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Bike sharing: da oggi a Torino 500 bici a flusso libero

La start-up oBike debutta in Italia dal capoluogo piemontese con 500 biciclette. Un nuovo modello di bike sharing per ridurre le emissioni di C02

500 biciclette che diventeranno 5mila entro la fine dell’anno, con un risparmio energetico fino a 1,5 tonnellate di C02 al giorno (fonte: Ministero Sviluppo Economico, dato calcolato su brevi distanze durante i giorni lavorativi). Si presenta a Torino con questi numeri oBike, la start-up con sede a Singapore, che vanta l’invidiabile primato di essere stata la prima a introdurre nel gennaio 2017 il bike sharing a flusso libero (free floating) nel sud-est asiatico.

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Sono oltre 40 le città localizzate in 15 nazioni toccate da oBike, grazie agli investimenti fatti sui mezzi, sulla tecnologia e sugli standard operativi; ma a giorni il panorama dei Paesi  arriverà a 24. Infatti il servizio oBike sta per partire in altri 9 nazioni, selezionate in base alle caratteristiche geo-territoriali che meglio si prestano all’utilizzo delle biciclette: Repubblica Ceca, Grecia, Finlandia, Francia, Ungheria, Norvegia, Polonia, Portogallo e Svezia. I nuovi Paesi rafforzano la presenza europea di oBike in Austria, Belgio, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Gran Bretagna e Svizzera.

Allarme smog al Nord: perché investire sulla mobilità sostenibile

Secondo i recenti dati del report Legambiente «L’emergenza smog e le azioni (poche) in campo», il `bollino rosso´ va alle regioni del Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) con ben 24 città che hanno superato il limite di PM10 per più di 35 giorni all’anno e Torino è risultata essere la peggiore (66 giorni).

«Abbiamo scelto Torino – sottolinea Andrea Crociani, responsabile oBike Italiaperché è una città che, a nostro avviso, presenta tutte le caratteristiche necessarie per un funzionamento ottimale del servizio. Anche alla luce delle ultime rilevazioni ambientali che segnalano livelli inquinamento molto elevati per tutte le città del nord Italia, siamo convinti che i torinesi siano molto sensibili al tema dell’inquinamento e della propria salute. Attraverso i nostri servizi – conclude Crociani – intendiamo supportare i Comuni d’Italia e promuovere la mobilità sostenibile, rivoluzionando la quotidianità degli spostamenti e favorendo, al tempo stesso, uno stile di vita sano. Entro la fine dell’anno con 5.000 bicilette a regime, contiamo di contribuire a ridurre sensibilmente le emissioni di C02 nell’aria torinese».

Free floating oBike, bike sharing…a premi

bike sharing oBike

Da 500 biciclette oBike conta di arrivare a 5000 per spingere al massimo il bike sharing a Torino

L’azienda offre un sistema di noleggio e condivisione delle bici basato sul flusso libero (“free floating”).  L’utente potrà scaricare l’App di oBike sul proprio smartphone selezionando il link GOOGLE PLAY o  APP STORE.  L’utente potrà sbloccare l’antifurto in dotazione utilizzando il QR code fornito.

La novità del bike sharing free floating consiste nel lasciare libero l’utente di parcheggiare la bicicletta in qualsiasi punto della città, a patto che non crei ostacolo al flusso del traffico e dei cittadini che si muovono a piedi.

Al fine di incoraggiare il corretto posizionamento delle biciclette, oBike ha introdotto un sistema di premi e penalizzazioni. Alla registrazione l’utente riceverà 100 punti che andranno ad aumentare in caso di corretto uso del mezzo e a diminuire ad ogni uso improprio. Allo scendere del punteggio corrisponderà un innalzamento del costo del servizio. Servizio che sarà a titolo gratuito per i primi due mesi a fronte del versamento di una cauzione di 5 euro rimborsabile tramite carta di credito.

Al fine di tutelare il patrimonio pubblico e nel rispetto del decoro pubblico, oBike invita gli utenti ad evitare il parcheggio dei propri mezzi in una serie di punti storici cittadini a più alto valore artistico (per es. Piazza Castello, Piazza San Carlo ecc.).

oBike si è inoltre reso disponibile a condividere con l’amministrazione comunale i dati di utilizzo dei propri mezzi per meglio calibrare le scelte future legate ai temi della mobilità, garantendo la privacy degli utenti e il proprio impegno a non diffondere assolutamente informazioni a terze parti.

Agli italiani piace il bike sharing

«L’Italia si è da subito dimostrato un Paese ricettivo al bike sharing – ha continuato Crociani –  A fine 2016, il Belpaese contava oltre 13.000 biciclette condivise, presenti in circa 200 comuni e per un totale di più di 200 mila iscritti: in rapporto al numero di abitanti, il numero di bici in condivisione a Milano (35 ogni 10.000) e Torino (14) è superiore a Londra (12), Berlino (6) e Madrid (5). Questi dati confermano una tendenza che potrà trovare nuovi stimoli e sbocchi grazie a soluzioni che puntano a rendere sempre più facile e accessibile l’uso dei mezzi in città» – ha concluso il  responsabile oBike Italia.

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