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Biogas opportunità per l’agricoltura pugliese

Il numero di impianti a biogas installati in Puglia rimane ancora basso, solo l’1 per cento sul totale nazionale. Eppure, l’agricoltura pugliese, e in generale quella mediterranea, si presterebbe maggiormente all’utilizzo di questa fonte rinnovabile che, partendo dall’utilizzo di sottoprodotti agroindustriali e colture di integrazione, può incidere favorevolmente sul reddito delle imprese e migliorare l’impatto ambientale dell’attività agricola.

Il biogas come risorsa oltre la produzione di energia è il tema che il Cib, Consorzio Italiano Biogas, ha discusso ad Agrilevante, con la partecipazione di imprenditori e ricercatori.

«Il biogas – spiega Piero Gattoni, presidente del Cib – se integrato in un’azienda agricola rappresenta una grande opportunità per differenziare e rafforzare l’attività tradizionale, che subisce pesantemente gli effetti della crisi. La digestione anaerobica permette di migliorare la sostenibilità e le competitività delle aziende perché consente di produrre energia da una fonte rinnovabile e consente, allo stesso tempo, di ridurre i costi di fertilizzazione, diversifica gli sbocchi di mercato e rafforza le capacità di credito delle aziende agricole».

In Puglia ad oggi si contano soltanto poche unità di impianti agricoli, che si aggira attorno all’un per cento dei circa mille impianti presenti in Italia. La potenza media di ciascun impianto è di circa 700 kW per una potenza installata di 6,3 MW. «Partendo dall’esperienza già sviluppata in altri territori del nostro Paese – conclude Gattoni – possiamo lavorare con il mondo della ricerca, l’industria tecnologica e della meccanizzazione agraria, le imprese agricole e le Istituzioni per promuovere in Puglia un modello del “biogas fatto bene” da esportare in tutta l’area Mediterranea».

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