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Bio-sacchetti, attenzione a quelli legali

I bio-sacchetti di qualità si riconoscono da quelli falsi. Il CSI, società del Gruppo IMQ, che di recente ha introdotto due marchi di certificazione che garantiscono sul rispetto della legge, la qualità e performance delle shopper. La riconoscibilità di un “vero” sacchetto è data dalla presenza di marchi. Il primo è il “CSI Recycled Plastic”, che certifica la conformità del sacchetto ai requisiti relativi all’effettivo utilizzo di plastica riciclata e al relativo spessore ed il secondo è “CSI High Performance Bag”, studiato per i sacchetti in carta e in bioplastiche, che certifica anche la qualità dei sacchetti relativa agli aspetti ambientali e costruttivi, come ad esempio la resistenza al carico, alla trazione e caduta. Sono caratteristiche sempre più richieste dalla grande e media distribuzione organizzata come attestazione di rispetto ed attenzione ai consumatori ed alla qualità.

Un sacchetto per la spesa

La Guardia di Finanza ha recentemente sequestrato oltre 200 mila bio-shopper che riportavano falsa dichiarazione di conformità ai requisiti di legge.

Di recente, infatti, sono stati sequestrati da parte della Guardia di Finanza oltre 200 mila bio-shopper che riportavano falsa dichiarazione di conformità ai requisiti di legge. Si tratta di una filiera illegale, già denunciata ripetutamente anche da Legambiente, valutata in 40 mila tonnellate di plastica riciclata in maniera finta con una perdita per il mercato legale di 160 mila euro ed una ricaduta sui consumatori quantificata in 50 milioni di euro in termini di costi aggiuntivi per lo smaltimento di rifiuti.

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