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Borgo Futuro, il festival delle rinnovabili

Se le energie rinnovabili sono la forma di sviluppo che si sta ormai radicando sul territorio, c’è chi ne ha fatto un evento. Si chiama, infatti, Borgo Futuro il Festival della sostenibilità che si tiene fino al 3 luglio a Ripe San Ginesio (Mc), paesino di 800 abitanti che si trasforma in un punto d’incontro nazionale per le energie rinnovabili, la virtuosa gestione dei rifiuti e lo sviluppo sostenibile. Il piccolo borgo  diventa un vero e proprio laboratorio sulla sostenibilità a 360°: i visitatori posso vivere la manifestazione tra menù a km zer0, stoviglie biodegradabili, musica a basso impatto ambientale, giochi a emissioni zero e realizzati con materiale riciclato, laboratori sul riuso, progetti scolastici sull’inquinamento, borgo chiuso al traffico e persino uno spettacolo sulla biodiversità pensato, scritto e messo in scena dai bambini. Tutti gli aspetti li ha messi in luce Damiano Giacomelli, Assessore alla Cultura del Comune di Ripe San Ginesio (Mc) ed ideatore dell’evento.

A Borgo Futuro sono tanti i laboratori e per tutte le età

Che cos’ Borgo Futuro?
«Borgofuturo è un festival biennale sulla sostenibilità ambientale, che si tiene a Ripe San Ginesio, paesino dell’entroterra maceratese e prima ancora l’esempio più unico che raro di una piccola comunità che si concentra su un grande obiettivo. Riesce così a divenire esempio e riferimento per tutta la provincia, partorendo un evento di livello nazionale e, con esso, iniziando un percorso di scelte virtuose, in campo amministrativo e di convivenza sostenibile». Da dove è nata questa esperienza?
«Il festival nasce da una rete di associazioni e singoli cittadini, legati al paese, ma provenienti da tutta la provincia. Un gruppo di volontari, accomunati dall’idea che solo un’idea di sviluppo sostenibile possa portarci fuori dalle difficoltà sociali, ambientali, economiche di quest’epoca. Una svolta che trova nella dimensione del piccolo borgo il miglior humus per crescere e farsi concreta».

Quali sono state le esperienze che hanno portato a questo evento?
«Questa seconda edizione porta in sé le prime tracce di alcuni processi, nati insieme all’idea del festival. Potrei fare decine di micro-esempi, che sembrano profetici rispetto alle questioni globali che si stanno ponendo in questi anni. Dall’impegno per una cultura del rispetto dell’altro e dell’ambiente, concretizzata in progetti teatrali per i bambini del paese, alla riconversione energetica delle strutture e delle illuminazioni comunali, fino alla collaborazione tra i produttori locali, che sta generando un punto vendita a Km zero nel territorio comunale. Sono queste le vere radici dell’iniziativa».

Quali sono le prospettive future?
«Per quanto riguarda il festival, vogliamo continuare con una proposta che alterni incontri teorici e tecnici a momenti più leggeri, che possano declinare le tematiche trattate con linguaggi più comprensibili ai non addetti ai lavori, come quello ludico, teatrale o musicale. Tutto il nostro lavoro vuole prendere le distanze da eventi specialistici, dedicati a chi è già sensibile a questo mondo. Vogliamo mostrare quanto un pensiero sostenibile sia vicino alla cultura popolare del nostro territorio e alle tradizioni che più o meno consapevolmente sentiamo come nostre. Per questo, oltre al festival porteremo avanti sempre più iniziative concrete, azioni civili e progetti istituzionali, da proporre anche ad altri comuni interessati ad accompagnarci in questo viaggio».

"Spazioincontri" a Borgo Futuro

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