Bracconaggio e pesca illegale: WWF e Guardia Costiera in prima linea

Tutelare la Natura e gli ecosistemi, ma anche la filiera e i prodotti, riduce l’illegalità e permette all’ambiente di vivere e di provvedere alla nostra sussistenza.

Da tempo il WWF e la Guardia Costiera, ognuno nel proprio ambito, stanno  denunciando numerosi illeciti che vedono gli animali protagonisti.

In concomitanza con la festa di Halloween, il WWF ha lanciato la campagna halloween, per promuovere l’adozione simbolica di tre specie a rischio estinzione: l’orso bruno marsicano, la tigre e l’elefante africano. Sul sito web c’è una pagina dedicata proprio alle specie da adottare per salvarle dall’estinzione. Dal 1961, anno della sua fondazione, il World Wildlife Fund si batte per i diritti della Natura e di tutti i suoi ecosistemi ottenendo anche importanti vittorie, ma ancora oggi c’è chi sfrutta l’ambiente per interessi personali ed economici.

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Bracconaggio:

in Calabria

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Astore (Accipiter gentilis)

In un bosco di pioppi nei pressi del fiume Mesima, nella zona di Vibo Valentia in Calabria, un giovane e rarissimo esemplare di Astore, un rapace diurno, è stato colpito da un pallino da caccia che gli ha fratturato un’ala. Il rapace è stato trovato per caso da un cercatore di funghi che, non senza difficoltà, è riuscito a salvarlo consegnandolo al WWF. «Si tratta di un uccello molto raro da queste parti – ha spiegato il naturalista Pino Paolillo, responsabile scientifico del WWF Vibo Valentia – molto più raro di Gheppi e Poiane, anch’essi particolarmente protetti dalla legge, come tutti i rapaci diurni e notturni, ma che, come in questo caso, qualche sparatore dal grilletto facile non ha esitato a prendere di mira». Sulla vicenda, il WWF ha chiesto a tutte le Forze dell’Ordine di intensificare i controlli e la vigilanza nelle aree naturali per scongiurare la azioni di bracconaggio da parte di cacciatori malintenzionati e privi di scrupoli.

Tigri bloccate in Polonia

Sono 10 le tigri bloccate da giorni in un camion tra la Polonia e la Bielorussia. I felini, nati in cattività, secondo il WWF erano diretti verso un centro di recupero. A causa di questa lunga permanenza, sembra che una delle tigri, stremata, sia deceduta. Il WWF Italia ha contattato il WWF Polonia che ha subito individuato una struttura pronta ad accogliere le tigri e ha chiesto l’intervento del Ministero degli Esteri per sollecitare un’azione diplomatica immediata. Il WWF ha chiesto l’apertura di un’indagine per verificare se la compravendita degli animali ed il relativo trasporto siano state eseguite rispettando tutte le prescrizioni normative. In molti casi non si sa quale sia l’effettivo destino. Secondo un’indagine di Interpol del 2018 (World Atlas of illicit flows), l’85% del commercio mondiale di tigri avviene in Europa. In passato, sono stati scoperti allevamenti che servivano per rifornire il mercato illegale, in quanto alcune parti del felino sono tuttora utilizzate, nonostante le proteste e le posizioni nette della Organizzazione Mondiale della Sanità, dalla medicina tradizionale asiatica. Le tigri vengono allevate anche per essere utilizzate nei circhi.

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La Guardia Costiera ed il pesce sequestrato

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Lo squalo sequestrato a Monopoli dalla Guardia Costiera

Dall’altra parte, la Guardia Costiera italiana si occupa da sempre di tutelare il mare. Recentemente sono stati liberati esemplari di tartarughe dopo essere state curare perché avevano ingerito plastiche, erano finite in reti illegali oppure erano state ferite da imbarcazioni. I militari controllano anche la filiera del pesce, per individuare eventuali abusi o illeciti legati alle specie pescate.

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La rete da posta scoperta e sequestrata dalla Guardia Costiera a Polignano a mare

In questo senso, i militari dalla Direzione Marittima di Bari hanno eseguito una serie di interventi tra Bari, Polignano a mare e Monopoli, sequestrando 350 kg di pescato ed infliggendo sanzioni per un valore complessivo di 11mila euro. Nelle celle frigorifere di due pescherie di Bari c’erano prodotti sprovvisti dei documenti sulla tracciabilità. Sanzionato anche il titolare di un noto ristorante del Capoluogo che utilizzava un deposito senza l’autorizzazione sanitaria. A Monopoli, in un ristorante giapponese sono stati sequestrati 90 kg di prodotti ittici sprovvisti dei documenti sulla provenienza ed è stato fermato un furgone frigo che conteneva uno squalo di circa 2 quintali privo di ogni documento. A Polignano, infine, è stata sequestrata ad alcuni pescatori sportivi una rete da posta abusiva di circa 750 metri.

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