Biodiversità, i sistemi alimentari si “mangiano” il pianeta

Campagna WWF Food4Future

La campagna del WWF per denunciare la perdita dell’80% di biodiversità a causa dei nostri comportamenti eccessi a tavola

Cambiare i metodi di produzione e le abitudini di consumo del cibo, avviare regolamentazioni coerenti e trasformare il mercato alimentare. Da subito. È questo in sintesi l campagna di sensibilizzazione lanciata dal WWF Food4Future. Quattro le aree d’azione urgenti a livello globale per rendere i sistemi alimentari più resilienti, inclusivi, sani e sostenibili, tenendo conto delle necessità umane e dei limiti del Pianeta: agire in campo (grow better), in mare (fish better), a tavola (eat better), riducendo perdite e sprechi alimentari (use better).

© Marizilda Cruppe _ WWF-UK

Grow better: la perdita di biodiversità è causata da sistemi agricoli sempre più specializzati e semplificati, che occupano aree sempre più vaste, e dall’uso massiccio di input chimici, che causano il degrado del suolo, l’inquinamento delle acque e dell’atmosfera e minacciano la salute degli organismi. Per il WWF l’agricoltura deve orientarsi sempre più all’agroecologia, la scienza che applica i principi ecologici alla gestione dei sistemi agricoli, favorendo tutti i processi naturali di rigenerazione e resilienza. Inoltre è necessaria una graduale trasformazione degli allevamenti intensivi industriali a beneficio di un modello di produzione agroecologico.

Bicol, Philippines

Fish better: la pesca eccessiva, distruttiva e illegale è un’altra delle minacce più gravi alla sostenibilità delle risorse del Pianeta, in particolare dei mari e di tutte le specie che li popolano. Su scala globale il 34% degli stock ittici è sovrasfruttato e il 60% è pescato al limite delle proprie capacità di rigenerarsi: ciò significa che non diamo il tempo ai pesci e agli altri organismi oggetto di pesca di riprodursi. Inoltre, con la pesca distruttiva, compromettiamo  gli habitat da cui essi dipendono, limitandone ulteriormente la capacità di recupero. Nel Mediterraneo la situazione è ancora più critica, con il 75% degli stock ittici monitorati che risulta sovrasfruttato. Il WWF lavora con pescatori affinché adottino pratiche più sostenibili, con le aziende affinché si impegnino nella trasformazione della loro filiera produttiva e di approvvigionamento, con le autorità nazionali e internazionali affinché garantiscano una gestione adeguata.

© Aaron Gekoski _ WWF-US

Eat better: in seguito alla globalizzazione, all’urbanizzazione e alla crescita del reddito, negli ultimi decenni le nostre abitudini alimentari sono radicalmente cambiate. Si è passati da diete stagionali ricche di verdure e fibre, a diete troppo ricche di calorie e con un eccessivo consumo di carne e derivati animali. La dieta dell’italiano medio non è in linea oggi con le raccomandazioni nutrizionali e gli attuali modelli di consumo non sono sostenibili né dal punto di vista sanitario né da quello ambientale. Il WWF promuove un modello alimentare che concili la salute della persona con quella dell’ambiente e che si riassume nel mangiare senza eccessi, ridurre drasticamente il consumo di proteine animali e aumentare quello di frutta e verdura, limitando le quantità di alimenti ultra-trasformati e zuccheri aggiunti.

Use better: se vogliamo che il sistema alimentare globale possa rimanere all’interno dei limiti del Pianeta è fondamentale ridurre sensibilmente le perdite alimentari sul piano della produzione e gli sprechi alimentari sul piano del consumo. Il WWF lavora per eliminare le perdite in agricoltura, acquacoltura, nella pesca o in altre attività della produzione primaria attraverso azioni mirate sugli operatori, aumentando la comunicazione e l’informazione lungo le filiere di produzione per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di cibo. Il WWF auspica inoltre una riduzione drastica degli sprechi alimentari nelle famiglie, nelle mense scolastiche e aziendali.

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