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Bloccate le trivelle nel Canale di Sicilia

La Commissione di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) del ministero dell’Ambiente ha rigettato il permesso di ricerca di idrocarburi accogliendo in pieno le istanze dei comitati e delle associazioni che hanno difeso l’incredibile diversità e l’importanza biologica dei banchi del Canale di Sicilia. La ricchezza di vita delle zone interessate, compresa la presenza di specie protette (dai coralli ai cetacei) e la presenza di aree di particolare rilevanza per la riproduzione di specie di interesse commerciale per la pesca, sono alla base della valutazione negativa della Commissione che ritiene il rischio inaccettabile.

I comitati e le associazioni che hanno aderito all’iniziativa a difesa del Canale di Sicilia sono AGCI-AGRITAL, Apnea Pantelleria, CGIL sezione di Sciacca, Comitato StoppaLa Piattaforma, Greenpeace, L’Altra Sciacca, Lega Navale Italiana – sezione di Sciacca,  Italia Nostra – sezione di Sciacca, Procuratori dei Cittadini – Sede di Sciacca.

“Questo mare – si legge in una nota delle associazioni e comitati – deve essere difeso da politiche tese a tutelare e ripristinare l’ecosistema e le popolazioni ittiche, non a sfruttare giacimenti di petrolio di cui possiamo fare a meno migliorando l’efficienza dei veicoli. Questa vittoria, per quanto importante, è solo un primo passo. Per sventare per sempre questo tipo di minaccia è necessario un progetto che miri a tutelare questo tratto di mare con iniziative di conservazione che offrano prospettive anche sul versante occupazionale nel turismo e nella pesca.

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