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Bicicletta a pedalata assistita: due ruote al servizio della mobilità sostenibile

“Ladri di Biciclette” di Vittorio De Sica ha incarnato le condizioni di vita nel dopoguerra

Agli italiani piace pedalare. Le biciclette hanno scritto un pezzo importante nella storia del Belpaese; basti pensare come, prima ancora dell’avvento di scooter e automobili, le “due ruote” siano state il mezzo di locomozione più diffuso tra la gente. La usarono i Bersaglieri durante la Grande Guerra, epiche furono le sfide tra Coppi e Bartali al Giro d’Italia, furono immortalate in celebri film come “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica, la usarono i nostri nonni per raggiungere la città dalla campagna, è da sempre il regalo più ambito per ogni bambino. La bicicletta è nel DNA dell’italiano.

Le biciclette a pedalata assistita montano un motore con una potenza nominale massima di 250 W

La crisi economica, le strade cittadine sempre più congestionate dal traffico veicolare, l’inquinamento da polveri sottili dannoso alla salute umana hanno spinto gli abitanti della penisola italica a pedalare sì, ma in modo ancora più sostenibile sia per l’ambiente sia per l’economia domestica. Come? Con le biciclette a pedalata assistita. Le EPAC (Electric Pedal Assisted Cycle), dette anche pedelec, secondo la direttiva europea 2002/24/CE che disciplina l’argomento, sono biciclette “dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 kW la cui alimentazione è progressivamente ridotta e infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”. Il motore elettrico è posizionato su una delle due ruote o nella zona dei pedali ed ha una potenza nominale massima di 250 W. Come per le moto e le auto elettriche, le batterie sono agli ioni di litio e si possono ricaricare ad una normale presa domestica da 220V.

L’autonomia dipende da diversi fattori: dal percorso intrapreso, se pianeggiante, collinare o montuoso, dal peso del ciclista e della bicicletta, dalla velocità sostenuta, dall’asfalto. È importante ricordare che le biciclette a pedalata assistita non prevedono come in altri veicoli la passività del guidatore, non si accelera su una manopola per dare movimento al mezzo, che si ottiene dall’azione congiunta tra la forza umana con il motore elettrico. In media, con una ricarica è possibile percorrere 50-80 km. Confindustria ANCMAstima che nel 2011 sono state acquistate in Italia cinquantamila biciclette elettriche.

Le pedelec non pagano bollo e assicurazione perché il Codice della Strada le include nella stessa categoria delle normali biciclette

I motivi? Non pagano bollo e assicurazione perché il Codice della Strada le include nella stessa categoria delle normali biciclette, non hanno bisogno di benzina per alimentare il motore, sono facili da parcheggiare, occupano poco spazio e possono circolare ovunque.

Quanto costano? Si parte da cinquecento euro circa per arrivare a modelli anche di duemila euro, ricchi di accessori e realizzati con materiali all’avanguardia nel campo tecnologico. L’acquisto di una pedelec deve essere rapportato ai benefici economici, ambientali e fisici; pertanto, tenendo presente i vantaggi descritti, la bicicletta a pedalata assistita è un investimento che non tarda a far vedere i suoi frutti. Concludendo: Italiano, hai voluto la bicicletta (elettrica)? E ora pedala!

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