Brucia il Gargano (e non solo): le fiamme inaugurano la stagione estiva

Fiamme sul Gargano

Una decina di ettari. Ma non è solo il patrimonio boschivo a bruciare sul Gargano, dove un incendio si è sviluppato nella giornata di ieri, 6 giugno, nell’agro di Mattinata, nel tratto che da località Scapone arriva fino a Baia delle Zagare. A bruciare è un intero territorio che si sente minacciato da un segnale così eloquente, proprio all’inizio della stagione estiva

Un incendio, domato dopo ore di affannoso e difficile lavoro per la conformazione del luogo, che suona come una minaccia. E pensare che il Comune di Mattinata aveva salutato con entusiasmo il primo fine settimana di giugno: “Quello appena passato è stato un weekend lungo e fortunato per la nostra Comunità”. Il ponte del 2 giugno aveva infatti portato sul Gargano, complici anche le alte temperature, migliaia di turisti. Solo poche ore dopo, però, il blu del mare, il bianco delle rocce e il verde dei boschi hanno lasciato la scena al rosso del fuoco.

L’incendio

Il vento ha aiutato, o meglio non ha fatto propagare troppo l’incendio, rimasto sotto controllo per tutta la notte. Nel momento più difficile, però, era stato anche predisposto un piano di evacuazione di una ottantina di turisti presenti nelle strutture ricettive. Il Comune di Mattinata aveva messo a disposizione degli autobus per i vacanzieri mentre via mare era stato allertato un barcone proveniente da Vieste. Fortunatamente, l’evacuazione non è stata necessaria.

l’incendio che si è sviluppato nei pressi di Baia delle Zagare

Merito dei tanti uomini dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile, delle Forze dell’Ordine che sono intervenuti, affrontando le oggettive difficoltà legate alla conformazione del luogo. “Mai come questa volta – ha commentato il sindaco di Mattinata, Michele Bisceglia -, la risposta delle Istituzioni, delle Forze dell’Ordine e delle associazioni di Protezione Civile giunte da tutta la provincia si è fatta sentire in tutta la sua determinazione. Un grande lavoro corale che ho personalmente coordinato con i Vigili del Fuoco, che con abnegazione e straordinario senso del dovere, hanno presidiato per tutta la durata dell’emergenza il progressivo sviluppo della situazione”.

Un modo per spegnere sul nascere, è proprio il caso di dirlo, le polemiche innestate dal primo grande fuoco stagionale. Un incendio sviluppatosi da due inneschi: uno verso il basso dal lato mare e uno al di sopra.

La natura dolosa delle fiamme

Il vice presidente della regione sul luogo dell’incendio

Il trascorrere delle ore accresce la convinzione della natura dolosa delle fiamme. E certifica quindi l’inizio della lotta estiva contro i piromani. “L’incendio è ormai domato e i piccoli focolai alimentati dal vento sono sotto il pieno controllo”, ha commentato intorno a mezzogiorno il vice presidente della regione, Raffaele Piemontese, lanciando poi un messaggio preciso: “Io spero che — se si conferma l’ipotesi della natura dolosa dell’incendio — siano catturati e messi in galera gli autori di questo attentato contro la ricchezza di tutti, il patrimonio boschivo che rende più bella e attrattiva la nostra terra, muovendo turismo”.

Contenuti i danni e domato l’incendio, restano gli interrogativi, le perplessità e le strategie per la stagione. E’ infatti, come si accennava, già il tempo delle polemiche, ma soprattutto delle richieste. Come quella del comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Foggia, Domenico de Pinto, che ha coordinato le operazioni di spegnimento del rogo divampato ieri: “Occorre innanzitutto la pulizia del sottobosco e soprattutto dei cigli delle strade statali, provinciali e comunali che spesso sono fonte di innesco. La prevenzione si migliora anche con le misure di protezione: abbiamo bisogno di fonti di approvvigionamento idrico che permettono di rifornire i mezzi di soccorso“.

E poi, un richiamo sulla tempistica: “Come ogni anno abbiamo stipulato una convenzione con la Regione Puglia per fronteggiare i roghi e che prevede squadre aggiuntive dal 15 giugno al 15 settembre e una squadra in più nei mesi di luglio ed agosto. Ma l’incendio di questa notte ha anticipato i tempi”.

Le polemiche

Ma c’è anche il problema legato ai mezzi. Il capogruppo di La Puglia Domani, Paolo Pagliaro, non ha perso tempo.
“Mezzi acquistati con denaro pubblico e destinati ad attività della Protezione civile, mai utilizzati o fermi da anni. La mia denuncia, partita tre settimane fa da un deposito della Provincia di Lecce dove sono parcheggiati due fuoristrada in abbandono, ha dato la stura ad un vero e proprio vaso di Pandora. Dal Gargano al Salento mi giungono segnalazioni di auto e mezzi speciali di protezione civile in stallo. Mezzi che in molti casi erano stati assegnati alle Province ma che, a seguito della legge Delrio che ha spogliato questi enti della competenza in materia di Protezione civile, non sono mai entrati in funzione. Un’assurdità, se si considera la penuria di automezzi con cui i vigili del fuoco sono costretti a fronteggiare l’emergenza incendi già ormai nel vivo, con le temperature bollenti di questi giorni”.

E poi, l’annoso problema del Gino Lisa. L’aeroporto di Foggia, pronto a riattivare i voli, dovrebbe anche essere la base logistica della Protezione Civile. Intanto proprio ieri, la giunta regionale ha deliberato di istituire, in vista dell’inizio della stagione Antincendi boschivi, la Struttura Operativa Regionale integrata di Protezione Civile a livello Territoriale (SORT) presso vari immobili nelle varie province: per la provincia di Foggia, neanche a dirlo, è stata individuata la zona aeroportuale del Gino Lisa.

L’allarme di Coldiretti

I primi effetti dell’incendio nell’agro di Mattinata

Brucia il Gargano, ma non solo. A distanza di 15 anni dalle giornate apocalittiche in cui nel 2007 vennero distrutte vaste aree (a cominciare dal triste ricordo di Peschici in fiamme), centinaia di ettari di bosco bruciano in provincia di Foggia, ma anche centinaia di ettari di grano, facendo emergere ancora una volta la fragilità della rete dei soccorsi e antincendio per la carenza di mezzi e personale. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia, in relazione all’incendio di enorme portata divampato in una area boscata tra Mattinata e Vieste, ma anche nei campi di grano a Foggia, San Marco in Lamis, Poggio Imperiale e Apricena, fenomeni gravi che distruggono ambiente, raccolti e paesaggio, quando solo nel 2021 a Foggia sono stati registrati 4.750 incendi, secondo il report dei Vigili del Fuoco.

“Come ogni anno la provincia di Foggia vive lo sfregio perpetrato ai danni di un territorio straordinario – afferma Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Foggia -, dove le fiamme mandano in fumo interi campi di grano, alberi, colture, un situazione angosciante aggravata dalla mancata opera di prevenzione, sorveglianza e soprattutto di educazione ambientale sul valore inestimabile di un patrimonio determinate per la biodiversità e per la stabilità idrogeologica del territorio”.

Per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno fino a 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. Nelle aree bruciate – sottolinea la Coldiretti regionale – saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali e la scoperta del territorio da parte di decine di migliaia di appassionati. Se certamente il divampare delle fiamme è favorito dal clima anomalo, a preoccupare – continua la Coldiretti regionale – è proprio l’azione dei piromani con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente.

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