Brian Eno a Trani: un’avventura dello spirito tra luce, colore e suono

La mostra Light Music di Brian Eno nel Castello Svevo di Trani diventa un’avventura dello spirito tra luce, colore e suono. Fino al 30 ottobre.

“ Ciò che si apprende dai libri o dai propri maestri è un veicolo” dice un passo dei Veda, che così prosegue: “ Un veicolo che serve però a percorrere le strade battute; chi arriva al termine di quelle strade deve abbandonarlo e proseguire a piedi “. (Johannes Itten).

Queste parole di Johannes Itten sono venute in mente quando, nell’incontro con Brian Eno il 13 maggio 2017, a Trani nel Castello Svevo, questo che viene considerato uno dei più geniali musicisti viventi, introducendo la sua mostra Light Music, ha esordito dicendo: «La pittura e la musica sono sempre state connesse per me…nella mostra che vedrai ho tentato di rallentare il suono in modo che diventasse un dipinto, animando i dipinti in modo da farli diventare musica, fondendo le due attività tra loro… », e ha proseguito: «…ho immaginato questi dipinti per un’architettura, in una mia prossima casa da abitare in cui ci sia l’armonia e il piacere a convivere con le mie opere…».

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La luce cangiante

Con queste parole nella mia mente sono entrato nel grande salone dell’ala esposta a ovest, dove il sole del tardo pomeriggio, entra, con una lama di luce netta, da un’alta finestra medievale, che Brian Eno ha reso pittura, filtrando la luce calda giallo oro del sole con una pellicola cinematografica blu. Il risultato è un raggio di luce lungo e rettangolare che si muove nello spazio nella penombra del salone, alla velocità del sole. Lento, lentissimo, ma continuo. E’ essa stessa un’opera d’arte, dove la luce diminuisce come intensità con il passare delle ore e cambia direzione e angolazione stendendosi diagonalmente.

Brian Eno e la dimensione surrealistica della pittura

L’aria è surreale. E’ surrealismo senza forme. La dimensione surrealistica in pittura si è rivelata attraverso immagini. Qui, il surrealismo si esprime in una estraniazione continua derivante dalla lentissima variazione continua dei colori delle opere pittoriche create con la luce che, anch’essa, aumenta e diminuisce lentamente in simbiosi naturale al suono che la sottende, rallentato ai minimi termini per farli vivere insieme e contemporaneamente.

Una somma automatica in aumento e in diminuzione della intensità luminosa, si addiziona alle variazioni cromatiche dei colori caldi, dei colori freddi che, definiti in un campo preciso, geometrico, fondano la prospettiva immaginativa dello spazio dilatato, ricco d’innumerevoli sensazioni che provoca un disallineamento dei codici scontati della percezione visiva, e dunque, rivela una nuova dimensione della percezione che non è più retinica ma che coinvolge la dimensione dinamica dello spazio.

Il fascino della musica

Brian Eno
Brian Eno, uno dei più geniali musicisti viventi, è considerato il padre della “musica ambientale”

Lo spazio, dunque, si dilata supportato dalla musica la quale, riducendosi la velocità d’esecuzione nel tempo, raggiunge a ritroso la leggera velocità della luce e del colore, adeguatamente accelerate; e tutte, incontrandosi in un ritmo condiviso di luci, colori e musica, percorrono lo stesso spazio-tempo.

Questa dimensione amplia gli orizzonti umani, stimola allontanamenti dalla realtà oggettiva. La libertà è la dimensione totale che si percepisce, vivendo lo spazio stimolato dalla visione delle opere pittoriche di Brian Eno. Una libertà tridimensionale dove lo spirito si allarga e si diffonde entro le mura ciclopiche del Castello Svevo.

La “ricerca totale” secondo Brian Eno

Una dimensione cercata, ideata, che mi immerge in una insolita e innovativa dimensione architettonica che ben si addice alla dimensione dell’architettura del futuro. Una ricerca che, partendo dalla pittura, passando per la musica e la luce, si fa architettura dello spazio indefinito, dove l’avventura dello spirito è dominante, travolgente.

Questa libertà di pensiero orienta un futuro immaginario ricco di aperture intellettuali che mirano a schiudere porte mentali, sospingendosi verso uno spazio senza tempo, ossia l’architettura immaginaria di Brian Eno.

Brian Eno, Light Music, Trani, Castello Svevo, Piazza Re Manfredi 16.  Fino al 30 Ottobre 2017.

Bibliografia Essenziale: Johannes Itten, Arte del Colore, Il Saggiatore, Milano, 1982.

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