Bomba chimica a orologeria al quartiere San Paolo a Bari

Lo scalo interporto Ferruccio Lamasinata al quaritere San Paolo

“… e il suono di quella sirena avvertirà la popolazione del pericolo imminente… qualora si verificasse un incidente rilevante presso il deposito della Bravi trasporti logistict, nel cui interno sono stoccate sostanze chimiche altamente tossiche per l’ambiente e per la salute umana”.

In questi giorni centinaia di cittadini residenti al quartiere San Paolo si sono visti notificare dagli agenti di polizia municipale un vademecum che informa la popolazione sulle azioni da adottare in caso di incidente rilevante in cui potrebbe incorrere l’azienda Bravi trasporti logistict.
Il deposito ubicato a ridosso del quartiere, in Contrada del Tesoro, ha come attività prevalente l’immagazzinamento, movimentazione e deposito di prodotti finiti fitofarmaci, etichettati come molto tossici, tossici e molto tossici per l’ambiente.

Nella malaugurata ipotesi di un incidente rilevante, che provochi un incendio all’interno del deposito, con diffusione nell’ambiente esterno di fumi tossici prodotti dalla combustione di materiale in deposito, la popolazione del San Paolo potrebbe non avere il tempo di… bagnare un panno per proteggersi bocca o naso, di chiudere il gas, di spegnere cellulari, di non usare il telefono, di chiudere ermeticamente porte e finestre e cosi via…, così come è descritto nell’informativa, correndo seri rischi per la salute. Il tutto al suono continuo di una sirena.
In caso di guerra è normale, anzi auspicabile che le istituzioni diffondano avvertimenti tra la popolazione finalizzati a salvare la pelle dei cittadini. Ma non siamo in guerra e nessun cittadino dovrebbe aspettarsi di ricevere prescrizioni da allarme biologico.
Il rischio non riguarda solo i 40mila abitanti del San Paolo ma anche migliaia di frequentatori e lavoratori delle aziende limitrofe, come l’Interporto, lo Scalo Ferruccio – Lamasinata, delle aziende della zona ndustriale e di migliaia di automobilisti che percorrono quotidianamente la tangenziale e le strade comunali limitrofe. È intollerabile, è inaccettabile.

La legge 225/92 e successive integrazioni e modificazioni disciplina le funzioni della Protezione Civile e impone al sindaco, quale responsabile della Protezione Civile comunale, di informare la popolazione dei rischi da incidenti rilevanti che potrebbero essere causati dalle industrie a rischio.

È strano, però, che la comunicazione sia stata notificata ai cittadini solo in questi giorni, nonostante dagli atti della Prefettura si evince che già dal novembre 2011 c’era l’obbligo di informare la popolazione.
Come mai questo ritardo? Nel corso di questi anni nessuno si è preoccupato di portare a termine, così come previsto, un’esercitazione che coinvolgesse la popolazione, per testare le procedure predefinite e concordate con Vigili del fuoco, Regione, sindaco, Protezione Civile e con eventuali altre autorità che concorrono nell’emergenza.
Non sarebbe il caso di sospendere, immediatamente il settore di attività della Bravi trasporti legata allo stoccaggio dei fitofarmaci?
E non sarebbe il caso di ascoltare la popolazione sulla questione invece di avvertirla a cose e concessioni già avvenute?
Il prefetto di Bari, il presidente della Regione Puglia e della Provincia e il sindaco di Bari facciano chiarezza su questa assurda situazione e magari valutino, seriamente, di trasferire il deposito di fitofarmaci distante dal centro abitato.

Umberto Carli

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