Input your search keywords and press Enter.

Bici, non solo svago ma anche lavoro (ecosostenibile): parola di Alain Sabatier

Il progresso incalza, ma nel primo decennio del 2000 si riscopre un mezzo di trasporto antico come la bicicletta. E Alain Sabatier, 33enne francese trapiantato a Bari da due anni, ha fondato sulla bici la sua micro-impresa di corriere espresso. È l’ecosostenibilità ad essere alla base dei ciclo-pony, perché non generano emissioni dannose, pur mantenendo gli standard dei tradizionali pony express. Sabatier ad oggi resta l’unico e il primo ad aver sperimentato nel capoluogo pugliese il servizio innovativo, importato dall’estero, a cui ha dato il nome di Bari Bici Express.

Com’è nata questa idea?

«Ho scoperto quest’attività di corriere espresso in bici nel 2003 a Parigi, dove ho lavorato per due anni nella prima azienda che ha offerto il servizio chiamato Urban cycle. Quest’azienda è attiva da 7 anni, ma ce ne sono altre sei o sette in città. L’origine di quest’attività è però americana. Negli stati Uniti, soprattutto a Los Angeles e a New York, non ci sono motorini, ed è per questo che per le consegne preferiscono le bici».

E in Europa?

Alain Sabatier

«Successivamente si è sviluppato come effetto modaiolo a Londra e in tutti i paesi dell’Europa del Nord, sensibili all’ecologia e alla salvaguardia dell’ambiente, come Danimarca, Germania e Finlandia. Attualmente funziona molto bene a Budapest, dove è attivo da 16 anni. Sono arrivati a far più di 4 mila consegne con 80 corrieri. Poi si è sviluppato in Francia, in Spagna e in Italia, dove la prima azienda di corriere espresso in bici è nata due anni fa a Milano. Oggi c’è anche a Torino, Reggio Emilia, Parma. Quando sono arrivato a Bari non esisteva questa realtà. Poi un anno fa grazie al bando regionale di Principi Attivi abbiamo potuto cominciare quest’avventura anche nel capoluogo pugliese.»

Cosa vuoi sviluppare con questo progetto?

«L’idea di ciclabilità urbana. Vorrei si sviluppassero spazi per ciclisti, che devono avere più diritti. La bici è considerata come mezzo secondario, invece dovrebbe essere promosso, perché è un mezzo sostenibile».

Quali differenze hai notato tra l’estero, e in particolare la Francia, e l’Italia rispetto a questo servizio e all’idea di ambiente?

il ciclo-pony durante una consegna

«La mentalità della bici qui al Sud è ancora da sviluppare. Ciò che vedo è però una mancanza di rispetto, perché i ciclisti non vengono considerati col giusto peso dagli automobilisti. Poi qui c’è il problema del parcheggio. A Parigi e forse anche a Milano non si può parcheggiare in seconda fila o sui posti riservati ai disabili».

Quali ostacoli hai dovuto superare per mettere in atto questo progetto imprenditoriale?

«Convincere il cliente che una bici può andare più veloce di un motorino nelle strade trafficate. Poi è stato difficile far capire che il nostro servizio è ecologico, non inquina, non fa rumore ed è importante per la vivibilità della città. Non si può vivere meglio se si sviluppa l’inquinamento e l’insicurezza stradale. Il nostro progetto non consiste solo nel proporre un servizio alternativo, ma anche far qualcosa per la vivibilità della città. Un altro problema grave è quello del lavoro nero o dell’uso di personale che lavora in uffici pubblici o privati e che sono dei factotum, e fanno consegne con le auto o le moto dell’azienda. All’estero questo non si verifica».

Chi invece ti ha sostenuto?

il ciclo-pony fa una pausa dopo la consegna

«Oltre alla Regione Puglia, mi ha sostenuto la rete di ciclisti urbani che ho cercato di creare pian piano. Ogni volta che incontro un ciclista lo fermo e ci scambiamo i contatti. A volte queste persone hanno competenze particolari e ci aiutano nel progetto di sviluppo dell’azienda».

Hai pensato ad un sostegno politico, oltre ai finanziamenti del bando regionale?

«Ho cercato di non legarmi troppo alla politica. Pensavo che la politica venisse da me. Ma non è stato così. Così ho preferito contattare realtà pro ambiente, favorevoli alla mobilità sostenibile. Per esempio Legambiente a Bari è molto attiva, anche in ambito urbano. Poi sono entrato in contatto con i Gas (Gruppo d’acquisti solidali), che acquistando in gruppo risparmiano».

Com’è strutturato il servizio di corriere in bici?

«Ho bisogno di alcune informazioni necessarie, come peso e volume del pacco da consegnare, e della zona in cui abita il destinatario. Trasportiamo di tutto. Siamo muniti anche di un carrello e possiamo portare sino ad un peso di 45 kg. Gli alimenti li accettiamo solo se crudi».

Cosa manca in Italia e a Bari affinché il servizio diventi ottimale?

Bari Bici Express

«Un cambiamento di mentalità. In Francia, ad esempio,  i medici radiologi o i grafici si fidano, perchè lì non si presenta il problema che ruota intorno al discorso della privacy.In Italia non è così. A Parigi si trasportano le tac con i corrieri, qui è impensabile eppure  rispettiamo la privacy; inoltre abbiano l’interdizione di consegnare droga, armi, soldi».

Hai nuove idee?

«Vorrei costituire un gruppo di ciclisti urbani e alcuni politici comunali di Bari mi vogliono supportare. Per ciclista urbano intendo colui che usa la bici per i vari spostamenti in città, non chi la usa per le scampagnate.

….

Bari Bici Express un servizio con i... fiori

L’idea è di creare un’assemblea di cittadinanza attiva per la ciclabilità urbana, in modo da stilare entro l’anno un elenco con le richieste dei ciclisti stessi.

A Bari c’è già un bici plan, ossia parcheggi bici, piste ciclabili che abbiano una rete, altrimenti se non sono collegate tra loro non hanno senso di esserci.

La nostra richiesta su Bari sarebbe quella di chiudere questo bici plan avviato 7 anni fa e far entrare nel progetto sia BariBiciExpress sia Dinamo Sud, altra associazione della ciclabilità urbana. Tra le richieste dei ciclisti c’è anche quella di poter usufruire in città delle corsie preferenziali e come a Parigi o in Olanda di andare contro senso in alcune vie, attuabile se in Italia non ci fossero le doppie file. Non credo ad una Bari Metropolitana nel 2015 senza lo sviluppo della ciclabilità urbana».

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *