Bio-packaging in carta e bioplastica: imballaggi sempre più green

stoviglie biodegradabili
stoviglie biodegradabili

Il progetto europeo BIOCOMPACK-CE, su imballaggi poliaccoppiati carta-bioplastica, è stato presentato a Milano da Legambiente e Innovhub-Stazioni Sperimentali per l’Industria.

Bio-packaging: Italia all’avanguardia nel settore riciclo e rispetto dell’ambiente.

La tutela dell’ambiente, la sostenibilità, il rispetto del territorio, le strategie green ormai sono diventate capisaldi irrinunciabili per ogni tipo di attività produttiva. Il packaging in particolare è un settore dove il fine vita del prodotto ha un forte impatto ambientale e quindi migliorarne la riciclabilità o il recupero  è una mission irrinunciabile.

A Milano, pochi giorni fa, nella sede di Legambiente si è tenuto un seminario Bio-packaging in carta e bioplastica: strategie per favorirne il mercato. Lo scopo è ridurre l’utilizzo della plastica e diminuire la presenza di microplastiche a favore di nuovi materiali accoppiati e migliorare la riciclabilità della carta.

Ha spiegato nel dettaglio il progetto Graziano Elegir di Innovhub-Stazioni Sperimentali per l’Industria. <I pilastri della biosostenibilità sono sostanzialmente due : produrre da materie prime rinnovabili, favorire l’economia circolare>.

Bio-packaging: bioplastica e carta, una accoppia ideale

L’introduzione di bioplastiche/biopolimeri negli imballaggi multimateriali sarà sicuramente una mossa vincente, ma non semplice, puntualizza Graziano Elegir <L’unione carta-bioplastica per essere molto green deve soddisfare dei precisi parametri per facilitarne lo smaltimento. Un esempio? Imballaggi puliti di alimenti secchi o umidi (riciclo in cartiera), imballaggi sporchi di alimenti umidi (riciclo organico). Importante anche  comunicare con efficacia al consumatore come e dove smaltire o riciclare gli imballaggi complessi>. Francesco Ferrante Vice presidente Kyoto Club ha affrontato il tema degli shopper biodegradabili, facendo una breve ricostruzione storica della legge 296 – 27/12/2006, che li ha resi obbligatori in sostituzioni di quelli in pura plastica e delle vicissitudini che li hanno accompagnati in questi ultimi anni. <Una criticità è stata rilevata nel 2011 in sacchetti dichiarati biodegradabili e adatti al compostaggio, che invece non erano a norma. Un truffa pericolosa per l’ambiente, affrontata con   un nuovo intervento legislativo e nel marzo del 2012 (legge 28 del 24/3/2012) il Parlamento ha approvato un decreto del Governo in cui si specificava che gli unici shopper commercializzabili sono quelli che rispettano la norma europea UNI 13432>.

Bio-packaging: niente plastica nelle mense scolastiche milanesi

L’impegno per la riduzione della plastica si può fare anche nelle mense, un esempio significativo è quello raccontato da Fabrizio De Fabritiis Amministratore Unico di Milano Ristorazionela società creata dal Comune di Milano nel 2001 per garantire il servizio di Ristorazione a favore di nidi d’infanzia, scuole pubbliche dell’infanzia, primarie, secondarie di primo grado, case di riposo, anziani con servizio a domicilio e centri di prima accoglienza. Nel suo intervento ha delineato il percorso green del “più grande ristorante d’Italia”. <Nelle scuole di Milano dal 2012 piatti piatti, bicchieri (e non solo) sono in materiale ecosostenibile. Milano Ristorazione continua a svolgere un attento  percorso in favore della sostenibilità ambientale. Ad oggi, la scelta di utilizzare stoviglie bio-packaging in materiale biodegradabile e compostabile al 100% ha permesso all’azienda di risparmiare 720mila chili di plastica>. Una iniziativa che la società porta avanti ormai da 6 anni. Un iter che si svolto anno per anno introducendo ogni volta nuovi tipi di stoviglie e contenitori. L’anno scorso il progetto si è concluso oggi in tutte le utenze scolastiche le stoviglie sono in materiale ecosostenibile. <L’eliminazione della plastica – ha  affermato  Fabrizio De Fabritiis – se contestualizzata e spiegata a bambini e studenti, è un importante segnale di sensibilizzazione ambientale per i ragazzi. Solo comportamenti responsabili possono formare alunni consapevoli e rispettosi nei confronti dell’ambiente>.

Bio-packaging: la magia sostenibile di Leolandia

I futuri ecologisti si “coltivano” da piccoli, è questa la mission del parco giochi per bambini Leolandia di Capriate San Gervasio in provincia di Bergamo. Sette le aree tematiche con 41 attrazioni, per soddisfare ogni fascia di età, un milione di visitatori all’anno, 25 centri di ristoro. Cristina Gilardi e Nicoletta Nodari si sono alternate nella descrizione delle scelte ecologiche di Leolandia, il miglior parco giochi ecosostenibile d’Europa. <Qui c’è il divertimento con la responsabilità del territorio, sono ben 6 i progetti a favore dell’ambiente – ha dichiarato Cristina Gilardi – uso di carta riciclata, compattatori pet, energia da fonti rinnovabili,utilizzo di materiali riciclati, stoviglie biodegradabili e compostabili, 300 moduli fotovoltaici nella zona di sosta delle auto>.  Importante il progetto “Rifiutami col cuore” che con l’aiuto di un simpatico pupazzo GnamGnam che decora i contenitori per la raccolta differenziata, attira l’attenzione dei più piccoli e facilita lo smaltimento preciso dei rifiuti. Nicoletta Nodari ha concluso parlando di economia circolare <A Leolandia i rifiuti organici vengono riciclati e diventano compostaggio che va a fertilizzare il terreno adibito a orto didattico, dove i bambini possono fare una esperienza unica a contatto con la natura>.

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