Input your search keywords and press Enter.

Breaking News: anche le lampade fluorescenti si riciclano

Una raccolta di lampade a risparmio energetiche usate

Uno contro uno. Non è una sfida stile “Ok Corral”, ma l’applicazione del Decreto Ministeriale n. 65 del 2010 che obbliga i negozianti a ritirare, gratuitamente, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche al momento dell’acquisto di un prodotto equivalente. Le lampade fluorescenti cosiddette “a risparmio energetico” rientrano nel gruppo R5 dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), pertanto, i rivenditori sono obbligati dalla normativa vigente a ritirare le lampade esauste secondo le disposizioni di legge. Un recente dossier pubblicato a dicembre 2012 da La Nuova Ecologia, la rivista mensile di Legambiente, dal titolo “Luci a raccolta”, ha indagato sull’effettiva applicazione dello scambio. L’indagine è stata condotta dai mystery shopper, i clienti misteriosi, nelle città di Roma, Milano e Bari che hanno verificato la corretta applicazione dell’obbligo di legge ma con risultati deludenti. Solo quattro centri della grande distribuzione su dodici coinvolti hanno accettato il ritiro delle lampadine esauste. Tra le motivazioni, addetti alle vendite non a conoscenza della normativa, mancanza di contenitori per il conferimento, scarsa abitudine a tali richieste da parte dei cittadini. Questo, nonostante il 2012 sia stato un anno positivo per la raccolta delle lampade esauste; secondo il Consorzio Ecolamp, nonostante il comparto RAEE abbia avuto una flessione negativa del 9% nel recupero dei materiali, le lampade fluorescenti hanno registrato, invece, un incremento attestando la raccolta a 1.638 tonnellate sull’intero territorio nazionale. La Puglia ha raccolto oltre 40 tonnellate di lampade a basso consumo a fine vita (40.248 kg), collocandosi all’undicesimo posto nella classifica della raccolta regionale italiana.

 

I principali problemi derivanti dai RAEE sono la presenza di sostanze nocive per l'ambiente e la non biodegradabilità di queste apparecchiature

Nello specifico, è la provincia di Bari la più virtuosa, con 12.784 kg raccolti, seguita da Lecce (9.486 kg), Taranto (8.886 kg), BAT (4.317 kg), Foggia (3.355 kg) e Brindisi (1.418 kg). Oltre 16 tonnellate (41% del totale, 16.455 kg) sono state raccolte grazie al contributo dei cittadini privati che si sono recati presso i Centri di Raccolta Comunali, mentre le restanti 24 tonnellate sono state recuperate grazie ai servizi messi a disposizione dal Consorzio Ecolamp, dedicati al pubblico di installatori e professionisti del settore illuminotecnico: 19 tonnellate grazie al ritiro gratuito Extralamp, 975 kg attraverso la consegna del materiale presso i Collection Point e quasi 4 tonnellate presso i Grandi Centri di raccolta convenzionati con il Consorzio. Dai dati si evince che i presupposti per migliorare la raccolta delle lampade esauste sono buoni, ma gli ostacoli da superare sono ancora parecchi, soprattutto la scarsa informazione rivolta ai cittadini da parte delle istituzioni governative, e il disinteresse tendente all’ostruzionismo da parte dei distributori, che ignorano, o trascurano, gli obblighi imposti dal decreto uno contro uno. Sono ancora troppi anche i cittadini che non sono a conoscenza della possibilità di restituire il materiale esausto al momento dell’acquisto di un prodotto equivalente. La gestione di un corretto sistema di raccolta e trattamento delle lampade a basso consumo esauste è in grado di garantire vantaggi ambientali, sanitari ed economici, dal momento che si tratta di prodotti riciclabili fino al 95%, che contengono tuttavia piccole quantità di mercurio, sostanza inquinante da non disperdere nell’ambiente.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *