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Borghi Autentici Pugliesi, insieme si fa rete

Il Comune di Bitetto entra a pieno titolo nella delegazione pugliese del BAI (Borghi Autentici d’Italia). IL sindaco del centro del barese Fiorenza Pascazio affiancherà insieme al suo omologo di Morciano di Leuca (LE) Luca Durante e all’assessore ai Beni culturali di Acquaviva (BA), Eustachio Busto, il capo-delegazione Gianfilippo Mignogna, primo cittadino di Biccari, nel Subappennino Dauno. Gli incarichi sono stati assegnati nell’ultima assemblea regionale  che ha fatto il punto sulla presenza dei comuni pugliesi  (una cinquantina) nel BAI ma anche su come il  BAI sta agendo all’interno della legge regionale 44 del 2013, che stabilisce le “Disposizioni per il recupero, la tutela e la valorizzazione dei borghi più belli d’Italia in Puglia”, e su come si sta interfacciando l’assessore regionale alla Pianificazione Territoriale Anna Maria Curcuruto.

L'assessore regionale a territorio Annamaria Curcuruto insieme al sindaco di Bitetto Fiorenza Pascazio e Ivan Stomeo, presidente del BAI

L’assessore regionale a territorio Annamaria Curcuruto insieme al sindaco di Bitetto Fiorenza Pascazio e Ivan Stomeo, presidente del BAI

Come il presidente nazionale del BAI, Ivan Stomeo ha sottolineato, la legge 44 rappresenta un’opportunità di grande rilievo per i piccoli e medi comuni, centri che però devono unirsi, far parte di un circuito come appunto è quello del BAI. E qui  «ritorna il concetto – sono parole del  sindaco Pascazio – di rete.  Da soli non si va da nessuna parte. Insieme in una costruzione orizzontale e tale che parta dalle esigenze di chi nei borghi ci vive, si può andare lontano,  accedere alla programmazione comunitaria, rivitalizzare i centri storici e farne centri attrattori per i flussi turistici nazionali e internazionali».
Per l’assessore Curcuruto quello della rete è uno dei suoi impegni forti e lo ha ripetuto in più occasioni. «Costruire reti è l’unico sistema per contare un po’ di più e accedere a una varietà di finanziamenti. La legge 44 – sostiene la Curcuruto –, riconosce la qualità dei borghi e la preservazione degli stessi. Non solo, ma spinge i Comuni a costituire dei circuiti. Se per esempio si sistema una piazza si tratta di un lavoro di manutenzione, ma se lo si fa in più Comuni, si crea un itinerario».  Rete che non riguarda solo il collegamento fra i vari Comuni ma anche aree tematiche, dai parchi ai B&B, ai poli museali, alle aree archeologiche, alla eno-gastronomia. In tal modo con il coinvolgimento ampio dei diversi settori l’offerta turistica è chiaramente varia e ricca.
Antonio Cardelli, coordinatore del progetto, sottolinea che il progetto del BAI è complesso e articolato, basato sull’idea-forza del «miglioramento continuo della qualità insediativa del contesto urbano dei borghi per realizzare sistemi di ospitalità volti a mobilitare il capitale umano e i patrimoni ambientali e culturali disponibili e, nel contempo, facilitare l’apertura delle comunità locali». Un progetto non ancora concluso che si sviluppa con la collaborazione inter-istituzionale e il coinvolgimento dal basso della comunità locali.

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