Bracconaggio: 22 denunce, un arresto e 1000 uccelli salvati in Italia

In due operazioni, i Carabinieri e la Guardia di Finanza sono intervenuti sul Delta del Po e a Reggio Calabria

In due distinte operazioni anti bracconaggio, la Guardia di Finanza e i Carabinieri hanno smantellato due gruppi criminali di bracconieri che catturavano e vendevano illegalmente uccelli protetti da leggi nazionali e internazionali.

La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha scoperto circa un migliaio di uccelli protetti, tra cui Cardellini, Fringuelli, Verzellini, Lucherini, Verdoni, catturati illegalmente per essere venduti anche all’estero.

Secondo le indagini, gli uccelli catturati erano destinati a Malta. Dopo la condanna da parte dell’UE nel 2018, recentemente anche il governo maltese ha dichiarato illegale la vendita e la detenzione di questi uccelli, ma la pratica è ancora molto diffusa.

Molti degli uccelli scoperti, sono stati trovati morti a causa dello stress della cattura e della cattività. Alcuni sono morti dopo aver riportato fratture alle ali mentre cercavano di fuggire.

I finanzieri hanno scoperto i volatili durante la perquisizione di un furgone di un ex mercante di diamanti maltese. L’uomo era sul molo di Villa San Giovanni in attesa di imbarcarsi su un traghetto che avrebbe dovuto condurlo a Malta, attraverso la Sicilia. Le gabbie, cassette di plastica, erano occultate dietro le pareti interne.

I volatili in buona salute sono stati liberati mentre quelli feriti sono stati affidati al Centro Recupero Fauna Selvatica “Stretto di Messina”, gestito dall’Associazione Mediterranea per la Natura, e al personale della locale ASL.

Si è invece da poco conclusa l’operazione “DELTA DEL PO 2021”, condotta dai Carabinieri Forestali di Rovigo, Venezia, Ferrara, Ravenna, insieme al Reparto Carabinieri Biodiversità di Punta Marina, finalizzata al contrasto del bracconaggio venatorio nel Delta del Po e nella laguna veneta.

Il Delta del Po, inserito fra i siti di “Rete Natura 2000”, è uno dei “Black Spot” individuati dal Piano d’Azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici, perché è una tappa obbligatoria per gli uccelli migratori, che trascorrono l’inverno in Africa mentre per la stagione degli amori si dirigono verso il Nord Europa.

Al termine dell’operazione, sono state complessivamente denunciate 22 persone, la maggior parte delle quali esercitava l’attività venatoria con ausilio di potenti richiami elettronici. Per uno di loro è scattato l’arresto.

Sequestrati 21 fucili, 9 richiami acustici vietati, 6400 cartucce, oltre 1000 uccelli, 3 macchinari per spiumare gli uccelli ed un intero sito dove veniva esercitata la macellazione clandestina.

In località Campagna Lupia, in provincia di Venezia, nel corso di alcune perquisizioni domiciliari, è stata anche arrestata una persona per detenzione di un’arma clandestina. Sono state sequestrate complessivamente 3243 munizioni di vario calibro, una volpoca imbalsamata e 5 tortore dal collare, tutte specie per le quali la caccia non è consentita. Sono stati ritirati in via cautelativa anche 22 fucili e di una pistola revolver.

Nello stesso Comune, in alcuni prefabbricati utilizzati come siti di stoccaggio, sono stati scoperti e sequestrati strumenti per la macellazione clandestina, macchinari a funzionamento elettromeccanico per la spiumatura della selvaggina, congelatori contenenti ben 993 anatidi di varie specie, destinati molto probabilmente al mercato nero della ristorazione. Sequestrate anche oltre 3000 munizioni di vario calibro e a 4kg di polvere da sparo.

A supporto dei militari, le attività dei volontari della Lipu e del Cabs, che quotidianamente monitorano le aree potenzialmente a rischio bracconaggio.

«Nonostante la pratica della uccellagione sia vietata ormai da decenni e queste specie siano tutelate sia dalla legge italiana, sia dalle norme europee e internazionali – afferma Dante Caserta, Vice Presidente del WWF Italia – le sanzioni attualmente previste rendono inefficace ogni azione repressiva, in quanto troppo esigue rispetto al danno arrecato ma anche al giro d’affari che si nasconde dietro questi traffici. Tale situazione favorisce la reiterazione del reato da parte di soggetti che sono consapevoli dei limitati rischi a cui vanno incontro e svilisce la preziosa attività investigativa e operativa condotta dalle Autorità pubbliche e dai volontari delle Associazioni di protezione ambientale. Il Progetto europeo Life SWiPE, di cui il WWF Italia è partner, ha proprio l’obiettivo di armonizzare le legislazioni degli 11 Paesi europei partecipanti, al fine di fornire un concreto supporto alle azioni della Magistratura e delle forze di Polizia nel contrasto ai Wild Life Crime».

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