Input your search keywords and press Enter.

Bicicletta, passione civile per i giovani di Foggia

Il degrado di Parco San Felice a Foggia

“La bicicletta è una straordinaria arma simbolica, lo spazio immaginario di un altrove possibile.” Partendo da questa frase di Zenone Sovilla (Bicicrazia, 2004) gli studenti universitari riuniti negli organismi Link Foggia e Rete della Conoscenza Puglia in collaborazione con UDS Foggia e FIAB – Cicloamici Foggia, stanno organizzando a Foggia la terza edizione del Critical Mass a sul tema degli spazi pubblici e i beni comuni. il 4 settembre prossimo, infatti, una grande biciclettata (che si concluderà con un concerto) “toccherà” i luoghi abbandonati della città, riaccendendo i fari su opere pubbliche ormai cadute nel dimenticatoio. L’attenzione va subito agli ultimi avvenimenti che hanno riguardato la struttura comunale di Parco San Felice, a quanto pare occupata abusivamente e trasformata in una vera e propria attività commerciale, e che per gli organizzatori dell’evento sono un esempio lampante della scarsa attenzione riservata agli spazi di proprietà pubblica. Ma sono anche altri gli emblemi della cattiva gestione degli spazi pubblici,cattiva gestione che coinvolge non solo le istituzioni ma anche i cittadini.

L'ingresso al complesso della Chiesa di Monte Calvario a Foggia

Ecco allora che la biciclettata foggiana coinvolgerà anche il Distretto militare, Piazza Mercato, il parco giochi di Via De Petra, l’anfiteatro Mediterraneo, il Teatro Giordano, la “villa Lanza” confiscata presso il Salice, e altri luoghi.

Sensibilizzare i cittadini – E’ ai cittadini a al loro senso civico sopito che i ragazzi si rivolgono portando alla ribalta anche i pochi luoghi che ancora conservano la memoria storica collettiva, come la chiesa di Monte Calvario (Cappellone delle Croci), Piazza Purgatorio e la “Chiesa dei Morti”, il villaggio Neolitico nella Villa Comunale, l’Epitaffio o Masseria Pantano. Questi beni, seppur molto diversi per tipologia e competenze gestionali rispetto ai precedenti – sottolineano in un documento Link Foggia e rete della Conoscenza – dovrebbero essere tutelati come baluardi dell’identità foggiana, ed invece sono l’esempio di come l’abbandono sia un vero e proprio fenomeno di emergenza sociale che dilaga anche nel patrimonio storico-artistico locale, negato e vandalizzato, perchè la cittadinanza troppo spesso concepisce questi spazi come luoghi di “nessuno” (o al più dell’ente pubblico locale), anziché luoghi di tutti, in quanto spazi comuni sarebbero strumenti fondamentali per soddisfare numerosi bisogni dell’essere cittadino.

La Masseria Pantano (foto Roberta Paraggio)

I luoghi collettivi nella nostra città si sono ormai ridotti al minimo: eppure , accrescendo la vivibilità della collettività (vista come condizione umana materiale e non solo ridotta a parametro di riferimento per le tabelle in cui sovente Foggia figura ultima) e aiutando a coltivare quel senso di appartenenza ad una comunità, specie in un momento di crisi sociale ed economica acuta. Quello stesso senso di appartenenza si deteriora ancor di più nelle nuove generazioni, anche a causa della distanza dettata dall’obbligo dell’emigrazione causa studi».

Proposte per tutti, soprattutto per i giovani –  La proposta è semplice quanto impegnativa: non certo sostituirsi alla pubblica amministrazione nella gestione di questi luoghi, ma affiancarla, soprattutto lì dove il Comune è intervenuto con piani di recupero poi resi vani dalla cattiva educazione civica. E inoltre, non più solo lodevoli i ma estemporanee iniziative quanto soprattutto l’impegno a elaborare un nuovo modo di concepire la gestione di questi spazi, che parta da una condivisione tra istituzioni e mondo sociale di nuove pratiche e stimolino il senso di appartenenza ad una comunità. «Punti di partenza potrebbero essere – ecco le proposte operative dei giovani foggiani – il coinvolgimento delle scuole e dell’Università a momenti formativi nuovi per le generazioni più giovani, progetti di adozione di spazi pubblici che coinvolgano gruppi di cittadini e associazioni e, più in generale, la riaffermazione del diritto delle comunità locali a scegliere le destinazioni d’uso e a co-progettare questi luoghi mediante la previsione di momenti di confronto collettivo periodici e cadenzati, con la presenza dell’Istituzione Comunale, in relazione ai provvedimenti e alle politiche che investono tali spazi».

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *