’ambiente che alle strutture di ricerca e di visita dell’Oasi. «É un danno gravissimo per l’ambiente – ha detto Augusto De Sanctis, coordinatore delle Oasi abruzzesi del WWF -. L’Abruzzo perde il più vasto canneto di cannuccia di palude della regione che copriva diverse decine di ettari dell’oasi e che costituiva un habitat importantissimo per decine di specie di uccelli soprattutto in periodo di migrazione e svernamento. Purtroppo – continua – anche parte del bosco ripariale composto in prevalenza da salici è andato distrutto. Sono state devastate tutte le strutture di ricerca per l’inanellamento, quasi tutta la cartellonistica e alcuni grandi ombreggi costruiti in maniera tradizionale con le cannucce di palude. In tutto, solo considerando le strutture per la visita, il danno è di diverse decine di migliaia di euro».

Secondo i primi rilievi l’incendio sembra partito da un’area esterna all’area protetta, ma il forte vento ha immediatamente contibuito alla sua propagazione. «In ogni caso – chiarisce De Santctis – l’area tra Alanno, Castiglione a Casauria, Bussi e Tocco prende fuoco ogni volta che si ripresentano le condizioni ambientali di ieri. Incendi sempre molto vasti. Il WWF ritiene che sia giunta l’ora di porre in essere azioni di prevenzione, soprattutto quando le previsioni del tempo indicano il ripetersi di condizioni climatiche simili a quelle dei giorni scorsi. Inoltre – conclude il coordinatore – è indispensabile reprimere queste azioni delinquenziali con indagini ad hoc con l’uso di tutti gli strumenti di intelligence disponibili come avviene per i reati più gravi, visto che per poco non è accaduta una tragedia in quanto diverse case sono state sfiorate dall’incendio».

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