Boschi urbani, notti stellate e mobilità green. Il programma politico del candidato sindaco Sabino Mangano ha al centro l’ambiente

Sabino Mangano, candidato sindaco alle elezioni comunali dell'8 e 9 giugno con "Oltre"- Movimenti civici associati.

Mangano: “Mi impegnerò a promuovere la vera partecipazione dei baresi nelle decisioni che cambieranno, o miglioreranno, il futuro della città”

Dal 2014 al 2019 Sabino Mangano è stato consigliere del Comune di Bari con il Movimento 5 Stelle; adesso collabora con la Camera del Senato e per il futuro ha deciso di candidarsi per la corsa a primo cittadino nelle elezioni comunali di giugno. Questa volta però, ad accompagnare Sabino Mangano nella nuova avventura politica, non sarà più il pentapartito ma la lista civica “Oltre”. L’ex grillino ribadisce questa scelta sottolineando di aver agito per tutelare l’integrità politica del suo pensiero, dopo che il M5S “ha subito un cambiamento di valori per alcune alleanze non condivise con il centrosinistra”. I primi dissidi con la linea politica dei pentastellati sorsero già nel 2020: Mangano iniziò a prendere le distanze dal Movimento dopo l’appoggio al Governo Draghi e successivamente, in Regione Puglia, con l’entrata in maggioranza sotto il Governatore Emiliano di 4 Consiglieri M5S. Adesso per le comunali sarà sostenuto dalla lista civica Oltre e dai movimenti civici associati quali Azione Civile di Ingroia, Partecipazione Attiva, Com.Re.Co e Fronte Verde.

I cinque pilastri del programma elettorale

“Come primo cittadino – afferma Mangano nella nostra intervista – mi impegnerò a promuovere la vera partecipazione dei baresi nelle decisioni che cambieranno, o miglioreranno, il futuro della città. Lavorerò insieme a loro per affrontare le sfide che ci attendono e che, nel mio programma politico, si baseranno su 5 pilastri: Verde Pubblico (cura, manutenzione e implementazione delle aree verdi), Sicurezza (potenziamento della polizia locale), Pulizia e igiene (rivisitazione dei contratti in essere con le aziende che forniscono gli attuali servizi), Servizi pubblici (meno burocrazia, digitalizzazione uffici, trasporto e mobilità) e per ultima, Manutenzione e controllo (strutture pubbliche, strade, condotte, fogne)”.

L’attenzione per il green ha una lunga storia: le prime battaglie

L’interesse per i temi ambientali affonda le radici nel 2014 quando, nella veste di Consigliere comunale, ha portato alla luce varie “irregulation” sul verde. “Durante la mia carica – afferma – ho scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora legato alle irregolarità sul verde e sui programmi, inesistenti, a tutela degli animali. Per fare un esempio, non c’era un regolamento per gestire il fine vita di cani e gatti randagi e per il loro recupero e cremazione il Comune doveva spendere oltre 200 euro. Inaccettabile se si pensa che in altri comuni limitrofi il costo della stessa operazione non supera i 20 euro”.  Per questo, prosegue, mi sono impegnato affinché nascesse, nero su bianco, un regolamento effettivo per gli animali randagi.

Il pilastro a sostegno dell’ambiente e il progetto europeo

“Il nostro programma politico s’incentra sul green e su azioni concrete che possano migliorare la città e il suo impatto ambientale”. Una di queste è l’azione del “Tre.Trenta.Trecento, un programma europeo che prevede l’inserimento di tre alberi visibili da ogni abitazione, trenta mq di verde per ogni cittadino e trecento metri di massima distanza dal centro per avere un’area verde come ad esempio un parco.

Un ospite del parco lamabalice. Un Piro Piro piccolo che si aggira per la riserva naturale che il candidato sindaco vuole difendere dal processo di cementificazione e abbandono (Foto di Enrico Ancona. Fonte: parcolamabalice.it)

Parallelamente all’azione europea si svilupperanno altri progetti che hanno a cuore l’ambiente. Primo fra tutti la realizzazione di boschi verdi e orti urbani e la riduzione, se non la completa eliminazione di azioni di cementificazione. Nello specifico si punterà alla riqualificazione di aree dismesse e campagne abbandonate. Un tema molto sentito da Mangano è quello della rivalutazione di Lama Balice e della tutela della sua flora e fauna.  Il messaggio è chiaro: “Le lame vanno protette dalla cementificazione”.

Verso il trasporto urbano gratuito e altre soluzioni green

In questo momento esiste un abbonamento “light” che consente ai cittadini e agli studenti di spostarsi con una spesa di 20 euro al mese. In realtà la Regione, tramite i bandi europei, già acquista e finanzia il trasporto pubblico. Quindi cercare di creare un trasporto completamente gratuito si può fare. “Nel nostro programma – spiega il candidato- noi vogliamo rivedere la mobilità. Siamo assolutamente propensi nell’attuare nuove forme di mobilità sostenibile e vogliamo aumentare e favorire le piste ciclabili, separate dalla careggiata, e rivedere l’identità del trasporto pubblico”.

Uno dei punti del programma elettorale di Sabino Mangano è quello di aumentare e favorire lo sviluppo di nuove piste ciclabili, separate dalla careggiata e garantire percorsi sensoriali, immersi nel verde.

Non solo. Un punto cruciale sarà quello dell’allargamento di via Amendola, definito dal candidato “Fallimentare” perché non fa altro che aumentare il traffico all’interno di Bari. “Non dobbiamo – spiega –  aumentare il traffico all’ingresso della città ma dobbiamo far sì che i mezzi che arrivino da fuori debbano sostare fuori dal centro urbano. Per renderlo possibile è in cantiere un progetto che prevede la realizzazione di convenzioni con alcuni park and ride a cui seguiranno una serie di sistemi di trasporto, che possono essere su gomma o treno, che conducendo i fuori sede o non baresi nel cuore della città, avvicineranno Bari alla mobilità delle grandi città italiane.

Il problema di Bari: Espansione e assenza di pug

Un problema serio. Dal 1960 Bari non ha un pug ovvero un piano urbanistico generale e questa mancanza si riflette soprattutto dal punto di vista ambientale. Nello specifico, sottolinea Mangano, negli ultimi 30 anni si è andati in totale deregulation e c’è una presenza di tubature e colate di cemento tra le più alte d’Italia. Senza contare  il disastroso rapporto tra spazi destinati al verde ed edifici.

L’allarme di Mangano. Dal 1960 Bari non ha un pug, un piano urbanistico generale , e questa mancanza rappresenta un nodo estremamente negativo per l’ambiente. Si pensa alla cementificazione di nuovi edifici e non al recupero di quelli già esistenti, andando in tal modo a radere al suolo ettari di verde.

Si tratta di un mancato monitoraggio che rappresenta un grave problema perché non si ha la possibilità di capire quale sia la propagazione della città a distanza di anni. La città cresce e si evolve, fa spazio alle richieste di urbanizzazione e riduce a zero gli ambienti naturali. Tutto questo tradotto significa che abbiamo quartieri che sono riempiti da nuovi stabili, appena costruiti e per i quali è stato impiegato cemento e sono stati rasi al suolo ettari di terreno, quando invece di spingere verso nuovi edifici si potrebbero riqualificare quelli già esistenti. A tal proposito spiega il candidato “Nel nostro programma prevediamo una nuova definizione del pug che deve essere non solo partecipato ma anche prendere in considerazione quella che è la città dalla sua espansione presente e futura”.

Nello specifico un tema trainante è la ridefinizione dei piani urbanistici generali dei municipi, definiti “scatole vuote”. L’obiettivo è quello di ridefinire la presenza dei municipi, riconoscendo anche altre modalità di autonomie che in passato erano state affermate tramite dei referendum vinti da una parte della cittadinanza, ovvero l’autonomia di Palese e Santo Spirito e quella di Ceglie, Carbonara e Loseto. Autonomie che porterebbero a una rivisitazione del territorio che hanno una storia differente da quella della città di Bari intesa come centro cittadino.

Il turismo: risorsa o problema?

“La Costa sud, che noi abbiamo lanciato come idea di bosco urbano nella nostra campagna elettorale, è un’idea nata proprio per consentire alla città di sperimentare una nuova versione di turismo, più sostenibile e basato sull’idea del campeggio”.

Nel programma elettorale c’è spazio anche per la valorizzazione del territorio al di fuori del centro cittadino. L’obiettivo è quello di puntare verso attività che ravvivino il contatto tra natura e uomo con campeggi, escursioni e visite guidate.

L’obiettivo è quello di allargare il ventaglio di esperienze che i cittadini e non possono fare attraverso nuove prospettive di vivere Bari che, spostandosi dal centro cittadino, consentirà loro di sperimentare il contatto con la natura: campi estivi, boschi, campeggi ed escursioni in bici. Tutte attività ecosostenibili poiché non prevedono nuove colate di cemento ma piuttosto una riqualificazione del territorio e degli stabili in esso presenti.

Allargamento del porto e inquinamento

Il porto di Bari è una “croce e delizia” per la città. Da un lato rappresenta un importante punto di attracco per le navi croceristiche e di sviluppo turistico del capoluogo di provincia, dall’altro proprio il flusso e ancor di più lo stazionamento nel porto delle navi che accompagnano i visitatori produce inquinamento diretto verso il cuore della città. Un problema che va avanti da anni e dovuto ai motori delle stesse navi che producono, nel loro stazionamento, gas di scarico. “Un’area portuale di queste dimensioni e portata – afferma – dovrebbe stare lontana dal centro cittadino proprio per evitarne l’inquinamento”. Attenzione quindi ai progetti che prendono in considerazione l’allargamento del porto perché, per il candidato, rappresenterebbero un effetto a catena disastroso per l’ambiente. Più grande è il porto, più navi attraccano, più tempo sostano, più inquinamento producono.

La partecipazione attiva, il fulcro di “Oltre”

Per voi cosa significa cittadinanza attiva e cosa fate per tutelare questo diritto? “Il nostro programma nasce già condiviso da vari soggetti politici che hanno all’interno tutti la partecipazione attiva come fulcro dell’azione politica. Nello specifico, all’interno di “Oltre” c’è proprio una realtà che svolge un ruolo chiave per la cittadinanza attiva, quella del Com.Re.Co, ovvero un Comitato per i referendum deliberativi senza quorum. Quest’ultimo rappresenta la volontà politica di voler inserire all’interno dello statuto comunale, oltre ai classici referendum consultivi, quelli deliberativi senza quorum o al limite con un quorum minimo del 2% . Il fine è quello di consentire ai cittadini di essere partecipi e consapevoli delle scelte portate avanti dall’Amministrazione. In quest’ottica si cerca di perseguire un duplice intento che parte dalla volontà di formare le persone culturalmente, dibattendo assieme a loro sui temi d’interesse comune, per poi spingersi verso la scelta libera e responsabile del voto.

Il progetto “Sulla testa” del candidato sindaco mira all’avvicinare i giovani al mondo della natura, facendogli vivere esperienze offline. Tra le attività della De-digitalizzazione c’è la piantumazione.

A questo si aggiunge un’ulteriore azione di partecipazione attiva e pensata per i giovani “Sulla testa” che mira a de-digitalizzare i ragazzi indirizzandoli verso la vita offline. Per farlo “Oltre” ha stabilito una serie di attività e programmi da svolgere all’aperto e in gruppo. Dall’osservare il tramonto e l’alba insieme fino alle escursioni in bici; dalla riscoperta del mondo del lavoro tramite le visite in azienda fino alle più concrete attività laboratoriali curate dagli artigiani. Non solo. A queste si aggiunge anche la volontà di condurre i ragazzi verso la scoperta del verde e far maturare in loro la responsabilità green. In tal senso i giovani potranno sperimentare la piantumazione delle piante, la coltivazione della flora e la cura degli orti urbani.

Altre attività saranno dedicate allo sport. “ Uno sport  – spiega – che sia realmente accessibile a tutti e fruibile attraverso impianti anche non a pagamento e capaci di sfruttare le collaborazioni tra enti e Comune”.

Per leggere il programma del candidato clicca su questo link

Articoli correlati