Biblioteche per il territorio

Paola Vallario

Paola Vallario ha 28 anni ed è di Roma. Ha appena terminato il suo percorso di studi universitari alla Sapienza con una Laurea in Architettura U.E. col Prof. Fabrizio Tucci (consulente scientifico dell’ Istituto per lo Sviluppo Sostenibile in Italia, coordinatore della Collana “Progetto/ Tecnologia/ Ambiente”, consulente scientifico del Il Sole 24 Ore – Edilizia e Territorio, componente del Comitato Scientifico della rivista “Modulo”, docente del master in Architettura Bioecologica e Tecnologie Sostenibili per l’Ambiente). La passione di Paola per ciò che è naturale, bio, energie alternative e rinnovabili l’ha portata a realizzare una tesi sulla progettazione e riqualificazione ambientale, in modo particolare di biblioteche, dal titolo  “Innovazione ambientale di biblioteche”. Ecco una sintesi del suo lavoro.

INNOVAZIONE AMBIENTALE DI BIBLIOTECHE: NUOVI REQUISITI PRESTAZIONALI DI ECOSOSTENIBILITA’

Le biblioteche appartengono, accanto alle abitazioni e ai luoghi di culto, alle tipologie edilizie più antiche: custodiscono, ordinano, mantengono e trasmettono lo scibile umano. La relazione tra queste diverse funzioni costituisce un’unità dinamica che comprende la struttura dominante del sapere.

Nel corso della storia la configurazione spaziale si è modificata continuamente: in seguito al frenetico sviluppo delle tecnologie dell’informazione, stanno subendo una trasformazione. Il tipo edilizio di una biblioteca non è più definito dalla disposizione dei libri nei depositi a torre o dallo spazio rappresentativo della sala di lettura, bensì dalle diverse interpretazioni delle relazioni di lavoro e dei processi lavorativi nell’edifico. In una biblioteca, oltre ai libri e ai lettori, esiste un iter burocratico che consente lo svolgimento dell’attività, un processo che va dall’acquisto dei libri all aconsegna, allo smaltimento dell’imballaggio, alla catalogazione, fino alla disposizione nella libreria. Nel progetto si deve fare in modo che questo iter sia efficiente. Per la biblioteca concepita come edificio funzionale vale il principio architettonico form follows function.

Salt Lake City, Stati Uniti - La biblioteca progettata dall'architetto Moshe Safdie

Se ci si chiede perché gli edifici bibliotecari esistenti non siano sufficienti è perché da un lato la produzione tipografica mondiale è cresciuta incredibilmente, dall’altro sono aumentati esponenzialmente gli utenti . Tale incremento dell’utenza è dovuto anche alle nuove tecnologie che inducono a nuove e sempre più numerose richieste d’informazione. Se si è guadagnato dello spazio grazie all’informatizzazione di documenti, è anche vero che il fabbisogno di spazio per ospitare componenti informatiche è sempre crescente. Appare dunque chiaro come la maggior parte degli edifici bibliotecari sia inevitabilmente destinata a non rispondere più alla loro funzione e a necessitare di ampliamento o rinnovamento.

Le biblioteche possono essere ottimi attrattori territoriali per riqualificare una zona o un quartiere nella misura in cui risultano aperte, vitali, disponibili allo scambio di esperienze intellettuali. Gli edifici che le contengono devono essere dislocati studiando i flussi d’utenza potenziale e le barriere urbane, essere facilmente raggiungibili e visibili nel tessuto urbano, trasparenti perché devono invitare e accogliere, flessibili e rimodulabili all’interno per assecondare le trasformazioni d’uso.

La progettazione dell’edificio e degli impianti dovrebbe massimizzare l’utilizzo di risorse rinnovabili e l’impiego di tecniche di recupero energetico, anche adottando sistemi di produzione non convenzionali, come sistemi di cogenerazione, sistemi combinati di pompa di calore con sfruttamento dell’acqua delle falde acquifere. Altro fronte su cui è possibile operare è quello di prevedere soluzioni architettoniche che sfruttino sistemi bioclimatici passivi progettando l’involucro dell’edificio come elemento dinamico di mediazione tra ambiente esterno e interno. Piuttosto che utilizzare tecnologie specifiche atte a rispondere ai singoli problemi in modo puntuale, il progetto dovrebbe cercare soluzioni anche coinvolgendo l’espressività architettonica dell’edificio modificandone la forma in modo opportuno, con soluzioni tecniche, accorgimenti e componenti a basso contenuto di tecnologia e a basso costo di realizzazione e gestione.

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