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Bike sharing, la rincorsa italiana

Un parco di 6000 biciclette, dislocate in oltre 100 Comuni, 130 mila utenti, di cui 60 mila regolari. Questi i numeri in crescita del bike sharing in Italia, protagonista del numero 4 di BC, magazine distribuito da FIAB -Federazione Italiana Amici della Bicicletta. É delineata una realtà giovane e ancora di nicchia, rispetto alle più evolute capitali straniere (solo a Parigi circolano 20mila bici in condivisione) ma che riporta casi incoraggianti. Tra questi vi è l’esperienza di Milano, che può vantare il riuscito decollo del servizio, con la diffusione di 1400 veicoli, in più di 100 stazioni. L’inchiesta mette sotto la lente d’ingrandimento il bike sharing nelle nostre città, analisi utile per tenere sott’occhio tutti i ritardi nei servizi dedicati alla mobilità sostenibile. Scambi efficienti con il servizio pubblico, una rete fruibile di piste ciclabili, la presenza “zone 30” (di velocità massima per le auto) e altri strumenti di moderazione del traffico: sono tutti i punti su cui ancora molto resta da fare. Esempi di una nuova sensibilità delle amministrazioni locali, che fanno ben sperare, arrivano invece da città come Brescia – che ha adottato la tessera unica per bike sharing, mezzi pubblici e parcheggi – e da regioni come il Piemonte – con il biglietto integrato per un bike sharing regionale già attivo a Torino, Cuneo, Savigliano, Saluzzo.

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