Blue Economy. Ecomondo guarda all’acqua e la tutela del mare

Nella sezione Blue Economy grande attenzione per il tema dell’utilizzo sostenibile della risorsa idrica e si inaugura la prima macchina mangia plastica

 

I due grandi temi presenti per la prima volta ad Ecomondo 2023

La Blue Economy approda ad Ecomondo. L’Economia Blu, un modello di economia dedicato alla creazione di un sistema economico sostenibile attraverso l’innovazione tecnologica è un ramo della green economy che ha come obiettivo quello di arrivare ad emissioni zero di CO2.

Ecomondo dedica due iniziative a riguardo: “Water Cycle/Ecomondo Water” e “Blue Economy” con importanti focus come quello del risparmio idrico, del monitoraggiodepurazione fanghiimpianti e civilecaptazionedigitalizzazioneeconomia marittimadisinquinamento e rigenerazione dell’idrosferadissalazionerigenerazione porti e coste.

I Focus presenti alla Fiera della transizione ecologica sono: Acqua ed economia circolare (efficienza, recupero sostenibile di energia e riuso nello scenario nazionale ed europeo), Acqua e regolazione (modelli di governance più efficienti, parametri di qualità, investimenti, tariffe, imposte e sussidi in Italia ed Europa), Acqua e agricoltura (trattamento, riuso ed irrigazione efficiente alla luce del nuovo regolamento Eurounitario), Acqua e salute (piani di sicurezza delle acque, analisi e gestione del rischio sanitario ed ambientale nell’uso e riuso).

L’utilizzo sostenibile della risorsa idrica: il ciclo dell’acqua

Il ciclo dell’acqua

Il tema dell’utilizzo sostenibile della risorsa idrica, all’interno del ciclo urbano e industriale, trova la sua forte espressione in Ecomondo Water, la sezione dedicata a tutte le fasi della filiera del servizio idrico integrato e ciclo delle acque: dal risparmio, al monitoraggio, dalla depurazione al riutilizzo in ottica circolare nei settori agricolo, industriale e civile.

Le attività presenti in fiera, esposte da aziende, società, pubbliche amministrazioni e consorzi che, tra le loro funzioni, si occupano di acqua a 360°, riguardano gli impianti di trattamento, potabilizzazione e dissalazione delle acque;? il riutilizzo delle acque reflue e piovane;? il trattamento, valorizzazione e smaltimento di fanghi di depurazione;? la progettazione e gestione impianti di depurazione urbana, agricola e industriale;? i processi, prodotti e impianti per il trattamento e la depurazione?; il trattamento acque di processo e di scarico industriale;? le canalizzazioni, tubazioni, valvole e raccordi;? il drenaggio urbano sostenibile, pozzetti, manufatti;? le pompe, turbine, inverter, controller;? i sistemi di monitoraggio ed efficientamento energetico ed ambientale;? i misuratori, sensori e gestione dati;? il telecontrollo;? le case dell’acqua, potabilizzatori domestici. I focus trattati sono relativi a Acqua ed economia circolare (efficienza, recupero sostenibile di energia e riuso nello scenario nazionale ed europeo, Acqua e regolazione (modelli di governance più efficienti, parametri di qualità, investimenti, tariffe, imposte e sussidi in Italia ed Europa), Acqua e agricoltura (trattamento, riuso ed irrigazione efficiente alla luce del nuovo regolamento Eurounitario), Acqua e salute (piani di sicurezza delle acque, analisi e gestione del rischio sanitario ed ambientale nell’uso e riuso), Attività del commissario straordinario unico per la depurazione in Italia, Gestione integrata di acque e ri?uti urbani e Soluzioni digitali (analisi dati per supporto alle decisioni per efficienza, quali tecnica e sostenibilità economica ed ambientale).

Blue Economy: una crescita economica che si basa sulla conservazione degli ecosistemi marini e sulla sostenibilità ambientale

La nuova iniziativa “Blue Economy” comprende tutte le industrie e i settori economici connessi agli oceani, ai mari e alle coste. Un settore economico che genera, a livello europeo circa 665 miliardi di euro di fatturato e quasi 4.5 milioni di posti di lavoro mentre a livello italiano essa assicura circa 50 Miliardi di euro annui e 800.000 posti di lavoro. Questo nuovo progetto espositivo, che diffonde pratiche e progetti legati all’economia dei mari degli oceani e delle coste, ospita le tecnologie collegate con il Disinquinamento e Rigenerazione dell’idrosfera, la Dissalazione delle acque, la Rigenerazione dei Porti, delle coste e delle attività costiere. Gli espositori sono aziende legate all’industria energetica marina; a quella turistica e ittica; ai dissalatori; sono operatori, amministratori e realtà industriali occupate nella rigenerazione degli ambienti marini; impiantisti specialisti di dissalazione e gestione delle salamoie; produttori di elettrolizzatori o impianti per la produzione di vettori energetici.

Sul tema del Disinquinamento e Rigenerazione dell’Idrosfera, il recente documento congiunto pubblicato da EEA e UNEP riporta evidenze che il Mediterraneo, con i suoi mari che lo compongono e i 3 grandi fiumi che lo alimentano è, purtroppo, il bacino più inquinato d’ Europa. Tra le minacce principali: l’inquinamento da plastica, farmaci, erbicidi, antibiotici, idrocarburi. Tutto questo inquinamento rende lo stato ambientale del mediterraneo una priorità nell’agenda politica dell’Unione Europea, di Union for the Mediterranean (UfM) e delle Nazioni Unite (ONU). La Commissione EU, ad esempio con la missione “Ripristinare i nostri oceani e le nostre acque entro il 2030”, chiede il rapido avvio di un approccio sistemico al disinquinamento e alla rigenerazione dell’idrosfera del bacino per poter attuare una riduzione del 30-50% del suo attuale inquinamento entro il 2030. Quali gli obiettivi e i campi di azione che le aziende (presenti ad Ecomondo) stanno portando avanti per la tutela della idrosfera? La prevenzione e riduzione dell’inquinamento da plastiche, chimico e biologico; una bonifica sostenibile e la rigenerazione di suoli, acque e sedimenti compromessi; il monitoraggio delle acque scolmate o di run-off, modellazione e digitalizzazione delle infrastrutture fognarie, sistemazione naturale dei corsi d’acqua e dei bacini.

La Dissalazione delle acque è impiegata per produrre acqua dolce in 183 paesi in particolare del Medio Oriente, con quasi 16.000 impianti attivi o in fase di costruzione. L’Arabia Saudita (34 milioni di abitanti) ne ricava circa il 50% della sua acqua potabile, mentre Israele possiede uno dei più grandi impianti al mondo, in grado di produrre 627mila metri cubi di acqua dissalata al giorno. In Europa la tecnologia ha conosciuto un notevole sviluppo soprattutto in Spagna (al 2021 risultano installati circa 765 impianti) dove vi sono grandi installazioni al servizio di aree urbane, in grado di garantire l’acqua potabile a 5 milioni di abitanti e a più di 8 milioni di turisti l’anno. La dissalazione delle acque marine è considerata sempre più interessante non solo per far fronte alla scarsità idrica nelle aree costiere, ma anche per la necessità di acqua nella generazione di vettori energetici, come l’idrogeno, off-shore. Settori commerciali e industriali di interesse riguardano gli impiantisti specialisti di dissalazione e di gestione delle salamoie, oltre a produttori di elettrolizzatori o impianti per la produzione di vettori energetici.

Altro capitolo riguarda la Rigenerazione dei Porti, delle coste e delle attività costiere ossia recupero/restituzione del “waterfront” (letteralmente fronte d’acqua, un termine che ha assunto oggi una diffusione linguistica internazionale, designando ovunque progetti e interventi di riqualificazione di aree in rapporto con l’acqua) a uso urbano o rigenerazione urbana degli spazi portuali dismessi, come la riqualificazione delle aree urbane costiere e del loro patrimonio immobiliare e di infrastrutture e di quello naturale, possono concorrere alla rigenerazione complessiva e messa in sicurezza dei sistemi costieri, a garantire insieme lo sviluppo sostenibile, il rilancio turistico, la qualità e la sicurezza dell’abitare nei territori costieri, sia dal punto di vista sociale che ambientale.

Ecomondo e LifeGate insieme per la tutela del mare: inaugurata a Rimini la prima macchina mangia plastica

Il cestino mangia plastiche arriva nel mare

Una macchina mangia plastica per raccogliere i rifiuti flottanti nelle acque. Alla darsena di Rimini lo scorso 6 novembre, è stato inaugurato un nuovo Trash Collec’Thor. L´iniziativa si inscrive nell´ambito del progetto PlasticLess, promosso da Lifegate, che ha permesso di raccogliere finora una quantità di rifiuti plastici galleggianti pari al peso di oltre 10 milioni di bottigliette da mezzo litro, e dal quale ha preso vita la Water Defenders Alliance, un´alleanza ampia e solida, composta da imprese, cittadini, porti, istituzioni, enti di ricerca e università, alla quale aderisce anche Ecomondo. Un´iniziativa che ha l’obiettivo di implementare soluzioni concrete, misurabili e science-based per difendere le nostre acque, a partire dal Mar Mediterraneo.

Il percorso di visita “Water Cycle/Ecomondo Water” e “Blue Economy” si concentra nell’area est del quartiere fieristico dove, vengono dedicati all’acqua i padiglioni B6/B7/D7.

La “buona pratica” di Torre Guaceto

L’area marina protetta di Torre Guaceto

L’Area Marina Protetta di Torre Guaceto è stata istituita nel 1991 con Decreto Ministeriale, fino al 2000 l’area era sotto il controllo della Guardia Costiera italiana, che la proteggeva, contrastando prima di tutto la pesca illegale. Con l’istituzione dell’area protetta terrestre nel 2001, la sua gestione è stata affidata al Consorzio di Torre Guaceto, formato dai due comuni con giurisdizione, Brindisi e Carovigno, e il WWF. Nella fase iniziale della sua esistenza, la riserva ha funzionato in modo molto conservativo per la protezione naturalistica dell’area e nei primi cinque anni di gestione (2000-2005) la pesca è stata vietata per consentire la rigenerazione degli stock ittici.
Nel 2005 l’ente di gestione ha avviato un progetto pilota di pesca sperimentale, con la collaborazione di ricercatori e pescatori. Lo scopo
dell’attività era valutare lo stato degli stock ittici, definire lo sforzo di pesca sostenibile e gli attrezzi da pesca autorizzati, decidendo con i pescatori la giusta dimensione delle maglie; oggi ogni pescatore ha l’autorizzazione a pescare una volta alla settimana.

Essa è divisa in tre zone: zona A (Riserva integrale), in cui solo l’attività di ricerca e le visite guidate sono consentite; Zona B (Riserva generale), in cui sono consentite attività di ricerca, visite guidate e balneazione; Zona C (Riserva parziale), in cui sono consentite, oltre a quelle già elencate, anche la pesca artigianale e ricreativa.

Il Consorzio ha poi iniziato a lanciare progetti volti a valorizzare i prodotti agricoli e ittici della zona. La collaborazione con Slowfood, ad esempio, ha portato alla promozione di produzioni biologiche locali, come l’olio degli uliveti secolari, denominato Oro del Parco e la cultivar del Pomodoro Fiaschetto. Negli ultimi due anni il Consorzio ha avviato un progetto pilota per la trasformazione dei filetti di triglia, per conservarli in olio biologico, prodotto dagli oliveti secolari. Un altro aspetto interessante di questa best practice è emerso da un’analisi genetica condotta sul potenziale riproduttivo nei 200 chilometri della costa meridionale della Puglia. Si è dimostrato, infatti, che i grandi
riproduttori preferiscono rimanere nell’AMP, nel bacino di Torre Guaceto, rilasciando le larve che, alla deriva dalle correnti principali da nord a sud, popolano il mare a sud, con un importante effetto di ricaduta in tutta l’area meridionale della Puglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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