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Bioclimatica, la nuova edilizia

Negli ultimi anni sentiamo parlare sempre più spesso di casa bioclimatica, ma in cosa consiste in pratica questa particolare tipologia costruttiva? L’ architettura bioclimatica si concentra sull’uso di risorse rinnovabili al fine di garantire il massimo comfort abitativo con il minor impatto ambientale. Niente di nuovo a dire il vero, quanto piuttosto una riscoperta di un’architettura più tradizionale, un ritorno a tecniche di costruzione ampiamente utilizzate nel passato, quando l’adattamento all’ambiente circostante era la principale se non unica risorsa per proteggersi dalle avversità climatiche. Con uno sguardo al passato ed un piede nel futuro, le moderne case bioclimatiche consentono un notevole risparmio energetico, con buona pace del nostro portafoglio e la giusta attenzione al sempre più bistrattato pianeta.

A Granadilla, nelle Isole Canarie, si trova questa casabioclimatica progettata dall'architetto José Luis Rodríguez Gil.

A Granadilla, nelle Isole Canarie, si trova questa casa bioclimatica progettata dall’architetto José Luis Rodríguez Gil.

I principi dell’edilizia bioclimatica – Il principale obiettivo dell’architettura bioclimatica è quello di ottenere le migliori condizioni climatiche all’interno della casa in ogni momento della giornata e stagione dell’anno, basandosi sull’ottimizzazione degli scambi energetici fra fabbricato ed ambiente esterno. Alla base di tutto quindi possiamo indicare due fondamentali principi:

·     nel periodo invernale occorre favorire l’irraggiamento solare sulle pareti e le finestre per scaldare gli ambienti interni e isolare l’involucro per conservare il calore accumulato.

·      nel periodo estivo occorre proteggere l’edificio dall’irraggiamento solare con dei sistemi di ombreggiamento, prevedere una elevata inerzia termica delle murature e favorire la ventilazione naturale interna all’edificio.

Come funziona? – Sebbene non esista non esiste un edificio il cui fabbisogno energetico venga coperto esclusivamente in maniera passiva, un attento studio dei flussi energetici dall’esterno all’interno e viceversa può portare a costruzioni autosufficienti anche oltre l’80%. Ma come funziona una casa bioclimatica? La perdita di calore attraverso le pareti esterne dell’edificio viene minimizzata attraverso l’impiego di materiali isolanti, mentre in estate l´efficiente coibentazione permette di avere temperature più basse. Il fabbisogno energetico mancante viene “coperto” dai moderni sistemi che si basano su risorse rinnovabili, come il fotovoltaico, il solare termico, il geotermico, l’energia eolica.

Una casa come un girasole –

Lo studio Cadaval & Sola-Morales ha progettato a Girona (Spagna) la "casa-girasole" (© Sandra Pereznieto)

Lo studio Cadaval & Sola-Morales ha progettato a Girona (Spagna) la “casa-girasole” (© Sandra Pereznieto)

Nella progettazione e costruzione di una casa bioclimatica è fondamentale partire dalla localizzazione e dall’orientamento dell’immobile. Basata proprio sul principio del massimo sfruttamento dell’irraggiamento solare, la casa spagnola ecologica ed autosufficiente che vedete in questa foto è stata studiata come un agglomerato di dieci diversi cubi sospesi. Proprio come un girasole, la casa coglie il massimo della luce solare e grazie agli speciali vetri ad alta tecnologia è in grado di accumulare energia da questo. La particolare struttura semi-interrata garantisce dal canto suo il giusto equilibrio termico e la protezione dal forte vento.

Il potere dell’energia eolica – In certe zone climatiche il vento è una caratteristica imprescindibile, come non sfruttarlo? In questo casi l’edilizia bioclimatica guarda con attenzione all’energia eolica, sfruttandola al massimo per raggiungere l’ autosufficienza energetica. L’eolico domestico si basa sull’uso di un aerogeneratore ( o generatore eolico), ossia un sistema che trasforma l’energia cinetica del vento, dapprima in energia meccanica (attraverso la rotazione delle pale eoliche) e poi in energia elettrica mediante l’ausilio di un generatore collegato alle stesse lame.

Costi e risparmio di una casa passiva – La realizzazione di una casa passiva costa dall’8 al 20% in più rispetto alla costruzione di un’abitazione standard tradizionale. Sebbene ciò sia innegabile, va detto che Il costo iniziale di costruzione di una casa passiva può essere facilmente recuperato nell’arco di pochi anni, in quanto la bolletta elettrica viene sensibilmente ridotta di circa l’80%.

Perfetta anche in condizioni estreme – Se qualcuno pensa che le moderne case bioclimatiche sono realizzabili solo in microclimi favorevoli e temperati, si dovrà necessariamente ricredere. In effetti non esiste un progetto unico e adattabile ad ogni situazione, ma piuttosto è compito di un buon progettista creare su misura la casa passiva che meglio si adatta all’ambiente circostante. Il principio base è sempre lo stesso, legato all’ utilizzo estremamente efficiente delle risorse a disposizione in termini di materiali e energia. Ecco che in montagna gli involucri diventano molto spessi ed  il rapporto superficie/volume ridotto al minimo, mentre le aperture esposte ai venti freddi invernali sono ridotte al minimo o addirittura inesistenti.

(autrice: Manuela Occhetti – Fonte: habitissimo )

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