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Bracconaggio alle Isole Tremiti

Il bracconaggio nelle Diomedee è stato di fatto “legalizzato”. La denuncia è del WWF, dopo la decisione votata all’unanimità, ieri 28 gennaio 2013, dal Consiglio comunale delle Isole Tremiti che ha chiesto l’istituzione di due riserve di caccia per i residenti: una sull’isola di San Domino, l’altra sull’isola di San Nicola. Di fatto, aggiunge Carlo Fierro, presidente del WWF Foggia, “la decisione dell’assemblea tremitese è gravissima”. La caccia sulle Isole Tremiti è stata vietata nel 1996 con l’istituzione del Parco Nazionale del Gargano, infatti, che ha introdotto il divieto di cattura, uccisione, danneggiamento e disturbo delle specie animali stabilito dall’art. 11 della legge quadro sulle aree protette, vigente sull’intero territorio del Parco, cui le Isole Tremiti appartengono. “Non può essere quindi una deliberazione di consiglio comunale – attacca Fierro -, a consentire l’istituzione di aree di caccia nell’arcipelago”.

Un esposto indirizzato al presidente Ente Parco Nazionale del Gargano, al Corpo Forestale dello Stato, al ministero dell’Ambiente, alla Procura della Repubblica del Tribunale di Foggia, all’Ufficio Parchi e tutela della Biodiversità della Regione Puglia e al Comune Isole Tremiti è stato già inviato lo scorso autunno, dopo che sulle due isole “è stata esercitata illecitamente l’attività di caccia in maniera continuativa ed alla luce del sole, nel disinteresse generale – interviene Leonardo Lorusso, presidente del WWF Puglia -, in spregio al divieto generale di caccia vigente sin dall’istituzione del Parco”.

A settembre, nella sentenza che ha accolto il ricorso degli ambientalisti e bloccato la preapertura della caccia in Puglia, “la magistratura aveva rilevato la situazione di difficoltà della fauna per gli eventi siccitosi dell’estate appena trascorsa che hanno depauperato gli habitat”, insiste Lorusso, il quale sottolinea, ancora “come tali episodi criminali, oltre a costituire illeciti perseguibili penalmente (L. 157/92, L.R. 27/98, Legge Quadro 394/91), rappresentano anche una seria minaccia per gli abitanti e i turisti che, ignari del pericolo, percorrono i sentieri delle isole”.

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