Biciclette girotondi, i bambini d’Europa chiedono più strade scolastiche

street for kids (Foto Sergio Gatto)
(Foto Sergio Gatto)

Venerdì 6 maggio, migliaia di bambini e bambine in tutta Europa scendono in strada con girotondi e biciclettate per chiedere più strade scolastiche. La mobilitazione europea “Streets for Kids” è stata lanciata dalla coalizione europea Clean Cities Campaign e coinvolge associazioni ambientaliste e gruppi di genitori e personale scolastico in 10 paesi europei. In Italia oltre 50 le iniziative, in 12 città

Più strade scolastiche per una maggiore sicurezza degli scolari. Lo chiedono con forza le migliaia di bambini e bambine in tutta Europa che venerdì 6 maggio scenderanno in strada con girotondi e biciclettate per chiedere più attenzione al traffico intorno alle scuole. Sono oltre 190 le azioni in tutta Europa, dalla Francia all’Albania, che vedranno bambine e bambini – insieme a genitori, dirigenti scolastici e attivisti per la mobilità sostenibile – chiedere ai sindaci delle proprie città di chiudere progressivamente al traffico le strade di fronte alle proprie scuole.

In Italia sono già 12 le città coinvolte (tra queste, Catania, Cosenza, Lecce, Napoli, Roma, Bologna, Genova, Torino, Milano, Padova) con oltre 50 iniziative proposte, ma l’invito ad organizzarsi e mobilitarsi è ancora aperto. Sul sito è https://cleancitiescampaign.org/streetsforkids/ sono disponibili materiali, vademecum e contenuti per organizzare la propria mobilitazione. Questo video spiega come fare.

 

La giornata di mobilitazione europea “Streets for Kids”, strade per i bambini, è la nuova fase della campagna “Tutti giù per strada” della Clean Cities Campaign, che aveva visto l’organizzazione di oltre 60 girotondi di fronte alle scuole in dieci città italiane lo scorso novembre. La Clean Cities Campaign è una coalizione europea di oltre 60 ONG, associazioni ambientaliste, think-tank, movimenti di base e organizzazioni della società civile che ha come obiettivo una mobilità urbana a zero emissioni entro il 2030. La campagna sostiene la mobilità attiva, condivisa ed elettrica per un futuro urbano più vivibile e sostenibile, inclusa la graduale eliminazione dei veicoli con motore a combustione interna dalle città.

La richiesta è sempre la stessa: più “strade scolastiche”, cioè la chiusura al traffico delle strade su cui si affacciano le scuole. La campagna andrà avanti fino al 2030.

Le strade scolastiche riducono l’inquinamento

Le strade scolastiche sono uno strumento utile a ridurre l’inquinamento dell’aria nelle immediate vicinanze delle scuole. A Londra, ad esempio, è stato dimostrato che le strade scolastiche hanno ridotto i livelli di biossido di azoto fino al 23% e diminuito sensibilmente il traffico veicolare lungo tutto l’arco della giornata. Le strade scolastiche sono inoltre un tassello essenziale per una mobilità sostenibile e a zero emissioni, che metta al centro lo spazio per le persone e riduca la centralità dell’auto nelle nostre città.

street for kids_2 (Foto Sergio Gatto)
Un a delle manifestazioni di novembre 2021 (Foto Sergio Gatto)

Nelle grandi città europee le strade scolastiche sono già una realtà: 500 a Londra, 170 a Parigi, 120 a Barcellona. In Italia solo (poche) sperimentazioni, spesso lasciate all’iniziativa volontaria di genitori, con scarsi risultati in termini di efficacia, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza.

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«Tante bambine e bambini occuperanno le strade, con giochi, girotondi, disegni, bici. Lo faranno insieme ai loro genitori, per affermare il loro diritto a respirare aria pulita, ad avere spazio per giocare, a muoversi in sicurezza da casa a scuola» ha commentato Anna Becchi, coordinatrice della campagna Strade Scolastiche per Clean Cities Italia. «Con questa mobilitazione in tutta Italia e in tutta Europa, chiediamo ai sindaci di impegnarsi per chiudere tutte le strade di fronte alle scuole materne, primarie e medie entro il 2030, cominciando dal nuovo anno scolastico».

Perchè le strade scolastiche?

L’Italia ha all’attivo ben tre procedure d’infrazione europee per violazione dei limiti di inquinamento dell’aria su PM2.5, PM10 e NO2. Inoltre la crisi climatica richiede una profonda e rapida trasformazione del modo in cui ci muoviamo, produciamo energia e riscaldiamo le nostre case. È quindi necessario ridurre lo spazio per le auto, soprattutto quelle inquinanti, e potenziare la ciclabilità, il trasporto pubblico e la sharing mobility, come dimostrato dal recente rapporto dell’IPCC (WG3) e come indicato dalla IEA nel suo scenario Net Zero by 2050.

«Nel recente rapporto City Ranking pubblicato da Clean Cities, città italiane come Roma e Napoli sono tra quelle in Europa con meno spazio dedicato a pedoni e bici; Milano e Torino sono le più inquinate del continente. Dare un forte segnale sulle strade scolastiche sarebbe un modo, per le tante amministrazioni locali che hanno promesso di trasformare in senso “green” le proprie città, di dimostrare che fanno sul serio», ha concluso Becchi.

 

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