Brucia discarica abusiva a Modugno

Sequestrata nella zona industriale la zona interessata dalle fiamme e un’altra discarica abusiva adiacente. Denunciata l’amministratrice dell’area aziendale

 

Continuano gli incendi ad imperversare nel nostro territorio. Oltre ai boschi, si sta manifestando anche un altro fenomeno altamente pericoloso per la salute pubblica e l’ambiente: incendiare i rifiuti. In molte zone della Puglia, in aree industriali, in città, tra le aree verdi, e nelle zone pubbliche e private, non è raro incontrare cumuli incontrollati di rifiuti che, o per combustione “spontanea” o per mano umana, vengono avvolti dalle fiamme, inquinando pericolosamente le aree interessate e le zone adiacenti.

Un fenomeno che, nonostante l’impegno delle istituzioni, le campagne di sensibilizzazione e gli incentivi alla raccolta differenziata e al riciclo, continua a persistere.

L’ultimo in ordine di tempo è accaduto ieri pomeriggio nella zona industriale di Modugno. All’interno di un’area aziendale, i Carabinieri hanno scoperto due discariche abusive, una delle quali è stata avvolta dalle fiamme.

L’attività è cominciata quando i Vigili del Fuoco di Bari sono stati chiamati a spegnere le fiamme della discarica abusiva, adiacente ad un capannone, a ridosso della SP231. Mentre domavano l’incendio, i pompieri hanno allertato i Carabinieri che, giunti sul posto, hanno accertato l’illecito.

Dai resti semi carbonizzati è emerso che i rifiuti accatastati erano di varia natura, soprattutto legno e ferro, e si trovavano a ridosso di uno dei capannoni che è stato risparmiato dalle fiamme grazie al repentino intervento dei Vigili del Fuoco. Una volta messa in sicurezza l’area, i Carabinieri hanno iniziato gli accertamenti. Durante la perlustrazione hanno notato che all’interno del complesso c’era anche un’altra area, analoga a quella dell’incendio, dove erano accatastati senza autorizzazione oltre 25 metri cubi di materiali di risulta.

Inevitabile il sequestro delle due aree interessate e la denuncia dell’amministratrice, una 63enne barese, che dovrà rispondere ora alla Procura di Bari del reato di “attività di gestione di rifiuti non autorizzata”.

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